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Malagò e il commissariamento: “Sono una vittima, è una questione politica”. E chiama in causa Meloni

Malagò e il commissariamento: “Sono una vittima, è una questione politica”. E chiama in causa Meloni
(lapresse)

Il presidente della Federcalcio passa all’attacco

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A nemmeno 24 ore dal vertice con i fedelissimi in Federcalcio, Giovanni Malagò passa all’attacco. E lo fa sul campo del suo principale antagonista, il ministro Abodi. A margine di Fenix, evento di Gioventù Nazionale, le giovanili di Fratelli d'Italia, ha denunciato il tentativo di commissariarlo da parte del Coni.

Quando gli chiedano se sia pentito dell'appoggio a Buonfiglio, risponde con ironia: "È stupefacente, tutto e tutti credo siano a dir poco sorpresi da certi comportamenti. Ma nella vita non si finisce mai di imparare". Poi si fa serio: "Lo capiscono tutti cosa sta succedendo, la questione è esclusivamente di carattere personale e politica". Poi, aggiunge: "Oggi sono sotto attacco per una procedura elettorale, di cui non solo sono non colpevole, ma addirittura vittima".

Ma la vera carta se l'è giocata subito dopo, chiamando in causa la premier, ispiratrice del movimento che ospitava l'evento: "Giorgia Meloni, che ho sempre rispettato e apprezzato, diceva sempre 'lasciate decidere cosa vuole la gente'. Allora dico: è giusto che una persona eletta con il 70% abbia questo tipo di problemi?".

Poi, nel merito: "Adesso c'è il problema del tesseramento. Lo dico davanti al ministro Abodi, che ascolta in collegamento. Sono l'unico presidente italiano della Figc ad aver vinto un torneo di calcio a 5, per 12 anni sono stato presidente Coni e sono l'unico membro individuale del Cio, ma ora improvvisamente il problema sarebbe che un signore che dice che non ci sia il tesseramento. Mi è stato chiesto se ero disponibile a candidarmi alla presidenza della Federcalcio 5, 6 giorni dopo la cerimonia di chiusura delle Paralimpiadi, in un primo momento ho detto no ma poi la passione ha prevalso e ho detto sì, calandomi in quest'avventura". Che ora rischia di essere già ai titoli di coda. Ma non senza che Malagò dia battaglia.

La replica di Abodi

"Capisco anche il ragionamento del presidente Malagò. Sono convinto che nella fattispecie non abbia responsabilità per quello che sta succedendo. Ma non possiamo neanche sottovalutare che le regole che valgono per tutti le ha fatte proprio il Coni, e questo il presidente Malagò lo sa". Lo ha detto il ministro per lo sport e per i giovani, Andrea Abodi.

"Noi dobbiamo osservare e mi auguro di non dover intervenire per una questione interna e non voglio che si politicizzi - ha aggiunto -. È opportuno che la decisione venga presa all'interno del sistema sportivo, tenendo conto della buona fede, della non responsabilità di Malagò, che è stato accompagnato nel percorso di candidatura, iniziato prima che venissimo esclusi dal mondiale, quindi c'è stato tempo. Spero che il percorso si svolga con serenità. Non inquiniamolo, ci sono delle regole che vanno rispettate, questo non vale solo per il calcio. La credibilità dello sport passa anche per l'osservanza delle regole che valgono per tutti".

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