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Milan-Juve, 0-0 e noia: ma per la Champions il punto è buono per entrambe

Duello tra Saelemaekers e McKennie (ansa)

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Succede poco a San Siro, con le squadre che badano più che altro a non correre rischi nella corsa ai primi 4 posti. Una traversa di Saelemaekers la migliore occasione del match
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Milano – È stato il pareggio ispirato da un concetto sano di prudenza, dal bene rifugio della circospezione. Quindi, tirate le somme, zero a zero. Il Milan ha ridotto al minimo i rischi, come fa sempre contro squadre che sa di poter prendere alle spalle, e al tempo stesso la Juve non ha esagerato con il coraggio: le spalle, insomma, non se l’è mai scoperte.

Allegri e Spalletti, la filosofia della concretezza

Zero a zero, a suo modo un esercizio di perfezione che ai rossoneri sta (e stava) benissimo, perché la filosofia della concretezza se ne infischia della vanagloria di un possibile secondo posto (vale del prestigio, sì: ma a quale costo?): adesso mancano loro sei punti sui dodici ancora in palio per la certezza matematica del ritorno in Champions e il calendario s…

Milano – È stato il pareggio ispirato da un concetto sano di prudenza, dal bene rifugio della circospezione. Quindi, tirate le somme, zero a zero. Il Milan ha ridotto al minimo i rischi, come fa sempre contro squadre che sa di poter prendere alle spalle, e al tempo stesso la Juve non ha esagerato con il coraggio: le spalle, insomma, non se l’è mai scoperte.

Allegri e Spalletti, la filosofia della concretezza

Zero a zero, a suo modo un esercizio di perfezione che ai rossoneri sta (e stava) benissimo, perché la filosofia della concretezza se ne infischia della vanagloria di un possibile secondo posto (vale del prestigio, sì: ma a quale costo?): adesso mancano loro sei punti sui dodici ancora in palio per la certezza matematica del ritorno in Champions e il calendario suggerisce che non sarà un’impresa titanica raccattarli. La Juve ha giocato con molta più pressione addosso (e ancora senza Yildiz, sempre in condizioni imperfette e buono soltanto per lo spezzone finale), perché stavolta i risultati della giornata non le erano stati favorevoli e forse per questo non ha saputo attingere alla spavalderia (va vista come un pregio, non è arroganza) che Spalletti le sta inculcando, ma che in partite così non è ancora pronta a usare. E poi contro le squadre di Allegri non è mai saggio fare la voce grossa: basta un attimo e ti lasciano senza parole.

«La cronaca della gara»

Una gara di maniacale attenzione

Cosa ne è venuto fuori, dunque? Una partita frenata, non spezzettata bensì di maniacale attenzione, in una serata calda di un caldo quasi estivo ma con pollini primaverili a volteggiare dentro San Siro e un’unica allergia, quella al gol. D’altronde è la quarta volta nelle ultime cinque che tra queste Milan e Juventus finisce 0-0 (lo stesso risultato dell’andata, toh: non era mia successo nella storia del campionato a girone unico) e in assoluto nelle ultime nove sfide ci sono state appena sei reti in tutto e mai delle due squadre nella stessa partita, quasi come se il ruolo di secondo piano cui le hanno relegate Inter e Napoli (un posto in Champions è il massimo dell’ambizione) le costringesse a questa mediocrità allo specchio. Alla fine c’è stato qualche fischio, perché la pazienza alla lunga finisce per spazientire, anche se era stato più fischiato Leao al momento della solita sostituzione, che ha vellicato il solito risentimento, benché ieri sera non abbia giocato meno peggio di altre volte.

Una traversa del Milan il momento più forte

Nella partita non c’è stato un dominatore né un controllore. In linea di massima è stata la Juve a provare a menare le danze, ma l’unica azione che ha strozzato l’urlo in gola al pubblico è stata la traversa centrata a inizio ripresa da Saelemaekers (bravo Leao a trovarlo libero). Poi robetta: una parata di Di Gregorio su Rabiot, una di Maignan su Conceição, la difficoltà dei difensori sinistri del Milan a contenere le piroette del portoghese, agevolato dal fatto che i movimenti senza palla di McKennie risucchiavano fuori zona Pavlovic, che quindi non poteva raddoppiare la marcatura (Allegri ha rimediato sostituendo il tremebondo Bartesaghi con Estupiñan), e un gol annullato a Thuram alla mezzora (era stato proprio Conceição a servirlo), ma qui bisogna rilevare il pezzo di bravura di Gabbia, che ha mosso un passo avanti nel momento perfetto per mettere in fuorigioco il francese. Ecco cosa resterà di questa notte a San Siro: un attimo di lucida intelligenza di un ragazzo fatto un casa.

Milan-Juventus 0-0

Milan (3-5-2): Maignan 6.5 – Tomori 6, Gabbia 6.5, Pavlovic 6.5 – Saelemaekers 6.5, Fofana 5.5 (21’ st Ricci 6), Modric 6.5 (36’ st Jashari sv), Rabiot 5.5, Bartesaghi 5 (1’ st Estupiñán 5) – Pulisic 5 (17’ st Füllkrug 5), Leao 6 (36’ st Nkunku sv). All. Allegri 6.5.

Juventus (3-4-3): Di Gregorio 6.5 – Kalulu 6, Bremer 6.5, Kelly 6 – McKennie 6, Locatelli 6, Thuram 6 (26’ st Koopmeiners 6), Cambiaso 5.5 (26’ st Holm 5.5) – Conceiçao 7 (36’ st Zhegrova sv), David 5.5 (43’ st Vlahovic sv), Boga 5 (36’ st Yildiz 6). All. Spalletti 6.5.

Arbitro: Sozza 6.

Note: ammoniti Cambiaso, Bartesaghi, Boga, Estupiñán, Locatelli.Spettatori: 75.681.

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