MILANO – Al Mondiale americano, senza gli azzurri, l’Italia sarà soprattutto lui. Pierluigi Collina, presidente della Commissione Arbitri della Fifa, racconta le nuove regole che saranno introdotte nel torneo iridato e lo sforzo che sarà necessario per farle rispettare. «Per i centosettanta fra arbitri e assistenti abbiamo previsto un seminario a Miami, per allinearci. Sarà una competizione lunga e impegnativa, che merita regole certe, applicate con attenzione. Negli ultimi tre anni abbiamo lavorato intensamente per migliorare il livello degli arbitraggi, che già era elevato nei Mondiali del 2018 e del 2022. Ci siamo anche confrontati con gli allenatori delle nazionali».
Qual è la filosofia generale delle nuove disposizioni?
«Limitare le interruzioni e aumentare il tempo in cui la palla è in gioco. È un approccio che va oltre le norme specifiche. Non sarà accettato, ad esempio, che chi commette o subisce un fallo possa prendere la palla sottobraccio per interrompere la partita e magar…
MILANO – Al Mondiale americano, senza gli azzurri, l’Italia sarà soprattutto lui. Pierluigi Collina, presidente della Commissione Arbitri della Fifa, racconta le nuove regole che saranno introdotte nel torneo iridato e lo sforzo che sarà necessario per farle rispettare. «Per i centosettanta fra arbitri e assistenti abbiamo previsto un seminario a Miami, per allinearci. Sarà una competizione lunga e impegnativa, che merita regole certe, applicate con attenzione. Negli ultimi tre anni abbiamo lavorato intensamente per migliorare il livello degli arbitraggi, che già era elevato nei Mondiali del 2018 e del 2022. Ci siamo anche confrontati con gli allenatori delle nazionali».
Qual è la filosofia generale delle nuove disposizioni?
«Limitare le interruzioni e aumentare il tempo in cui la palla è in gioco. È un approccio che va oltre le norme specifiche. Non sarà accettato, ad esempio, che chi commette o subisce un fallo possa prendere la palla sottobraccio per interrompere la partita e magari parlare con l’arbitro. Staremo attenti a tutto».
Come funzioneranno le sostituzioni rapide?
«Nella Mls si è sperimentata la sostituzione veloce, con 10 secondi al massimo per lasciare il campo. Funziona e la introdurremo al Mondiale. Oltre quella soglia, salvo infortuni, si dovrà poi aspettare un minuto prima che il nuovo giocatore possa entrare in campo».
E se vengono effettuate più sostituzioni contemporaneamente?
«In questo caso, i 10 secondi partiranno dalla comunicazione sulla lavagna luminosa dell’ultima sostituzione annunciata».
In caso di intervento dei medici in campo, cosa succede?
«Il giocatore deve stare fuori per un minuto e la partita continua. Così medici e fisioterapisti hanno tempo per lavorare e il giocatore può recuperare. Sono previste eccezioni, ma questa è la regola generale. In Coppa d’Arabia abbiamo fatto un test addirittura con due minuti e nessuno si è lamentato».
E quando a farsi male è un portiere?
«Questo non deve consentire alle due squadre di tornare alle proprie panchine, prendendosi una pausa extra, come troppo spesso accade. Non abbiamo ancora deciso una sanzione, dobbiamo parlarne con l’Ifab, ma non è accettabile. Sarà prevista una pausa di circa 3 minuti per tempo, più o meno a metà frazione, per recuperare».
Come saranno gestite le rimesse laterali?
«Se saranno lente, i giocatori saranno richiamati a voce o con un fischio. Se dopo 5 secondi la palla non è in gioco, la rimessa sarà assegnata alla squadra avversaria. La stessa misura varrà per i rinvii dal fondo: dopo 5 secondi sarà calcio d’angolo per gli avversari».
Anche sui corner pensate di introdurre limiti di tempo?
«Non mettiamo limiti imperativi, ma l’arbitro inviterà i giocatori a non approfittare del fatto che, per posizionarsi in area, un po’ di tempo ci vuole. Lo sfrutteremo per permettere alla sala Var di verificare se fosse davvero calcio d’angolo: se non è così, verrà annullato senza coinvolgere l’arbitro».
Sempre più Var, quindi.
«Il protocollo del 2017 deve adeguarsi alla tecnologia. Altra novità: si potranno rivedere al monitor anche i secondi cartellini gialli, che portano all’espulsione. E sarà possibile intervenire nel caso in cui un giocatore venga sanzionato al posto di un altro. Anche in quel caso si interverrà».
Dobbiamo aspettarci severità nell’uso dei cartellini?
«Assolutamente. Lo scopo di ammonizioni ed espulsioni è anzitutto la tutela della salute fisica dei giocatori. I tifosi vogliono i giocatori in campo, non a casa a curarsi».
Come nasce la scelta di vietare ai giocatori di coprirsi la bocca quando parlano fra loro?
«Possono coprirsi la bocca quando chiacchierano fra loro, ma nei momenti di tensione non saremo tolleranti: potrebbe trattarsi di frasi offensive. E lì scatta il cartellino rosso».
State valutando interventi sui blocchi irregolari degli attaccanti nei calci piazzati?
«Capita che i falli in attacco, sui calci piazzati, vengano commessi senza che la palla sia ancora in gioco, quindi il Var in questi casi non può intervenire. Sono situazioni che non di rado portano a gol e non è corretto. Abbiamo chiesto chiarimenti all’Ifab e presto avremo una soluzione».