Clasico alla Mbappé: Il Real Madrid vince 2-1 a Barcellona e resta aggrappato alla Liga
di Raffaele R. RiversoBarcellona – Chi si aspettava una lezione del Barcellona del jogo bonito al Real Madrid grigio visto sinora è rimasto deluso. O, quantomeno, sorpreso dal coraggio dimostrato dai blancos e, in maniera particolare, dal loro allenatore. E già, perché l'unica vera lezione di ieri sera l'ha impartita José Mourinho a Hansi Flick. La scelta di affiancare a Aurelien Tchouaméni un centrocampista dai piedi buoni come Bernardo Silva, preferito a un profilo più difensivo come sarebbe stato quello di Eduard Camavinga, racconta, infatti, la volontà dello Special One di affrontare la partita a viso aperto, nonostante tutti gli avessero consigliato di coprirsi per evitare di uscire con le ossa rotte dal Camp Nou. Invece Mou, che partiva da un -6 in classifica, vince 2-1 e accorcia le distanze a 3 punti in una gara che poteva divaricare il margine in maniera forse incolmabile.
Le dichiarazioni di Mou e Flick
«Se fossimo tornati a Madrid nove punti sotto, dal punto di vista psicologico sarebbe stato p…
Barcellona – Chi si aspettava una lezione del Barcellona del jogo bonito al Real Madrid grigio visto sinora è rimasto deluso. O, quantomeno, sorpreso dal coraggio dimostrato dai blancos e, in maniera particolare, dal loro allenatore. E già, perché l'unica vera lezione di ieri sera l'ha impartita José Mourinho a Hansi Flick. La scelta di affiancare a Aurelien Tchouaméni un centrocampista dai piedi buoni come Bernardo Silva, preferito a un profilo più difensivo come sarebbe stato quello di Eduard Camavinga, racconta, infatti, la volontà dello Special One di affrontare la partita a viso aperto, nonostante tutti gli avessero consigliato di coprirsi per evitare di uscire con le ossa rotte dal Camp Nou. Invece Mou, che partiva da un -6 in classifica, vince 2-1 e accorcia le distanze a 3 punti in una gara che poteva divaricare il margine in maniera forse incolmabile.
Le dichiarazioni di Mou e Flick
«Se fossimo tornati a Madrid nove punti sotto, dal punto di vista psicologico sarebbe stato pesante ed è per questa ragione che farlo a tre è diverso. È importante anche perché abbiamo vinto con tranquillità e meritatamente. Il gruppo è molto unito, anche nei momenti difficili».
«Non è facile, ma dobbiamo accettarlo – replica Flick -. Sono deluso. Abbiamo avuto la possibilità di portarci in vantaggio, ma dobbiamo accettare il risultato e pensare a cosa possiamo fare per migliorare. Oggi ci è mancata freschezza».
La contrapposizione di stili
E, invece, Mou non ha preso nemmeno il raffreddore in Catalogna, a differenza di Thibaut Courtois che a Barcellona non ci è nemmeno andato per colpa dell'influenza. L'assenza di Cou e la presenza di Bernardo non cambiano il canovaccio annunciato della partita: in campo si confrontano due stili e due filosofie di gioco differenti. Al Barça piace accompagnare dolcemente il pallone fino alla porta avversaria, costruendo l'azione offensiva attraverso linee prevalentemente orizzontali; il Real Madrid, invece, preferisce far viaggiare la palla rapidamente, cercando la verticalità e la profondità in un paio di tocchi, meglio se improvvisi. Ognuno è libero di decidere da che parte stare. Fatto sta che è proprio da un lancio di Bernardo Silva che nasce l'azione del vantaggio merengue firmato da Kylian Mbappé che approfitta di un rinvio approssimativo di Gerard Martin per segnare, quasi involontariamente il gol dell'1-0.
Lamine Yamal stanco, classe a sprazzi
La reazione del Barcellona è immediata, ma Lamine Yamal conferma quanto visto a Parigi in Champions: la voglia di giocare tutti i minuti - e la decisione di Flick di permetterglielo - lo ha svuotato. La classe c'è, ma la forma fisica non è delle migliori e lo costringe a illuminarsi solo a sprazzi. Pochi, pochissimi. Al campioncino catalano tocca, così, una palla facilissima da spingere in rete, ma tutto solo davanti a Lunin, spreca clamorosamente. E così, prima dell'intervallo, è ancora il Real ad andare vicino al gol con Mbappé, che colpisce un palo, e Diomande che, con tutto a proprio favore, emula, purtroppo per lui nell'errore, Lamine.
Raphinha per l’illusorio pari
Non sbaglia, invece, Raphinha che, poco dopo l'ora di gioco, riceve la prima palla pulita da Pedri e la manda dove nemmeno Andriy Lunin può arrivare. Il sostituto di Courtois, però, si rivela decisivo pochi minuti più tardi quando vola per frustrare le ambizioni di sorpasso di Gerard Martin che aveva un gran voglia di farsi perdonare. Il suo colpo di testa è perfetto, così come il volo dell'estremo difensore ucraino. Un episodio che avrebbe potuto cambiare definitivamente l’inerzia della partita e spostarla dalla parte del Barcellona. Ma i catalani non erano la squadra capace di vincere le prime undici partite ufficiali della stagione. La loro prestazione è sembrata piuttosto quella vista nella sconfitta contro il Psg: le stesse paure emerse a Parigi si sono materializzate anche in casa, al Camp Nou. E così, ancora una volta, a colpire è stato il Real Madrid.
Magie di Bellingham e Camavinga, e Mbappé si prende il Clasico
Nel frattempo, Mourinho aveva deciso che Bernardo Silva avesse dato alla partita tutto ciò che poteva dare, sostituendolo con Camavinga. Una scelta, un'altra, che si è rivelata decisiva: proprio il centrocampista francese è stato, infatti, protagonista dell’azione che ha chiuso l’incontro, con una cavalcata imperiosa che gli ha permesso di superare anche Joan García e servire a Mbappé il pallone del raddoppio. Per il fenomeno di Bondy, aver segnato una doppietta sul campo di Lamine Yamal è stato anche un messaggio forte e chiaro in vista del fotofinish del prossimo Pallone d’Oro. Ma il vero vincitore della serata è stato Mou dato da molti per spacciato alla vigilia. Il tecnico portoghese, invece, ci è riuscito ancora: ha trovato il modo di sorprendere tutti e di vincere su un campo dove, evidentemente, sa come lasciare il segno.