L’insostenibile pesantezza di dover essere Messi: i talenti del Barcellona che non ce l’hanno fatta
di - Mario Lucente“Nuovo è sempre meglio”. È la regola d’oro di Barney Stinson nella sitcom “How I Met Your Mother”. Ma per i nuovi Messi della Cantera del Barça non si può dire lo stesso. Meglio l’originale. Una sola eccezione, anche se di spessore assoluto: Lamine Yamal, incoronato dalla Pulce stessa come suo erede. Tutti gli altri non hanno saputo reggere il paragone con il fuoriclasse argentino, ritiratosi dalla nazionale pochi giorni fa.
Bojan Krkić
Spagnolo classe 1990. Nelle giovanili blaugrana realizza più di 850 gol giocando sempre sotto età. A settembre 2007 fa il suo esordio in prima squadra, a 17 anni e 19 giorni. A ottobre parte titolare come punta per l’assenza di Eto’o. Al suo fianco Messi ed Henry. E in quell’occasione segna il suo primo gol, div…
“Nuovo è sempre meglio”. È la regola d’oro di Barney Stinson nella sitcom “How I Met Your Mother”. Ma per i nuovi Messi della Cantera del Barça non si può dire lo stesso. Meglio l’originale. Una sola eccezione, anche se di spessore assoluto: Lamine Yamal, incoronato dalla Pulce stessa come suo erede. Tutti gli altri non hanno saputo reggere il paragone con il fuoriclasse argentino, ritiratosi dalla nazionale pochi giorni fa.
Bojan Krkić
Spagnolo classe 1990. Nelle giovanili blaugrana realizza più di 850 gol giocando sempre sotto età. A settembre 2007 fa il suo esordio in prima squadra, a 17 anni e 19 giorni. A ottobre parte titolare come punta per l’assenza di Eto’o. Al suo fianco Messi ed Henry. E in quell’occasione segna il suo primo gol, diventando il più giovane marcatore della Liga (record ora detenuto da Lamine Yamal). Si trova, quindi, subito protagonista. Ma la pressione è troppa. La sua salute psicofisica comincia a vacillare. Anni dopo confesserà: «Stava andando tutto bene, almeno così sembrava all’esterno, ma io stavo male. E convivere con l’etichetta di “nuovo Messi” non è stato semplice». Dopo quattro anni al Barça, di cui tre con Guardiola, va alla Roma nel 2011. Ma ormai si è perso. Milan, Ajax, Stoke City, Magonza, Alavés, Montreal: non riesce più a trovare una sua dimensione. E a 32 anni chiude la carriera in Giappone.
Lee Seung-woo
Sudcoreano classe 1998. Viene prelevato dal Barcellona dopo un torneo in Sudafrica nel 2011. A Johannesburg strega gli osservatori di mezzo mondo: baricentro basso, velocità, tecnica e visione di gioco. Diventa così il “Messi coreano”. Fa abbastanza bene nelle giovanili della Masia. Ma non riesce a compiere il definitivo salto di qualità. A 21 anni cerca fortuna, senza trovarla, all’Hellas Verona. Poi vola in Belgio e in Portogallo prima di fare rientro a casa, in Corea del Sud. Oggi gioca nel Jeonbuk Hyundai Motors.
Takefusa Kubo
Giapponese classe 2001. Già nel 2011 circolano i video delle sue magie in campo. Viene portato in Catalogna dai blaugrana. Inevitabilmente gli viene appiccicata l’etichetta di “Messi giapponese”, anche per la bassa statura. Con le giovanili colleziona 74 gol in 30 partite. Sprazzi di classe che lasciano presagire il meglio. Nel 2015, però, è costretto a lasciare la Masia: il suo acquisto da parte del Barça, sanzionato dalla Fifa, è irregolare. Kubo ritorna allora in Giappone, all’Fc Tokyo. E nel 2019 si apre un’asta per aggiudicarselo. Alla fine firma un contratto di 5 anni con i rivali: il Real Madrid. Ma con i blancos non esordisce mai in una partita ufficiale. Comincia per lui un giro di prestiti in Spagna: Mallorca, Villarreal, Getafe, di nuovo Mallorca, e infine la cessione definitiva alla Real Sociedad nel 2022. Qui trova il suo spazio, vincendo nel 2026 una Coppa del Re.
Ansu Fati
Guineese naturalizzato spagnolo classe 2002. Entra nella Masia a 10 anni, distinguendosi nelle giovanili. Anche l’approdo in prima squadra nel 2019 è notevole. L’anno dopo, però, si rompe il menisco del ginocchio sinistro. Rimane lontano dai campi per l’intera stagione. Ma il Barcellona crede in lui. A tal punto che nel 2021 gli consegna la maglia numero 10 di Lionel. C’è fiducia. Purtroppo un altro infortunio a gennaio 2022 lo costringe a tre mesi di stop. Nel 2023 con Xavi disputa quasi tutte le partite da subentrato. A settembre va da De Zerbi, al Brighton. Anche qui, però, non si vede il campione che sembrava, complice un nuovo infortunio, stavolta al polpaccio. Nel 2024 torna al Barcellona, ma non segna neanche un gol. Dal 2025 veste la maglia del Monaco, dove nel primo anno ha collezionato 11 reti in 25 presenze.
Xavi Simons
Olandese classe 2003. Approda al Barça a sette anni. Fa tutta la trafila nelle giovanili blaugrana. Ma nel 2019, anziché firmare con il club catalano, decide di andare al Paris Saint-Germain. Contratto più ricco e tempi più rapidi per l’approdo in prima squadra. Nel 2021 esordisce in Ligue 1. Ma l’anno dopo non rinnova il contratto. Passa a parametro zero al Psv, con cui nel 2023 si laurea capocannoniere del campionato olandese con 19 reti, a pari merito con Tasos Douvikas. Dopo questa stagione il Psg esercita il diritto di recompra fissato a 6 milioni di euro. Ma Luis Enrique non lo trattiene, e Simons va in prestito al Lipsia. Fa ma non quanto ci si aspettava ai tempi delle giovanili. Negli ultimi giorni del mercato estivo del 2025 si trasferisce a Londra, al Tottenham. La stagione per gli Spurs è disastrosa: chiudono il campionato appena sopra la zona retrocessione. Per Xavi Simons va ancora peggio: ad aprile, rottura del crociato del ginocchio destro e addio ai Mondiali in America. Dovrebbe rientrare in campo a fine febbraio 2027.