✕

Uefa, nuovo attacco a Infantino: “Fiducia tradita con l’inganno”

Gianni Infantino (afp)

Ascolta l'audio

Lettera congiunta di Uefa, Concacaf e Afc al presidente della Fifa: “La forza del calcio è sempre stata la sua unità. Chiediamo che venga onorata da una leadership che serva il calcio e non cerchi di comandarlo”
2 minuti di lettura

MILANO – “Il calcio non appartiene a nessuno”, è il senso di una lunga lettera scritta da Uefa, Concacaf e Afc e indirizzata al presidente della Fifa Gianni Infantino. A firmare la nota i tre presidenti delle confederazioni d’Europa, Nordamerica e Asia, Aleksander Ceferin, Ibrahim Al Khalifa Bin Salman e Victor Montagliani, quest’ultimo uno dei candidati alla successione di Infantino. Sempre più sotto assedio: lui non fa passi indietro, cerca il sostegno delle federazioni a lui vicine, ma intanto soprattutto l’Uefa continua a picconare il suo trono, con l’obiettivo di indurlo alle dimissioni.

“Fiducia spezzata con l’inganno”

La speranza di Ceferin è di evitare di arrivare alle elezioni di marzo a Rabat, dove in un voto a maggioranza Infanti…

MILANO – “Il calcio non appartiene a nessuno”, è il senso di una lunga lettera scritta da Uefa, Concacaf e Afc e indirizzata al presidente della Fifa Gianni Infantino. A firmare la nota i tre presidenti delle confederazioni d’Europa, Nordamerica e Asia, Aleksander Ceferin, Ibrahim Al Khalifa Bin Salman e Victor Montagliani, quest’ultimo uno dei candidati alla successione di Infantino. Sempre più sotto assedio: lui non fa passi indietro, cerca il sostegno delle federazioni a lui vicine, ma intanto soprattutto l’Uefa continua a picconare il suo trono, con l’obiettivo di indurlo alle dimissioni.

“Fiducia spezzata con l’inganno”

La speranza di Ceferin è di evitare di arrivare alle elezioni di marzo a Rabat, dove in un voto a maggioranza Infantino potrebbe avere ancora i numeri migliori. Ecco allora la lettera, che inizia con un indicativo “cara famiglia del calcio”, con alcuni punti chiave. Viene innanzitutto sottolineata la posta in gioco: “L’integrità del gioco e l’integrità di coloro che sono stati eletti per guidarlo. La leadership nel calcio non è una proprietà. Non si tratta di detenere o pretendere il potere. È un dovere di servizio verso la famiglia che gli affida questa responsabilità. Quando la fiducia viene spezzata attraverso l’inganno, quando un individuo si pone al di sopra del collettivo che gli ha affidato l’autorità, quel dovere è stato abbandonato. Il calcio è la più grande passione condivisa del mondo. Non appartiene a nessun individuo né a nessuna istituzione. Appartiene ai giocatori, ai tifosi, ai club, ai membri e a ogni istituzione incaricata di proteggerne il futuro”.

Aleksander Ceferin, presidente dell'Uefa (afp)

Provare a privatizzare i Mondiali, “non una svista, un disegno preciso”

Poi si torna sulla proposta di privatizzare la Coppa del mondo, “portata avanti con tempi estremamente compressi, senza una consultazione significativa e spinta verso una scadenza prima che le federazioni membri potessero esaminarne i termini non è il risultato di una semplice svista: è il risultato di un disegno volto a limitare il controllo”. Si fa riferimento alla lettera con cui la Fifa ha riconosciuto alcuni passi falsi, ma “continua a non esserci alcun riconoscimento del fatto che tentare di vendere una partecipazione nella Coppa del mondo abbia rappresentato un grave errore di giudizio: non soltanto un errore procedurale, ma una violazione fondamentale della fiducia nei confronti delle stesse istituzioni che la Fifa esiste per servire”.

Revisione condotta da una terza parte indipendente

Le tre confederazioni chiedono che la questione venga sottoposta a un organo terzo: “La Fifa si è impegnata a presentare un rapporto completo su questi fatti al Consiglio, senza riconoscere che una governance adeguata di fronte a una mancanza di giudizio così richiederebbe che tale revisione fosse condotta da una terza parte indipendente, e non dalla Fifa stessa. I documenti rilevanti devono essere conservati in conformità con la comunicazione della Uefa".

Una nuova leadership “che serva il calcio e non cerchi di comandarlo”

Alla riunione convocata mercoledì scorso a Rabat “nessun membro del Consiglio né delle associazioni membro è stato invitato a partecipare. Era presente soltanto il comitato direttivo e questo non fa che rafforzare le nostre preoccupazioni e rappresenta la prosecuzione dello stesso modello di condotta che ci ha portati fino a questo momento”. Poi l’appello finale, in cui si auspica che Infantino si faccia da parte: “C’è silenzio dove dovrebbe esserci responsabilità, distanza dove dovrebbe esserci trasparenza. Queste non sono le qualità che il calcio merita nella sua leadership. Abbiamo preso questa posizione non con leggerezza né da soli, per dovere verso lo sport che serviamo.La forza del calcio è sempre stata la sua unità. Chiediamo che venga onorata ora, da una leadership che serva il calcio e non cerchi di comandarlo”.

Leggi i commenti