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Via Malagò, arriva Malagò: la via d’uscita del Coni per il commissariamento della Figc

Giovanni Malagò (ansa)
Domani la Giunta decisiva: questa soluzione eviterebbe un braccio di ferro ai voti scongiurando la spaccatura nel sistema
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A ventiquattro ore dalla Giunta che ne dovrà decidere il destino, il caso Malagò sembra andare verso una soluzione al braccio di ferro tra chi – il Coni, su input del governo – spinge per il commissariamento e chi – il mondo del calcio – lo rigetta. Uno scontro che rischia di produrre un sostanziale pareggio e di avere, come unico effetto, la frattura dello sport italiano in due tronconi inconciliabili. Minando la stabilità del Coni di Buonfiglio. Così, lo stesso Luciano Buonfiglio lavora a un piano. Che fino a qualche giorno fa sembrava solo uno scenario proposto da Malagò, mentre ora ha un senso soprattutto per i suoi avversari.

Il piano del Coni: commissariare Malagò con Malagò

Il piano è questo: chiedere effettivamente alla Giunta spaccata il commi…

A ventiquattro ore dalla Giunta che ne dovrà decidere il destino, il caso Malagò sembra andare verso una soluzione al braccio di ferro tra chi – il Coni, su input del governo – spinge per il commissariamento e chi – il mondo del calcio – lo rigetta. Uno scontro che rischia di produrre un sostanziale pareggio e di avere, come unico effetto, la frattura dello sport italiano in due tronconi inconciliabili. Minando la stabilità del Coni di Buonfiglio. Così, lo stesso Luciano Buonfiglio lavora a un piano. Che fino a qualche giorno fa sembrava solo uno scenario proposto da Malagò, mentre ora ha un senso soprattutto per i suoi avversari.

Il piano del Coni: commissariare Malagò con Malagò

Il piano è questo: chiedere effettivamente alla Giunta spaccata il commissariamento della Federcalcio. Ma proponendo come commissario proprio Giovanni Malagò. In pratica: commissariare la Figc con l’uomo che il calcio aveva scelto per guidarla, e a cui il governo vuole togliere il timone. Lasciandolo invece in quella stessa posizione, anzi in un ruolo con ancora più poteri: il commissario infatti sostituisce sia il presidente che il Consiglio federale. Per il momento è uno scenario, ma sempre più plausibile.

E pensare che il primo a proporre questa soluzione era stato lo stesso Malagò quando, per tutti, la questione era legata non a una sua inadempienza ma a un errore di chi ne aveva validato la candidatura. Lui disse: se il problema non sono io, fate me commissario. Ora paradossalmente ad averne un vantaggio sarebbe il Coni stesso. Perché il rischio, alla conta, è che la Giunta si spacchi. E non solo.

La soluzione per evitare spaccature e bocciature

In pratica: Buonfiglio potrebbe ritrovarsi a vedere accolta dalla Giunta Coni, convocata per le 13, la sua istanza di commissariamento, ma poi vederla rigettata in Consiglio nazionale. Ritrovandosi così sconfitto e con una Giunta – l’organo di governo del Coni – spaccata in due. Oppure, e sarebbe persino peggio, essere battuto già in Giunta: la rimonta di Malagò, dopo aver convinto anche Rodini ad appoggiarlo, poteva portarlo a vincere per almeno 7 voti a 6. Commissariare la Figc con lo stesso Malagò darebbe invece a Buonfiglio la possibilità di ottenere l’appoggio dell’istanza anche da parte di chi è schierato con Malagò: non sarebbe infatti un voto contro di lui, quindi digeribile per chi nella Giunta – Lunetta, Di Paola, Federica Pellegrini… – non voterebbe mai contro l’ex numero uno del Coni. E potrebbe prevenire anche un eventuale ricorso del presidente.

La Lega di Serie A contro il commissariamento

Anche la Lega Serie A è contro il commissariamento. La posizione è emersa chiaramente nella riunione di questa mattina. Ma con alcune sfumature. C’è chi ha proposto di chiedere, in caso di commissariamento, almeno un sub-commissario che fosse emanazione della Lega Serie A, avanzando il nome del presidente Simonelli. Ma – è stato fatto notare – un’istanza simile indebolirebbe il no “senza se e senza ma” al commissariamento. Poi si è scelto un gruppo di presidenti e dirigenti dei club – Marotta (Inter), Percassi (Atalanta), Campoccia (Udinese), Sticchi Damiani (Lecce), Baldissoni (Monza) – per scrivere un comunicato, ma tra oltranzisti e chi invece non voleva rompere con il governo non è stato facile trovare la quadratura. Arrivata solo nel pomeriggio inoltrato con una nota chiara: “La Lega di Serie A si dissocia” e “non comprende i fondamenti in diritto e le ragioni politiche. Giovanni Malagò è stato eletto con largo margine” e “la Serie A continua a manifestargli completo supporto”, mentre ritiene “il commissariamento del tutto inopportuno, anche perché potrebbe condurre nel caos il calcio, in una fase delicatissima”. Per questo la Lega, “anche alla luce della chiara posizione espressa dall’Uefa”, chiede “il rispetto dell’autonomia del calcio Italiano”.

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