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Malagò: “Sono sereno, contro di me tentate strade diverse dal consenso elettorale”

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Così il presidente della Figc in merito alla presunta incandidabilità che sarà esaminata in Giunta Coni martedì 15 settembre
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MILANO – La sua elezione a presidente della Figc è stata messa in dubbio, lui non fa una piega. “Sono molto sereno”, ripete a tutti Giovanni Malagò all’uscita dalla sede milanese delle leghe di serie A e B. “Credo sarebbe sbagliato adesso raccontare tutta la storia. Mi sembra che la conoscano tutti molto bene”, aggiunge il numero uno del calcio italiano.

La presunta incandidabilità di Malagò

Il tema al centro del dibattito è la sua presunta incandidabilità perché non in possesso della tessera della Federcalcio al momento del deposito della candidatura. Un vizio di forma, secondo l’articolo 29 dello Statuto della Figc. Il procuratore dello Sport, Ugo Taucer, ha respinto la richiesta di archiviazione presentata dal procuratore federale Giuseppe Chiné e ha inoltrato la matassa al Coni di Luciano Buonfiglio. Il caso di Malagò sarà analizzato in Giunta martedì prossimo, 15 settembre: rischia la decadenza e l’annullamento degli atti firmati.

MILANO – La sua elezione a presidente della Figc è stata messa in dubbio, lui non fa una piega. “Sono molto sereno”, ripete a tutti Giovanni Malagò all’uscita dalla sede milanese delle leghe di serie A e B. “Credo sarebbe sbagliato adesso raccontare tutta la storia. Mi sembra che la conoscano tutti molto bene”, aggiunge il numero uno del calcio italiano.

La presunta incandidabilità di Malagò

Il tema al centro del dibattito è la sua presunta incandidabilità perché non in possesso della tessera della Federcalcio al momento del deposito della candidatura. Un vizio di forma, secondo l’articolo 29 dello Statuto della Figc. Il procuratore dello Sport, Ugo Taucer, ha respinto la richiesta di archiviazione presentata dal procuratore federale Giuseppe Chiné e ha inoltrato la matassa al Coni di Luciano Buonfiglio. Il caso di Malagò sarà analizzato in Giunta martedì prossimo, 15 settembre: rischia la decadenza e l’annullamento degli atti firmati.

Malagò: “Tentano strade diverse dal consenso elettorale”

“Non sono preoccupato. Aggiungo che ci sono precedenti che sono fin troppo evidenti rispetto a quella che è la storia”. Malagò si riferisce ai suoi predecessori Gravina e Abete, ma il requisito in questione è stato introdotto dal commissario ad acta Terracciano nel 2019, nello statuto approvato dalla Giunta Coni, presieduta da proprio Malagò. Da allora, gli unici candidati erano già dentro alla Figc (Gravina e il suo vice Sibilia), e l’ipotesi di un papa straniero era remota. “Regia politica dietro questa vicenda? Diciamo che è qualche mese che si sono tentate strade diverse dalle dinamiche di consenso elettorali che ci sono state”, ancora Malagò.

I commenti di Abodi e Buonfiglio

“Questa storia non avrei mai creduto e voluto che si formalizzasse – il commento del presidente del Coni Luciano Buonfiglio a margine di una presentazione in Senato – Detto ciò, la decisione va presa con attenzione e senza fretta. Il Coni e il presidente del Coni cercheranno di non sbagliare”. Si definisce invece “osservatore rispettoso ma interessato di questa situazione" il ministro per lo Sport e i giovani, Andrea Abodi. "A ognuno il suo ruolo – le sue parole – ma è un tema che sta affrontando la giustizia sportiva a ogni livello. Le norme si conoscono, quelle sportive e dello Stato, al di là della loro interpretabilità".

“Serie B? Investire sui giovani”

Malagò in via Rosellini ha incontrato per la prima volta i presidenti delle squadre di serie B, poi ha visto anche Ezio Simonelli, suo vicepresidente oltre che presidente della Lega serie A: “La Lega di B è una componente fondamentale del calcio italiano, con cui la federazione vuole costruire una progettualità che guardi lontano, anche oltre il 2032. Dobbiamo investire sui giovani e metterci nelle condizioni di restituire prestigio e successi al calcio italiano. Per questo stiamo già lavorando a pieno regime con Mancini, Ranieri e Zola. Serve una politica di grande attenzione ai costi, ma anche la capacità di trovare nuove risorse. Ci aspetta una grande sfida e la giocheremo uniti, di squadra. Il calcio italiano deve recuperare rispetto e considerazione. Adesso è il momento di cambiare passo, tutti insieme”.

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