Per chi suona la campana: Ronaldo o Modric, ultima fermata Mondiale
di
Franco Vanni
Cristiano Ronaldo e Luka Modric
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Stanotte, all’una, il primo duello tra due quarantenni nel torneo: per lo sconfitto sarà anche la fine di una storia
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MILANO – Passerà Cristiano o passerà Luka. L’altro, al termine della notte di Toronto, avrà giocato con ogni probabilità la sua ultima partita in un Mondiale. E si tratterà di una sconfitta, come spesso succede nel calcio, sport di squadra che nasconde infiniti duelli. A sfidarsi in singolar tenzone, attorniati da paggi e scudieri, saranno due giocatori fortissimi e anziani: quarantuno anni Ronaldo, uno in meno Modric. All’ultima sfida in Coppa del Mondo, i Palloni d’Oro — il portoghese ne ha vinti cinque, il croato uno — segnano anche una prima volta. Mai due giocatori di movimento over 40 si erano affrontati in un Mondiale.
MILANO – Passerà Cristiano o passerà Luka. L’altro, al termine della notte di Toronto, avrà giocato con ogni probabilità la sua ultima partita in un Mondiale. E si tratterà di una sconfitta, come spesso succede nel calcio, sport di squadra che nasconde infiniti duelli. A sfidarsi in singolar tenzone, attorniati da paggi e scudieri, saranno due giocatori fortissimi e anziani: quarantuno anni Ronaldo, uno in meno Modric. All’ultima sfida in Coppa del Mondo, i Palloni d’Oro — il portoghese ne ha vinti cinque, il croato uno — segnano anche una prima volta. Mai due giocatori di movimento over 40 si erano affrontati in un Mondiale.
Non stupisce, in un torneo che è uno spot alla longevità sportiva. Oltre a loro, in America sono in sei ad avere il 4 davanti nell’età: Craig Gordon, Guillermo Ochoa, Edin Dzeko, Manuel Neuer, Fernando Muslera e Vozinha. Otto in totale. Più di quanti avevano messo piede in un Mondiale nelle 22 edizioni precedenti. Il primo fu Zoff nel 1982, mentre l’unico non portiere era stato Roger Milla nel 1994. C’è modo e modo di invecchiare. Ronaldo lo fa a petto in fuori, meglio se nudo, in risposta alle critiche che in patria lo sommergono ogni volta che non segna. Fra tutte, la più centrata è in realtà rivolta ai suoi compagni, che giocano per lui anche quando non dovrebbero. Modric, ieratico e magrissimo, si fa intervistare di preferenza in mensa quando, uno fra tanti, mangia quel che passa il convento.
"Ogni volta che le cose vanno bene, è merito di Cristiano. Quando vanno male, è finito", dice CR7, parlando di sé in terza persona, lui che nel finale di carriera ha deciso di diventare miliardario in Arabia. "Sono contento di essere qui, anche se preferisco l’Europa", si schermisce Luka, che ha scelto la storia del Milan. Ronaldo, al sesto Mondiale, ha giocato tutte e tre le partite del girone, con alti e bassi, segnando due gol contro l’Uzbekistan. Modric è cresciuto partita dopo partita fino alla prestazione totale contro il Ghana: servendo Vlašić, è diventato l’assistman più anziano della storia dei Mondiali. Ora si giocano il tutto per tutto. Chi perde va a casa. Chi vince si concede un’altra possibilità, il 6 luglio a Dallas, contro la vincente fra Austria e Spagna.
Ronaldo e Modric nel 2017, quando erano compagni nel Real Madrid
Compagni, poi rivali
Per vederli in campo uno contro l’altro, c’è chi nei circuiti del secondary ticketing ha speso 21 mila dollari per un posto in tribuna. Quando erano dalla stessa parte, facevano scintille. A Madrid hanno giocato 222 partite insieme, conquistando 13 trofei, fra cui quattro Champions League. Modrić ha servito 14 assist a Ronaldo, che ha ricambiato con due passaggi decisivi. Un’intesa costruita sui tempi di gioco, più che sulle parole. Pur somigliandosi pochissimo, si sono sempre rispettati. Nel 2018, dopo avere vinto il Pallone d’Oro, Modric raccontò: "Cristiano mi ha mandato un messaggio per farmi i complimenti. Siamo e resteremo sempre amici". E nella sua autobiografia A modo mio ha raccontato le fragilità dell’ingombrantissimo ex compagno, ridotto in lacrime dalle reprimende di Mourinho. Con ogni probabilità, anche questa notte uno dei due contendenti piangerà. Entrambi faranno di tutto perché sia l’altro. Non è a suon di cortesie che sono arrivati a giocarsi tutto dopo i 40 anni.