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Figuraccia Lazio, eliminata dalla Coppa Italia dal Mantova. Gattuso: “Un bel cazzotto in faccia”

La delusione dei giocatori della Lazio (lapresse)

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La finalista della scorsa edizione battuta 2-0 dai lombardi, che giocano in B, in uno stadio con soli cinquemila spettatori. L’ex ct: “Un ambiente difficile ma non vogliamo alibi”
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Peggio di così non si poteva cominciare. La Lazio è già fuori dalla Coppa Italia (non usciva al primo turno dal '63-'64), il Mantova – squadra che gioca in Serie B – conquista i sedicesimi (2-0, reti di Ruocco e Cajazzo nella ripresa) e regala un esordio amarissimo a Gattuso. All’Olimpico, davanti a soli 5.528 spettatori (1.600 mantovani), i biancocelesti sono la bruttissima copia di quella squadra vista durante il ritiro. I segnali sono terribili, la squadra non riesce ad imporre il proprio gioco, la manovra è lenta ma soprattutto troppe le occasioni sprecate. Malissimo Cancellieri e Dia sotto questo aspetto, non bene anche Zaccagni, incapace di dare la scossa. Nemmeno l’ingresso di Frattesi ha potuto cambiare le cose. In difesa ancora peggio, Doekhi e Provstgaard confermano le difficoltà viste durante il ritiro, in occasione del gol del Mantova entrambi perdono il giocatore. I segnali sono chiari: serve tanto lavoro e soprattutto acquisti. Fabiani, nel prepartita, è stato netto: «Ac…

Peggio di così non si poteva cominciare. La Lazio è già fuori dalla Coppa Italia (non usciva al primo turno dal '63-'64), il Mantova – squadra che gioca in Serie B – conquista i sedicesimi (2-0, reti di Ruocco e Cajazzo nella ripresa) e regala un esordio amarissimo a Gattuso. All’Olimpico, davanti a soli 5.528 spettatori (1.600 mantovani), i biancocelesti sono la bruttissima copia di quella squadra vista durante il ritiro. I segnali sono terribili, la squadra non riesce ad imporre il proprio gioco, la manovra è lenta ma soprattutto troppe le occasioni sprecate. Malissimo Cancellieri e Dia sotto questo aspetto, non bene anche Zaccagni, incapace di dare la scossa. Nemmeno l’ingresso di Frattesi ha potuto cambiare le cose. In difesa ancora peggio, Doekhi e Provstgaard confermano le difficoltà viste durante il ritiro, in occasione del gol del Mantova entrambi perdono il giocatore. I segnali sono chiari: serve tanto lavoro e soprattutto acquisti. Fabiani, nel prepartita, è stato netto: «Accontenteremo Gattuso».

Gennaro Gattuso (lapresse)

Gattuso: “Una batosta di cui mi assumo le responsabilità”

L’ex ct, come sempre, non si nasconde: “È una batosta di cui mi assumo le responsabilità. Sapevamo che c’era tanto lavoro da fare ma la sconfitta fa molto male, dobbiamo chiedere scusa. Tre mesi fa la Lazio era arrivata in finale in questa competizione, ora è uscita con una squadra di B. I ragazzi ce la stanno mettendo tutta ma non basta. Dobbiamo essere bravi a riprenderci, anche se brucia”. Lo stadio deserto e la contestazione continua dei tifosi non aiutano: “Non è facile giocare in un ambiente così – ammette Gattuso – ma questo non può essere un alibi, dobbiamo essere uniti ancor di più. È stato un bel cazzotto in faccia, lo abbiamo sentito”.

La gioia dei giocatori del Mantova a fine partita (lapresse)

Mercato: è viva la pista Icardi

Capitolo mercato: c’è un sogno che – a sorpresa – può essere concretizzato, ma il tempo scorre. La Lazio lavora su Mauro Icardi, l’idea resiste. Il giocatore non ha fretta, ha avuto proposte da Messico e Brasile, ma la sua priorità è l’Europa, vorrebbe un club che possa garantirgli uno stipendio adeguato e la possibilità di giocare le coppe. Nonostante questo, la Lazio resta un’opzione, Mauro è tentato dal ritorno in Italia. La società, però, vorrebbe chiudere entro metà settimana e aspetta una risposta dall'argentino. Per lui la Lazio ha pronto un biennale da tre milioni a stagione, la stessa cifra riconosciuta a Zaccagni. Icardi, inoltre, arriverebbe a parametro zero, elemento che tiene viva la pista.

Petar Ratkov (lapresse)

I nomi per la difesa

Per Pinamonti, invece, la Lazio vorrebbe il prestito con diritto di riscatto, mentre il Sassuolo chiede l’obbligo. Resta comunque un obiettivo concreto, così come il profilo di Lucca. Poi spazio alla difesa, i nomi sono i soliti: Chaulopek dello Slavia Praga, Sutalo dell’Ajax, Hautekiet dello Standard Liegi. A questi si è aggiunto anche Mujaid Sadick, centrale spagnolo classe 2000 del Genk, mentre non è escluso un ritorno di fiamma per Sergi Dominguez. Molto dipenderà da Romagnoli, assente in Coppa Italia ufficialmente per un affaticamento muscolare, ma difficile non pensare a movimenti di mercato. Sarri lo vuole, nonostante l’arrivo di Kristensen all’Atalanta; anche l’Al Sadd si è rifatto vivo, ma il club arabo vuole abbassare il costo del cartellino. Una situazione che potrebbe cambiare i piani della Lazio: se Romagnoli partirà, i centrali da acquistare saranno due.

Il caso Tavares

C’è poi il caso Tavares: il portoghese ha cancellato dai social le foto con la maglia della Lazio, segnale di malumore. Il Porto è in pressing e in Italia piace a Spalletti. Possibile anche uno scambio con il Milan per Tomori: Amorim cerca un esterno sinistro, la Lazio un centrale. Il nodo resta l’ingaggio di Tomori, da 3,5 milioni netti, che il Milan dovrebbe contribuire a pagare. Una cosa è certa: del patto di Marbella tra Gattuso e Nuno Tavares, ormai non c’è più traccia.

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