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Il caso Giampaolo, quando vincere è l’unica cosa che si sconta

Marco Giampaolo (lapresse)

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Esonerato dopo la vittoria a Parma, il tecnico della Cremonese prosegue il momento negativo in carriera
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Nel caso di Marco Giampaolo, vincere non è importante ma è l’unica cosa che si sconta. Il tormentato ex allenatore della Cremonese e di molti altri tormenti, è stato infatti sollevato dall’incarico dopo avere sconfitto il Parma (a Parma) in Coppa Italia, portando i grigiorossi agli ottavi e se stesso all’ottavo (esonero). Gli era già accaduto al Milan, nell’ottobre 2019: vitoria a Marassi contro il Genoa e lettera di licenziamento.

I tanti tormenti di Giampaolo

Voi non sareste tormentati, al posto suo? Marco Giampaolo è molto stimato dai colleghi, perché è un teorico sopraffino ed è un uomo che si spezza ma non si piega. Rifiutò di tornare sulla panchina del Cagliari che l’aveva cacciato e ancora lo stipendiava, perché «l’orgoglio e la dign…

Nel caso di Marco Giampaolo, vincere non è importante ma è l’unica cosa che si sconta. Il tormentato ex allenatore della Cremonese e di molti altri tormenti, è stato infatti sollevato dall’incarico dopo avere sconfitto il Parma (a Parma) in Coppa Italia, portando i grigiorossi agli ottavi e se stesso all’ottavo (esonero). Gli era già accaduto al Milan, nell’ottobre 2019: vitoria a Marassi contro il Genoa e lettera di licenziamento.

I tanti tormenti di Giampaolo

Voi non sareste tormentati, al posto suo? Marco Giampaolo è molto stimato dai colleghi, perché è un teorico sopraffino ed è un uomo che si spezza ma non si piega. Rifiutò di tornare sulla panchina del Cagliari che l’aveva cacciato e ancora lo stipendiava, perché «l’orgoglio e la dignità non hanno prezzo». E non accettò di confrontarsi con gli ultrà del Brescia, perché sappiamo in quale conto Giampaolo tenga la dignità: altissimo, come la difesa a quattro in linea. E, in linea teorica, le sue squadre sono meccanismi complessi e perfetti, naturalmente quando funzionano.

Ultime esperienze poco fortunate

Tuttavia, è un po’ che non accade: nelle ultime cinque esperienze. quattro esoneri e una risoluzione consensuale.Se il paradosso è tra le figure filosofiche più utilizzate nel calcio, nel caso di Marco Giampaolo viene spesso condotto alle estreme conseguenze: come quando, a Brescia, dopo quel mancato confronto con il peggio del peggio della curva, lui decise di andarsene a casa, davanti al mare di Giulianova, e staccò il telefono. Neppure il presidente Corioni sapeva dove recuperare il signor mister, ma aveva capito come sarebbe finita quella storia. A occhio, non benissimo.

Il paradosso del licenziamento con vittoria

Teorico della complessità e dell’universo liquido, la statura tecnica e umana di Giampaolo è solida, sebbene il gioco da lui proposto risulti, alla fine della fiera, assai aeriforme. Schivo, introverso come chi ha imparato che il destino non si limita quasi mai a schiaffeggiare una guancia sola, Giampaolo condivide il paradosso del licenziamento con vittoria con alcuni colleghi illustri, ad esempio il compianto (e rimpianto) Gigi Simoni, che venne mandato via dall’Inter dopo avere battuto il Real in Champions, oppure Ancelotti che fu accompagnato alla porta dopo avere sconfitto 4-0 il Gent. Nulla di tutto questo lo consolerà, se non la diabolica coerenza con la quale i suoi fallimenti sportivi sono diventati coazione a ripetere. Eppure, c’è del fascino in questo personaggio che si mastica il labbro insieme alla carriera.

La scommessa di Maldini e Boban

Per averlo al Milan, Maldini e Boban scommisero il futuro: l’allenatore non vide neppure la fine dell’autunno. Anche la Juventus aveva seriamente pensato a lui, prima di decidere che sarebbe stato più originale fallire con altri.Per Marco Giampaolo, il dibattito è classico: quanto, un dogma, può incidere sulla realtà e giungere a modificarla? Della sua fede nella scienza esatta del campo, si convinsero anche venerati maestri come Sacchi, che lo indicò suo erede, Sarri che lo suggerì all’Empoli (dove Giampaolo fece molto bene) e Guardiola. Ma quando si viene esaltati dalla teoria dei teorici, quasi sempre è in agguato la fregatura. Perché la complessità del calcio è cosa semplice.Figlio di un muratore e di un’operaia tessile abruzzesi, nato a Bellinzona dove i suoi lavoravano ma tornato a Giulianova quando aveva appena un anno, Marco Giampaolo è vittima di un destino già scritto: la Cremonese, dopo due dolorose sconfitte, lo avrebbe esonerato comunque. Ed ecco che il paradosso trova infine la sua più solenne sublimazione: il risultato è volgare, occasionale, superfluo. L’addio con vittoria, pura coerenza.

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