Viveva in un mondo tutto suo, Valentina Baldini, «una bambina nel corpo di una donna», come amava ricordare papà Silvio, di nuovo commissario tecnico della nazionale italiana under 21 dopo la breve parentesi sulla panchina dei grandi. Valentina è morta ieri, a 39 anni, lasciando per sempre quel corpo che ne aveva ingabbiato i movimenti e la parola, ma non la voglia di vivere. La diagnosi dei medici, alla nascita, era stata spietata: «Vostra figlia non può farcela. Morirà molto presto».
Baldini: “Guardo i ragazzi che alleno con gli stessi occhi con cui guardo mia figlia”
Colpa della tetraparesi spastica, patologia neuromotoria che già aveva complicato il parto di mamma Paola. Ma i dottori si sbagliavano: la piccola Valentina, che aveva rischiato …
Viveva in un mondo tutto suo, Valentina Baldini, «una bambina nel corpo di una donna», come amava ricordare papà Silvio, di nuovo commissario tecnico della nazionale italiana under 21 dopo la breve parentesi sulla panchina dei grandi. Valentina è morta ieri, a 39 anni, lasciando per sempre quel corpo che ne aveva ingabbiato i movimenti e la parola, ma non la voglia di vivere. La diagnosi dei medici, alla nascita, era stata spietata: «Vostra figlia non può farcela. Morirà molto presto».
Baldini: “Guardo i ragazzi che alleno con gli stessi occhi con cui guardo mia figlia”
Colpa della tetraparesi spastica, patologia neuromotoria che già aveva complicato il parto di mamma Paola. Ma i dottori si sbagliavano: la piccola Valentina, che aveva rischiato di non vedere la luce, ha illuminato gran parte della vita dei Baldini. Dormiva con loro, nel letto matrimoniale della casa di Marina di Massa, il paese toscano di Silvio. «Il pensiero di alzarmi e trovarla morta mi angosciava. Abbiamo un letto un po’ più grande e dormiamo sempre noi tre», raccontava il ct. Il sonno era il sismografo della sua salute: «Quando di notte sogna, ride in continuazione. E la sua risata è molto contagiosa». Per farla stare meglio le aveva comprato un cane, Nebbia, pastore maremmano scomparso nei mesi scorsi.
La festa allo stadio per la promozione dell’Empoli nel 2002
Baldini l’ha ricordato a giugno, con le lacrime agli occhi alla vigilia della prima partita alla guida della nazionale maggiore contro il Lussemburgo. Valentina e Nebbia se ne sono andati quasi insieme, uniti pure nel momento più difficile. Ma c’è sempre stata, anche in quelli felici: protagonista inattesa della festa per la promozione dell’Empoli, nel 2002, quando papà Silvio la portò in trionfo in giro per il campo. Chi c’era quel giorno, seduto sulle tribune dello stadio Castellani, racconta di aver pensato: «Questo è matto». Per poi ricredersi: Valentina era felicissima di poter vivere le stesse emozioni dei calciatori. «Glielo si leggeva in faccia», raccontano. Felice come quando, da bambina, cercava di inseguire le formiche oppure si divertiva a tagliare i bicchieri di plastica dello yogurt.
I funerali sabato mattina
La malattia di Valentina ha cambiato la prospettiva di Baldini sul calcio: «Guardo i ragazzi che alleno con gli stessi occhi con cui guardo mia figlia... Io la voglio così, lei sta bene così. E io sono un papà felice». Per Silvio Valentina era un «angelo», che in famiglia aveva animato tutti: dai genitori ai fratelli, Mattia e Niccolò, fino alla nonna, Maria, a cui era legatissima. I funerali si svolgeranno domani mattina, alle 11, nella Chiesa del Casone di Marina di Massa. Fino a ieri sera Valentina è rimasta a casa, circondata dall’amore di chi la conosceva