Domani il calcio italiano avrà un nuovo presidente, Giovanni Malagò, e molto presto anche un altro ct, Roberto Mancini. Saranno passati 83 giorni dalla disfatta di Zenica, l’eliminazione degli azzurri nei play-off mondiali: l’Apocalisse è diventata consuetudine. Malagò era stato contattato già prima della partita con la Bosnia, con lungimirante e inquietante anticipo: quando c’è da scegliere un nome, il modello Italia non perde tempo. Quel che continua a mancare tra le componenti è una seria riflessione critica sui guai di un sistema agonizzante, sulle ragioni di una crisi della Nazionale che dura da quasi vent’anni, sugli strumenti per salvare il calcio nel breve e nel lungo periodo.
‘’Per vincere domani”, libro analisi di Ivan Zazzaroni
Molte risposte si trovano in Per vincere domani, il libro che Ivan Zazzaroni ha pubblicato per Mondadori, una guida galattica per autostoppisti del pallone sgonfiato. Giornalista di razza, direttore del Corriere dello Sport-Stadio e popolare volto te…
Domani il calcio italiano avrà un nuovo presidente, Giovanni Malagò, e molto presto anche un altro ct, Roberto Mancini. Saranno passati 83 giorni dalla disfatta di Zenica, l’eliminazione degli azzurri nei play-off mondiali: l’Apocalisse è diventata consuetudine. Malagò era stato contattato già prima della partita con la Bosnia, con lungimirante e inquietante anticipo: quando c’è da scegliere un nome, il modello Italia non perde tempo. Quel che continua a mancare tra le componenti è una seria riflessione critica sui guai di un sistema agonizzante, sulle ragioni di una crisi della Nazionale che dura da quasi vent’anni, sugli strumenti per salvare il calcio nel breve e nel lungo periodo.
‘’Per vincere domani”, libro analisi di Ivan Zazzaroni
Molte risposte si trovano in Per vincere domani, il libro che Ivan Zazzaroni ha pubblicato per Mondadori, una guida galattica per autostoppisti del pallone sgonfiato. Giornalista di razza, direttore del Corriere dello Sport-Stadio e popolare volto televisivo, Zazzaroni offre un’analisi completa, lucida, documentata e suffragata dai numeri, comparati anche con gli altri modelli europei. Comincia la sua inchiesta dalla base, dalle scuole calcio trasformate in macchine mangiasoldi, un mondo in cui «i bambini diventano clienti, i genitori sponsor, gli allenatori gestori», dove giocano principalmente i ricchi, mentre il talento resta fuori dai cancelli. Zazzaroni mette all’indice un trend: in Italia diminuiscono i calciatori tesserati ma raddoppiano gli allenatori e aumentano i dirigenti. «A fronte di meno bambini che giocano, ci sono più adulti che decidono».
La questione meridionale del calcio
Il libro riporta sul tavolo del dibattito molte verità ignorate. Spiega per esempio perché vengano selezionati più facilmente i calciatori nati all’inizio dell’anno e no, non c’entra l’oroscopo (spoiler: in ogni leva calcistica per anno solare, si preferiscono i ragazzi già un po’ più alti e grossi per fare risultato immediato). Riporta l’attenzione sulla questione meridionale: se nell’ultimo campionato di A c’erano solo 17 giocatori nati al Sud, forse è anche perché un euro investito nello sport al Nord può fruttare il doppio rispetto al Mezzogiorno. Indaga sul buco nero in cui spariscono gli azzurri di domani: bravi e vincenti nelle nazionali giovanili, invisibili in prima squadra. E, alla fine, lancia una serie di proposte di rinnovamento. Per vincere domani e provarci in tutti i domani che verranno.