Trionda, il pallone dei Mondiali non va veloce: perché può cambiare il modo di tirare in porta
di Franco VanniMILANO - Chi ama calciare da fuori area potrebbe avere qualche problema al Mondiale. Test aerodinamici condotti in Giappone suggeriscono infatti che Trionda, il pallone ufficiale della competizione, opporrebbe una resistenza all’aria superiore rispetto ai modelli utilizzati nelle ultime edizioni della Coppa del Mondo. Secondo le simulazioni, i tiri più potenti potrebbero percorrere qualche metro in meno con la massima potenza. Una differenza non trascurabile. L’analisi è stata realizzata presso l’Università di Tsukuba dal gruppo di ricerca guidato dal fisico statunitense John Eric Goff, che dall’inizio degli anni Duemila studia l’aerodinamica dei palloni utilizzati nei tornei internazionali di calcio.
Un design mai visto prima
Il Trionda, presentato da Adidas nell'autunno del 2025, è composto da soli quattro pannelli, il numero più basso mai utilizzato in un Mondiale maschile. Il design richiama i tre Paesi ospitanti: verde per il Messico, rosso per il Canada, blu per gli Stati Uniti.…
MILANO - Chi ama calciare da fuori area potrebbe avere qualche problema al Mondiale. Test aerodinamici condotti in Giappone suggeriscono infatti che Trionda, il pallone ufficiale della competizione, opporrebbe una resistenza all’aria superiore rispetto ai modelli utilizzati nelle ultime edizioni della Coppa del Mondo. Secondo le simulazioni, i tiri più potenti potrebbero percorrere qualche metro in meno con la massima potenza. Una differenza non trascurabile. L’analisi è stata realizzata presso l’Università di Tsukuba dal gruppo di ricerca guidato dal fisico statunitense John Eric Goff, che dall’inizio degli anni Duemila studia l’aerodinamica dei palloni utilizzati nei tornei internazionali di calcio.
Un design mai visto prima
Il Trionda, presentato da Adidas nell'autunno del 2025, è composto da soli quattro pannelli, il numero più basso mai utilizzato in un Mondiale maschile. Il design richiama i tre Paesi ospitanti: verde per il Messico, rosso per il Canada, blu per gli Stati Uniti. La riduzione delle cuciture ha permesso di ottenere una superficie particolarmente liscia. Per rendere più stabile il volo, Adidas ha inoltre inserito speciali micro-texture pensate per guidare il flusso dell’aria e limitare movimenti indesiderati. Ma quel che si è guadagnato in precisione di volo – secondo gli studi di Goff – lo si è perso in resistenza aerodinamica.
Il nodo dell'aerodinamica
Le prove di laboratorio hanno evidenziato una particolarità del Trionda: il pallone entra nella cosiddetta "crisi di resistenza aerodinamica" a velocità più basse rispetto ai modelli impiegati a Qatar 2022, Russia 2018 e 2014 in Brasile. È la fase in cui la resistenza dell'aria cambia improvvisamente, modificando il comportamento della palla in volo, perdendo spinta. Nel nuovo modello questo avviene attorno ai 43 km/h, mentre palloni come Al Rihla, Telstar 18 e Brazuca raggiungevano questa soglia tra i 50 e i 65 km/h.
Il ricordo del Jabulani
La discussione sull’aerodinamica dei palloni di questo Mondiale – molto sentita in Germania e Sudamerica - riporta inevitabilmente al famigerato Jabulani, utilizzato nel Mondiale sudafricano del 2010, contestato da molti giocatori (portieri soprattutto) per le sue traiettorie irregolari. I ricercatori ritengono però che il Trionda non debba essere paragonato a quel modello. Nel caso del Jabulani, infatti, le variazioni aerodinamiche più marcate si verificavano tra i 79 e i 97 chilometri orari, non quando la palla perdeva velocità.
Cautela nell'interpretazione dei risultati
I test di Goff, i cui esiti sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Applied Sciences, sono stati eseguiti in una condizione particolare: in totale assenza di rotazione, una condizione che di rado si verifica durante una partita. Lo stesso fisico statunitense, dopo avere difeso il rigore scientifico del proprio metodo, mette in guardia: “Poiché effetti e rotazioni incidono in maniera determinante sulla traiettoria, il comportamento del Trionda in campo potrebbe rivelarsi differente rispetto a quanto osservato nei test di laboratorio”.