C’è una metà del mondo Juve che vuole il ritorno di Antonio Conte. Lo sognano i tifosi, che in dodici anni non hanno smesso di rimpiangerlo. Ci pensa certamente John Elkann, che ha conservato un rapporto speciale con l’ex ct. Ma c’è un ostacolo finanziario: il rinnovo siglato da Spalletti in primavera, quando la qualificazione in Champions sembrava erroneamente al sicuro, ha dirottato su di lui la fiducia e l’investimento per i prossimi due anni a 6 milioni netti a stagione. Conte poteva essere un’opzione al termine della scorsa stagione. Ora l’affare resta complicato e, soprattutto, Antonio guarda anche altrove. A Manchester, sponda United. I Red Devils hanno il profilo che cerca: un club glorioso da risollevare. Il 4-1 subito a Como ha reso ancora più fragile la posizione di Michael Carrick, in discussione dopo un avvio di stagione lontano dalle aspettative. Carrick andrà ancora in panchina domenica contro il Bournemouth, ma il suo futuro è appeso a un filo.
Le idee di Conte sullo U…
C’è una metà del mondo Juve che vuole il ritorno di Antonio Conte. Lo sognano i tifosi, che in dodici anni non hanno smesso di rimpiangerlo. Ci pensa certamente John Elkann, che ha conservato un rapporto speciale con l’ex ct. Ma c’è un ostacolo finanziario: il rinnovo siglato da Spalletti in primavera, quando la qualificazione in Champions sembrava erroneamente al sicuro, ha dirottato su di lui la fiducia e l’investimento per i prossimi due anni a 6 milioni netti a stagione. Conte poteva essere un’opzione al termine della scorsa stagione. Ora l’affare resta complicato e, soprattutto, Antonio guarda anche altrove. A Manchester, sponda United. I Red Devils hanno il profilo che cerca: un club glorioso da risollevare. Il 4-1 subito a Como ha reso ancora più fragile la posizione di Michael Carrick, in discussione dopo un avvio di stagione lontano dalle aspettative. Carrick andrà ancora in panchina domenica contro il Bournemouth, ma il suo futuro è appeso a un filo.
Le idee di Conte sullo United
Conte ha le idee chiare su cosa chiedere allo United: carta bianca sul mercato e nella scelta degli uomini che dovranno affiancarlo. Ma prima di tutto vuole capire se ci sono le condizioni per lavorare alla ricostruzione. A spingere il club di Manchester verso una riflessione profonda sono soprattutto i risultati. In Premier la squadra è 13ª con 7 punti in 7 giornate: un bilancio che ha già allontanato le posizioni di vertice e consumato parte della fiducia costruita attorno a Carrick. Anche la Champions ha aggravato il quadro. Il tracollo contro il Como lascia gli inglesi al 20° posto della fase campionato, con 3 punti appena e due sconfitte consecutive. La qualificazione resta alla portata, ma il margine d’errore si restringe e il prossimo appuntamento europeo contro la Roma assume già un peso rilevante.
Conte e la Premier League vinta con il Chelsea
Carrick conserva il sostegno dello spogliatoio, un elemento che la dirigenza tiene in considerazione mentre valuta il futuro della panchina. La protezione del gruppo, però, deve fare i conti con una squadra incapace di vincere da sette incontri tra tutte le competizioni e con la necessità di interrompere rapidamente la caduta. È in questo spazio che prende forza la candidatura di Conte, già campione d’Inghilterra con il Chelsea e conoscitore delle pressioni del calcio inglese. Il suo eventuale arrivo comporterebbe una scelta impegnativa anche per la società: affidargli la squadra significherebbe accettare il ruolo centrale che rivendica nelle decisioni tecniche e di mercato. L’apertura c’è stata, l’accordo ancora no. Adesso la decisione passa alla proprietà, chiamata a stabilire quanto potere concedere a Conte e quanto tempo lasciare ancora a Carrick.