“Frode sportiva in serie A”: Rocchi sotto inchiesta, arbitri e Var nella bufera
di
Ilaria Carra
,
Matteo Pinci
Gianluca Rocchi
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Secondo il pm il capo dei fischietti combinava le scelte e influenzava
la sala monitor: “Mi autosospendo”. Indagato anche Gervasoni
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Una Nazionale senza Mondiali, una Federcalcio senza presidente. E ora lo tsunami che si porta via il designatore degli arbitri: Gianluca Rocchi è indagato a Milano. L’avviso di garanzia firmato dal pm Maurizio Ascione lo ha raggiunto venerdì sera: frode sportiva in concorso è l’accusa, la peggiore per chi ogni settimana deve scegliere chi sarà a dirigere le partite del campionato italiano. E proprio sulle sue scelte si concentra l’indagine della procura milanese: a Rocchi contesta di aver “combinato” due designazioni, dallo stadio San Siro, per favorire l’Inter. Un’accusa gravissima, a cui si aggiunge un episodio già valutato — e archiviato — dalla giustizia sportiva: un intervento sulla sala Var a Lissone per suggerire al videoarbitro di assegnare un calcio di rigore in Udinese-Parma. Su questi tre punti Rocchi dovrà rispondere al magistrato che lo ha convocato giovedì.
Una Nazionale senza Mondiali, una Federcalcio senza presidente. E ora lo tsunami che si porta via il designatore degli arbitri: Gianluca Rocchi è indagato a Milano. L’avviso di garanzia firmato dal pm Maurizio Ascione lo ha raggiunto venerdì sera: frode sportiva in concorso è l’accusa, la peggiore per chi ogni settimana deve scegliere chi sarà a dirigere le partite del campionato italiano. E proprio sulle sue scelte si concentra l’indagine della procura milanese: a Rocchi contesta di aver “combinato” due designazioni, dallo stadio San Siro, per favorire l’Inter. Un’accusa gravissima, a cui si aggiunge un episodio già valutato — e archiviato — dalla giustizia sportiva: un intervento sulla sala Var a Lissone per suggerire al videoarbitro di assegnare un calcio di rigore in Udinese-Parma. Su questi tre punti Rocchi dovrà rispondere al magistrato che lo ha convocato giovedì.
«Chi di spada ferisce, di spada ferisce», ha commentato Domenico Rocca, ex guardalinee che Rocchi aveva dismesso l’anno scorso per prestazioni insufficienti. E proprio Rocca è l’autore dell’esposto da cui è nata l’indagine. Nelle quattro pagine è citato in particolare l’episodio del primo marzo 2025 in Udinese-Parma, «un rigore concesso solo perché a Lissone come supervisore Rocchi si alza per bussare alla postazione di Paterna Var e Sozza Avar e far assegnare un rigore che loro si erano perso». Rocchi non avrebbe dovuto interferire.
Sul punto, la Procura sportiva ha archiviato. Ma ieri il procuratore della Federcalcio Chinè, prima di essere sollecitato dalla Procura generale dello sport, ha chiesto le carte dell’indagine milanese per valutare l’esistenza di fatti nuovi. E fatti nuovi ce ne sarebbero: due designazioni “combinate”. Secondo il pm, Rocchi avrebbe «concorso con più persone presso lo stadio San Siro durante la semifinale di andata di Coppa Italia con il Milan del 2 aprile 2025» decidendo di affidare all’arbitro Daniele Doveri, secondo la ricostruzione poco gradito alla dirigenza Inter, la direzione della semifinale di ritorno del 23 aprile successivo: così lo avrebbe “schermato”, ossia avrebbe fatto sì che non dirigesse la finale di Coppa Italia e le partite di campionato dei nerazzurri a cui il club teneva di più. Non solo: in quella stessa occasione avrebbe anche “combinato” la designazione dell’arbitro Colombo, apprezzato dall’Inter, per la partita di campionato a Bologna del 20 aprile.
Arbitri, Rocchi indagato per frode sportiva. Il video della sala Var di Udinese-Parma: "È rigore?"
I casi Udinese-Parma e Salernitana-Modena
Da capire chi siano le persone in concorso: un arbitro? O qualcuno per conto dell’Inter? I legali del club nerazzurro precisano che nessuno nella società ha ricevuto avvisi di garanzia. Indagato, oltre a Rocchi, è il Var di Udinese-Parma, Daniele Paterna, per falsa testimonianza: al pm avrebbe detto che a bussare al vetro non sarebbe stato il designatore. E anche il numero due di Rocchi, il supervisore Var Andrea Gervasoni, in concorso per frode sportiva per Salernitana-Modena l’8 marzo 2025: «Con la concessione del rigore a favore della squadra emiliana da parte del direttore di gara Antonio Giua incalzava e sollecitava l’addetto Var Luigi Nasca affinché questi richiamasse Giua all’on field review»: il penalty fu revocato.
Le faide all’interno dell’Associazione Italiana Arbitri
L’Aia, l’associazione arbitri, ha convocato d’urgenza il Comitato nazionale, ma il designatore l’ha anticipato autosospendendosi, come Gervasoni: «Lo faccio per la serenità del mondo arbitrale. Una scelta sofferta, ma tornerò più forte», giura Rocchi, profondamente turbato. Poi, un messaggio agli arbitri: «Ho deciso di tirarmi fuori perché non meritate di stare perennemente in mezzo ai problemi. Andate in campo senza guardare in faccia nessuno». A giugno avrebbe lasciato in ogni caso, a chi gli è più vicino aveva confessato di voler correre per la presidenza dell’Aia, visto che l’attuale presidente Antonio Zappi è stato squalificato per 13 mesi e può decadere (martedì aspetta l’ultimo grado di giudizio sportivo). Una parte del mondo arbitrale festeggia: quella dei suoi nemici, perché da anni l’Associazione dei fischietti è spaccata, tra correnti interne, ripicche e gelosie.