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Caso Rocchi, la procura divisa sull’archiviazione

Gianluca Rocchi 

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Pronta per essere chiusa l’inchiesta sugli arbitri condotta dai pm milanesi
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MILANO – È pronta per essere chiusa l’inchiesta sugli arbitri condotta dalla procura milanese che ha scosso il calcio italiano. Quella per lo più incentrata sulle presunte scelte pilotate dell’ex designatore di A e B, Gianluca Rocchi, e sulle interferenze sul Var per dirottare decisioni dei video arbitri. Se questo secondo filone è destinato a essere trasmesso alla procura di Monza, per un tema di competenza territoriale essendo la sala del Var fisicamente a Lissone, quindi Monza e Brianza, l’altra tranche, quella più dirimente delle designazioni presuntamente decise a favore di una squadra (l’Inter, nessuno del club è indagato) alla vigilia della chiusura indagini è ancora una partita da capire e al centro di qualche dissidio interno alla procura.

Il dibattito tra i pm sulla dire…

MILANO – È pronta per essere chiusa l’inchiesta sugli arbitri condotta dalla procura milanese che ha scosso il calcio italiano. Quella per lo più incentrata sulle presunte scelte pilotate dell’ex designatore di A e B, Gianluca Rocchi, e sulle interferenze sul Var per dirottare decisioni dei video arbitri. Se questo secondo filone è destinato a essere trasmesso alla procura di Monza, per un tema di competenza territoriale essendo la sala del Var fisicamente a Lissone, quindi Monza e Brianza, l’altra tranche, quella più dirimente delle designazioni presuntamente decise a favore di una squadra (l’Inter, nessuno del club è indagato) alla vigilia della chiusura indagini è ancora una partita da capire e al centro di qualche dissidio interno alla procura.

Il dibattito tra i pm sulla direzione da impartire al fascicolo

Su questo fronte di certo c’è il capo di imputazione nei confronti di Rocchi, che per la procura avrebbe «fraudolentemente accettato interferenze al fine di alterare il corretto coinvolgimento della competizione in concorso con esponenti della società Inter». Il pm titolare dell’inchiesta aperta a fine 2024, Maurizio Ascione – da domani destinato a un nuovo incarico alla Procura europea – è stato affiancato nelle ultime settimane dall’aggiunto Paolo Ielo, come ha deciso il procuratore capo di Milano, Marcello Viola. E tra i due, non è un mistero, c’è stato in queste settimane un confronto molto acceso sulla direzione da impartire al fascicolo. Nonostante le divisioni, a tarda sera sembra comunque che si sia trovata una quadra che consenta a entrambi di firmare la chiusura delle indagini, attesa per oggi. Da chiarire se nel nocciolo della vicenda sarà un’archiviazione tout court oppure solo parziale.

Le carte saranno spedite alla Procura Federale

Sembrano tutti concordi, invece, nel ritenere che le carte del lungo approfondimento sul mondo del calcio saranno spedite alla Procura Federale perché valuti se ci siano illeciti sportivi. Mentre la posizione di Daniele Paterna, l’assistente al Var che nell’ormai noto video si vede girarsi e chiedere a chi bussava “È rigore?” durante Udinese-Parma resterà a Milano, perché la presunta falsa testimonianza è avvenuta durante la deposizione nell’ufficio del pm Ascione. Le condotte degli altri due varisti indagati, invece, Luigi Nasca e Rodolfo Di Vuolo, accusati di frode sportiva sempre sulla questione delle “bussate” al vetro della sala Var, saranno anche queste vagliate a Monza.

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