Milioni di problemi. Ci mancavano pure le città americane che battono cassa: «Dove sono i soldi che ci avevi promesso per ospitare i Mondiali?», chiedono in coro a Gianni Infantino. Il presidente è trincerato nel quartier generale della Fifa a Rabat, Marocco. Riunione d’emergenza coi pochi fedelissimi rimasti, nella città che nella primavera 2027 ospiterà le elezioni.
Le città americane: “Ci erano stati promessi dei soldi”
Dall’America, New York e le altre sostengono che la Fifa abbia garantito, prima dell’inizio del torneo, un contributo da un milione di dollari a testa: undici città, undici milioni. Ma del bonifico ancora non c’è traccia. La Fifa sta rinnegando Infantino, se anche il segretario generale Mattias Grafstrom, di fatto il numero due del calcio mondiale, volta le …
Milioni di problemi. Ci mancavano pure le città americane che battono cassa: «Dove sono i soldi che ci avevi promesso per ospitare i Mondiali?», chiedono in coro a Gianni Infantino. Il presidente è trincerato nel quartier generale della Fifa a Rabat, Marocco. Riunione d’emergenza coi pochi fedelissimi rimasti, nella città che nella primavera 2027 ospiterà le elezioni.
Le città americane: “Ci erano stati promessi dei soldi”
Dall’America, New York e le altre sostengono che la Fifa abbia garantito, prima dell’inizio del torneo, un contributo da un milione di dollari a testa: undici città, undici milioni. Ma del bonifico ancora non c’è traccia. La Fifa sta rinnegando Infantino, se anche il segretario generale Mattias Grafstrom, di fatto il numero due del calcio mondiale, volta le spalle al capo: «Gli individui, i momenti di instabilità e gli episodi spiacevoli vanno e vengono». Chi lo sosteneva, ora si smarca. Grafstrom prima dice di non essere a conoscenza del piano di privatizzazione dei Mondiali che ha scatenato la crisi politica, poi lo bolla come «triste e riprovevole, fortunatamente concluso». Arsene Wenger, responsabile dello sviluppo globale, non ha dubbi: «Non sono stato coinvolto. Ritirare il progetto era assolutamente necessario». Curioso non sapesse nulla, l’ex tecnico dell’Arsenal che, a braccetto con Infantino, sosteneva con forza l’idea del Mondiale ogni due anni.
La federcalcio giordana: “Ricattati per appoggiare Infantino”
Non basta? Sentite allora il presidente della federcalcio giordana Ali Bin Al Hussein: «Durante i Mondiali, mi è stato comunicato che, se avessi appoggiato Infantino, avrebbero aiutato la nostra federazione. Di fatto, ci stavano ricattando. Rifiuto di piegarmi a tutto questo». La Federazione inglese conferma il ritiro del suo appoggio in vista delle elezioni per la presidenza Fifa del 2027: «È tempo di una revisione completa e approfondita della leadership e della governance, per garantire che il calcio mondiale sia gestito in modo trasparente».
Infantino sempre più isolato
Lo stanno scaricando anche diversi Paesi della Concacaf (Nord, Centro America e Caraibi), gli stessi che lo incensavano prima dei Mondiali. La fronda cresce ogni giorno di più. Il presidente è sempre più solo, dimenticato anche dall’amico Donald Trump: la Casa Bianca, stavolta, smentisce qualsiasi coinvolgimento.