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Inchiesta arbitri, Rocchi dai pm si difende dalle accuse. Orsato nuovo designatore

Gianluca Rocchi

 

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L’ex designatore ha risposto alle domande degli inquirenti
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Un lungo colloquio in cui Gianluca Rocchi si è difeso dalle accuse di frode sportiva. A più di due mesi dalla convocazione della procura milanese, quando allora scelse la strategia del silenzio, l’ex designatore di A e B si è presentato davanti al pm Maurizio Ascione e all’aggiunto Palo Ielo, che da qualche settimana lo affianca nell’inchiesta sul calcio pilotato per rispondere, stavolta, alle loro domande.

Rocchi nega le designazioni pilotate

«Nessuna combine a favore dell’Inter e nessuna pressione sulla sala Var» è il senso della posizione che Rocchi, difeso dagli avvocati Antonio Bana e Antonio D’Avirro, ha voluto restituire mercoledì scorso per contestare le accuse. Negando le designazioni “pilotate” in due partite del 2025 di Daniele Doveri, «poco gradito» all’Inter, …

Un lungo colloquio in cui Gianluca Rocchi si è difeso dalle accuse di frode sportiva. A più di due mesi dalla convocazione della procura milanese, quando allora scelse la strategia del silenzio, l’ex designatore di A e B si è presentato davanti al pm Maurizio Ascione e all’aggiunto Palo Ielo, che da qualche settimana lo affianca nell’inchiesta sul calcio pilotato per rispondere, stavolta, alle loro domande.

Rocchi nega le designazioni pilotate

«Nessuna combine a favore dell’Inter e nessuna pressione sulla sala Var» è il senso della posizione che Rocchi, difeso dagli avvocati Antonio Bana e Antonio D’Avirro, ha voluto restituire mercoledì scorso per contestare le accuse. Negando le designazioni “pilotate” in due partite del 2025 di Daniele Doveri, «poco gradito» all’Inter, per evitare, secondo l’accusa, che poi ne arbitrasse altre più importanti e del «gradito» ai nerazzurri Andrea Colombo per la trasferta di Bologna. A Rocchi veniva anche contestato il caso del rigore concesso all’Udinese contro il Parma nel 2025: per l’accusa, avrebbe fatto pressioni con le “bussate” sul vetro per spingere gli arbitri in sala Var a mandare al monitor il collega in campo.

Sentiti Trentalange e Zappi

Prima di lui, nei giorni scorsi, erano stati sentiti anche due ex presidenti dell’Aia, Alfredo Trentalange che con Rocchi ha avuto molto a che fare agli albori della sua carriera da designatore e Antonio Zappi, che già era stato ascoltato in procura. Il colloquio di Rocchi avviene mentre si attende la definizione del fascicolo da parte dei pm, in cui sono indagati anche Andrea Gervasoni, ex supervisore Var, e i varisti Daniele Paterna, Luigi Nasca e Rodolfo Di Vuolo.

Orsato al posto di Rocchi

Si dovrebbe arrivare a breve o a una chiusura in vista della richiesta di processo o a un’archiviazione e alla decisione di trasmettere gli atti alla giustizia sportiva. Intanto ieri Rocchi, che si era autosospeso dall’incarico e che ha visto svanire alcune offerte dall’estero, è stato sostituito da Daniele Orsato, nuovo designatore di A e B.

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