«Ronaldo è un pugile dal ko facile con i piedi di Fred Astaire. Ogni industria ha bisogno di rinnovare i propri dei e con lui il calcio ha un dio per i prossimi dieci anni». Così lo scrittore Manuel Vasquez Montalban, quando il Fenomeno incanta a Barcellona, nella seconda metà degli anni 90, nella tappa transitoria che nel suo curriculum incolla le stagioni più luminose: Psv Eindhoven, Barcellona, Inter. Ronaldo all’epoca è - letteralmente - imprendibile.
L’elogio di Valdano
E’ folgore e tuono, coriandoli di allegria e torpedine miccia, un petardo sempre acceso, è guerra lampo e poesia. Attraversa la sua epoca a strappi violenti, provocando l’incanto che appartiene al cielo trapuntato di stelle. Nelle giornate di grazie, e se ne contano a decine, calamita su …
«Ronaldo è un pugile dal ko facile con i piedi di Fred Astaire. Ogni industria ha bisogno di rinnovare i propri dei e con lui il calcio ha un dio per i prossimi dieci anni». Così lo scrittore Manuel Vasquez Montalban, quando il Fenomeno incanta a Barcellona, nella seconda metà degli anni 90, nella tappa transitoria che nel suo curriculum incolla le stagioni più luminose: Psv Eindhoven, Barcellona, Inter. Ronaldo all’epoca è - letteralmente - imprendibile.
L’elogio di Valdano
E’ folgore e tuono, coriandoli di allegria e torpedine miccia, un petardo sempre acceso, è guerra lampo e poesia. Attraversa la sua epoca a strappi violenti, provocando l’incanto che appartiene al cielo trapuntato di stelle. Nelle giornate di grazie, e se ne contano a decine, calamita su di sé l'intera partita, come se questa dipendesse solo dal suo estro. «Il suo è un calcio cibernetico, la sua forza è demolitrice. I suoi scatti intimidiscono come se ad attaccare non fosse un uomo, ma un’intera squadra», questo è Jorge Valdano. Ronaldo il Fenomeno, non a caso.
Ronaldo Luiz Nazario de Lima oggi 18 settembre compie cinquant’anni. È un uomo che ha aspettato sé stesso al traguardo. Porta in giro per il mondo la propria leggenda, sfodera sorrisi a gettone, risulta appesantito, sì, certo, come un bambino che si perdona l’ultimo bignè, dopo essere arrivato stremato al penultimo.
Un campione fragilissimo
Dopo aver consumato il suo tempo da calciatore in allegria, dicendoci e ripetendoci, ad ogni scatto ad ogni gol, che il gioco e la felicità talvolta corrispondono, sempre nel suo caso, ma anche accettando il dolore - Ronaldo è stato un campione fragilissimo, nessuno lo può dimenticare barcollante e sotto shock mentre scende dalla scaletta dell’aereo il giorno della finale della coppa del mondo 1998, poi persa dal Brasile contro la Francia - come pedaggio all’immenso dono del talento ricevuto, trovando poi consolazione nel circo allestito oltre il perimetro di gioco: feste, balli, vizi, fanciulle, tutto vissuto/subìto con un’ingordigia fanciullesca, per questo perdonabile.
Gestisce l’immagine di tanti campioni
Tre mogli da cui si è separato, da tempo ormai fa coppia con la modella e imprenditrice Celina Locks, quattro figli riconosciuti - ma qualche anno fa si è sottoposto ad una operazione di vasectomia per piantare il paletto dello «stop» - due club gestiti da presidente, Valladolid in Spagna e Cruzeiro in Brasile, ma senza grandi risultati, decine di marchi a cui ha fatto e/o fa da testimonial, svariate le aziende di cui possiede quote, tra tutte la 9ine, che egli stesso ha fondato e che gestisce i diritti di immagine di molti campioni sportivi, non solo calciatori.
I Mondiali e i gol
Più della sua bacheca e dei trofei vinti (brillano i due Mondiali, 1994 senza mai scendere in campo e 2002 da protagonista, e i 2 Palloni d’Oro, 1997 e 2002), resta, nella storia del calcio, la scia della stella che l’ha accompagnato. Più dei suoi gol - la contabilità parla di 352 ufficiali con i club e di 62 con la Selecao - resta l’immagine di un campione eterno che si faceva carico di tutti i nostri sogni e che è durato forse troppo poco: prima dei trent’anni, dopo le stagioni al Real Madrid, era già un ex, a rimorchio della propria storia, tanto che Milan e Corinthians, ultima squadra nel 2011 prima dell’addio all’attività agonistica, sono solo due righe su una biografia la cui sostanza va cercata altrove.
Chiamato come il dottore che lo ha fatto nascere
Occhio: Ronaldo il Fenomeno ha anticipato persino se stesso. È nato quattro giorni prima del suo compleanno. Miracoli del fuoriclasse più veloce del mondo. Spieghiamo: il Fenomeno è venuto al mondo il 18 settembre del 1976, ma è stato registrato da suo padre Nelio all’anagrafe - e chiamato Ronaldo perché era il nome del dottore che l’ha fatto nascere - soltanto quattro giorni dopo. Ecco perché qua e là risulta nato il 22 settembre. La verità? Ronaldo è stato il futuro, prima che questi arrivasse.