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Due miliardi per il Napoli: De Laurentiis fissa il prezzo e apre agli americani

Matt Rizzetta, n.1 del Basket Napoli 

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Il presidente incontra Rizzetta, n. 1 del basket in città. Sul piatto lo stadio e il centro sportivo
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NAPOLI – Mossa e contromossa, com’è nella naturale evoluzione di quella che è diventata ormai alla luce del sole una partita a scacchi, al cui epilogo è legato a stretto filo l’incerto futuro societario del Calcio Napoli. Aurelio De Laurentiis aveva infatti aperto per la prima volta pubblicamente alla cessione del club la settimana scorsa («Se c’è qualcuno pronto a ripagare i miei sforzi di un quarto di secolo, si faccia avanti e lo valutiamo») e nelle ultime ore ha dato seguito alle sue parole incontrando per due volte Matt Rizzetta: il frontman della cordata di investitori americani che da mesi sta corteggiando con una paziente strategia il numero uno azzurro.

L’importanza del calcio nel progetto di Rizzetta

Stavolta è stato il presidente a bussare alla porta del manager newyorkese, classe 1982, che dopo il Campobasso ha già acquisito la squadra di basket cittadina e ieri ha assistito a Fuorigrotta alla sfida di Eurocup col Tofas Bursa. Riprende quindi la trattativa che ADL aveva st…

NAPOLI – Mossa e contromossa, com’è nella naturale evoluzione di quella che è diventata ormai alla luce del sole una partita a scacchi, al cui epilogo è legato a stretto filo l’incerto futuro societario del Calcio Napoli. Aurelio De Laurentiis aveva infatti aperto per la prima volta pubblicamente alla cessione del club la settimana scorsa («Se c’è qualcuno pronto a ripagare i miei sforzi di un quarto di secolo, si faccia avanti e lo valutiamo») e nelle ultime ore ha dato seguito alle sue parole incontrando per due volte Matt Rizzetta: il frontman della cordata di investitori americani che da mesi sta corteggiando con una paziente strategia il numero uno azzurro.

L’importanza del calcio nel progetto di Rizzetta

Stavolta è stato il presidente a bussare alla porta del manager newyorkese, classe 1982, che dopo il Campobasso ha già acquisito la squadra di basket cittadina e ieri ha assistito a Fuorigrotta alla sfida di Eurocup col Tofas Bursa. Riprende quindi la trattativa che ADL aveva stroncato in primavera, sbarrando la porta allo scacco al re con l’azione difensiva per antonomasia: l’arrocco. «Matt è un personaggio simpatico e potrebbe essere un attore dei miei film di Natale». Ma adesso è Rizzetta che si sta facendo desiderare, lasciando intendere che il passare del tempo può giocare a suo favore. «Sono qui per costruire il progetto ambizioso di una polisportiva e il football è ovviamente il tassello più importante dell’intera visione: la nostra volontà è di arrivarci, pure in qualche anno».

Il rilancio del basket napoletano

Per questo Rizzetta non aveva battuto ciglio in primavera per il dietrofront di De Laurentiis, tiratosi indietro a un passo dal closing. Il manager e gli investitori che lo sostengono si sono dedicati intanto al rilancio del basket, allacciando solidi rapporti con le istituzioni locali e presentando un progetto per la rinascita del Mario Argento, lo storico palasport di Fuorigrotta. Ma la partita per l’acquisto del Napoli è più che mai aperta e gli americani hanno preso atto nelle ultime ore dell’apertura del presidente azzurro, che durante il faccia a faccia di ieri (all’ora del caffè, nell’hotel in cui alloggia il produttore cinematografico, al Corso Vittorio Emanuele) ha fatto anche il prezzo per l’eventuale cessione del club: 2 miliardi. Una quotazione extra large che ADL ha motivato con le manovre in corso per acquistare i terreni dove la società conta di realizzare in futuro il suo nuovo stadio e il centro sportivo di proprietà, nelle zone di San Giovanni a Teduccio e Qualiano. Nessuna delle due operazioni pare però per il momento davvero in dirittura di arrivo.

Aurelio De Laurentiis 

Il restyling del Maradona

La partita a scacchi è quindi destinata a continuare, perché Rizzetta è rimasto fermo sulla sua valutazione più bassa (1.3 miliardi) e si è rimesso con pazienza sulla riva del fiume, respingendo peraltro con parole dolci la richiesta di De Laurentiis. «Abbiamo grande stima e rispetto per Aurelio, quello che ha fatto nel calcio è per noi una fonte di ispirazione». Ma il frontman ha detto di no anche all’offerta di ADL di affiancarlo con l’acquisto di una quota di minoranza e va avanti per la sua strada, flirtando con le istituzioni. Gli americani hanno infatti ribadito a Regione e Comune di essere pronti a intervenire nel restyling del Maradona, bocciato invece dal numero uno azzurro. Nessuna smentita invece dal Napoli all’incontro di ieri, solo una precisazione. È stato un invito di cortesia. Sullo sfondo il segnale ad altri eventuali compratori nell’ombra. Il club è in vendita e ora ha un prezzo.

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