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Tebas: “Infantino arrogante e inadeguato, è il momento di farsi da parte”

Javier Tebas 

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Il presidente della Liga è stato il grande avversario del progetto Superlega: “Sempre gli stessi soggetti che vogliono prendersi il calcio”
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Barcellona – «Lo dico da anni: Gianni Infantino non è mai stato all’altezza di guidare il calcio mondiale». Javier Tebas, presidente della Liga, non ha molti amici nel pallone, ma i nemici se li è sempre scelti con cura: da Florentino Pérez al presidente della Fifa.

Perché la proposta di privatizzare il Mondiale era pericolosa?

«Le ragioni sono molte. Il Mondiale è una competizione che non può essere ceduta a soggetti terzi. Vi partecipano calciatori che appartengono ai club e la Fifa non paga un euro per loro. Un evento reso possibile dal lavoro e dagli investimenti dei club non può essere venduto, nemmeno in parte».

Ma qui si parlava di cedere una parte della governance.

«Insisto, da anni la Fifa aumenta la pressione sul calendario internazionale, mettendo in difficoltà i campionati nazionali e questa proposta avrebbe aggravato ulteriormente la situazione. Per quanto riguarda la governance, abbiamo già visto quanto questa Fifa sia affidabile... Basti pensare alla squalifica revocata…

Barcellona – «Lo dico da anni: Gianni Infantino non è mai stato all’altezza di guidare il calcio mondiale». Javier Tebas, presidente della Liga, non ha molti amici nel pallone, ma i nemici se li è sempre scelti con cura: da Florentino Pérez al presidente della Fifa.

Perché la proposta di privatizzare il Mondiale era pericolosa?

«Le ragioni sono molte. Il Mondiale è una competizione che non può essere ceduta a soggetti terzi. Vi partecipano calciatori che appartengono ai club e la Fifa non paga un euro per loro. Un evento reso possibile dal lavoro e dagli investimenti dei club non può essere venduto, nemmeno in parte».

Ma qui si parlava di cedere una parte della governance.

«Insisto, da anni la Fifa aumenta la pressione sul calendario internazionale, mettendo in difficoltà i campionati nazionali e questa proposta avrebbe aggravato ulteriormente la situazione. Per quanto riguarda la governance, abbiamo già visto quanto questa Fifa sia affidabile... Basti pensare alla squalifica revocata a Balogun. L’intero processo è viziato sin dall’inizio».

Fino a pochi giorni fa nessuno metteva in dubbio la rielezione di Infantino a marzo. Che senso aveva avanzare una proposta del genere?

«Credo che qualche fuga di notizie lo abbia obbligato a cambiare la tempistica. Non se l’aspettava ed è stato colto di sorpresa. Di Infantino, però, non mi sorprende più nulla. Mi hanno sorpreso molto di più le Confederazioni che, fino a oggi, avevano mantenuto un silenzio complice su questa e su molte altre vicende. Infantino ha dimostrato di non essere all’altezza del ruolo di presidente della Fifa».

Per la Uefa non basta il passo indietro per chiudere la vicenda.

«Non si tratta di fare un passo indietro: Infantino deve proprio farsi da parte».

I campionati europei non si sono esposti con la stessa decisione di Ceferin.

«Da tempo le leghe avrebbero dovuto prendere posizioni molto più drastiche sul Mondiale per Club. Ma la Fifa continua a sostenere che la questione riguarda soltanto i club partecipanti e Nasser Al-Khelaifi si è prestato a questo gioco pur sapendo che danneggia i campionati nazionali».

Quando guarda oggi Gianni Infantino vede un ex presidente?

«Vedo una persona arrogante e profondamente ignorante delle conseguenze che le decisioni prese oggi avranno sul calcio di domani».

Infantino sostiene che il suo unico obiettivo sia quello di unire il mondo del calcio.

«Perché vive in una bolla, circondato da persone che lo adulano e gli danno sempre ragione».

Sia la Superlega che la privatizzazione del Mondiale sono naufragate. La sensazione, tuttavia, è che esista un “deep state” che stia cercando di cambiare il sistema calcio con l’obiettivo di concentrare sempre più potere nelle mani di pochi.

«È senza dubbio così. E dietro ci sono sempre gli stessi».

Si riferisce a Florentino Pérez?

«Preferisco non fare nomi».

La gestione di Infantino in una sola parola.

«Nefasta».

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