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Spalletti e la sfuriata contro i tifosi per i fischi a Cambiaso: “Non ho ricambi”

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L’allenatore della Juve, dopo la vittoria contro il Napoli per 2-0, lamenta le assenze: “Siamo in 13, così non si può competere”
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Per la Juventus la vittoria con il Napoli è stata un toccasana, e non solo per i tre punti conquistati. Luciano Spalletti si gode il 2-0 rifilato alla squadra di Allegri, arrivato dopo un match in cui il contorno è stato più movimentato del piatto principale. I due gol di Alajbegovic e Boga sono stati le due perle che hanno impreziosito una serata ricca di emozioni per il tecnico, con la sfuriata contro i tifosi che fischiavano Cambiaso e l’abbraccio con lo staff dopo il triplice fischio: “I calciatori volevano riguadagnarsi la fiducia dei nostri tifosi e sono andati a fare duelli e corse per i compagni e per la squadra - è la sintesi del tecnico - Hanno vinto una partita in maniera meritata e quindi complimenti”.

Spalletti: “Siamo in tredici”

Se da un lato può sorridere per la risposta del gruppo a una settimana complicata, culminata con il duro discorso di Carnevali in spogliatoio, dall’altro gli acciacchi che hanno costretto McKennie, Alajbegovic e Cabal al cambio sono l’ennesima t…

Per la Juventus la vittoria con il Napoli è stata un toccasana, e non solo per i tre punti conquistati. Luciano Spalletti si gode il 2-0 rifilato alla squadra di Allegri, arrivato dopo un match in cui il contorno è stato più movimentato del piatto principale. I due gol di Alajbegovic e Boga sono stati le due perle che hanno impreziosito una serata ricca di emozioni per il tecnico, con la sfuriata contro i tifosi che fischiavano Cambiaso e l’abbraccio con lo staff dopo il triplice fischio: “I calciatori volevano riguadagnarsi la fiducia dei nostri tifosi e sono andati a fare duelli e corse per i compagni e per la squadra - è la sintesi del tecnico - Hanno vinto una partita in maniera meritata e quindi complimenti”.

Spalletti: “Siamo in tredici”

Se da un lato può sorridere per la risposta del gruppo a una settimana complicata, culminata con il duro discorso di Carnevali in spogliatoio, dall’altro gli acciacchi che hanno costretto McKennie, Alajbegovic e Cabal al cambio sono l’ennesima tegola. Ancora di più se si pensa alla trasferta olandese di giovedì con l’Az Alkmaar e alla successiva a Firenze in campionato: “Siccome abbiamo vinto, posso dirlo: siamo in 13, Sarr stasera non poteva giocare”. Ecco perché la reazione ai fischi dei tifosi all’ingresso di Cambiaso è stata veemente: “Tutti che strillano ‘Cambiaso non lo mettere’, ma non abbiamo altri. Mi faceva piacere farlo giocare, anche se non era andato benissimo mercoledì, come tutti del resto. Si è fatto male Cabal, anche se spero di no, vediamo invece McKennie che si è fermato a metà partita. In questo momento non si può competere in niente, se non si riacquistano giocatori si sta in queste difficoltà. Non riesci a ricreare quella condizione fisica, mentale, se non cambi calciatori e non hai possibilità di allenarti".

I fischi a Kolo Muani

Ancora una volta è stata al di sotto delle aspettative la prestazione di Kolo Muani. L’attaccante francese ha sbagliato tanto, specialmente in fase di costruzione, e quando è stato sostituito l’Allianz Stadium l’ha fischiato sonoramente: “Lui deve reagire a certi momenti che possono capitare. Secondo me ha giocato una buona partita e l'ho tolto per mettere uno fresco. In quel momento lì Zhegrova poteva giocare la sua partita perché eravamo cresciuti: non l'ho tolto perché è stato il peggiore”. Pur continuando ad avere fiducia nel suo attaccante, Spalletti sottolinea che è necessario anche che la risposta nasca dal diretto interessato: “Non sono preoccupato però devono rendersi conto che il primo passo e il coraggio di osare devono mettercelo da soli. Il pubblico quando paga può dire e fare quello che vuole, quindi vanno accettati il consenso e il dissenso. Ma se si dice che la Juve deve vincere il campionato qualcuno ci casca: abbiamo tutta la squadra fuori, non possiamo fare niente. Se il pubblico ci dà il sostegno, ci dà una mano”.

L’andamento della partita

Dopo un primo tempo di difficoltà, nella ripresa con il cambio di modulo e l’ingresso di Gatti, Zhegrova e Boga, la partita è cambiata. La Juventus ha avanzato il baricentro schiacciando il Napoli, fino al gran gol di Alajbegovic: “Il Napoli ha preso in mano la gara e noi siamo andati in difficoltà e non riuscivamo a scalare. Vicario ha fatto una grande parata su Lucca poi piano piano siamo andati più a viso aperto. Però è stata una partita sotto livello per tutte e due. Nel secondo tempo, senza Di Lorenzo, Alajbegovic si è potuto concentrare sulla fase offensiva e quando lui spinge è il numero uno nel ruolo. Per sbloccarla è servito questo suo gran gol, poi Boga, Zhegrova, Gatti hanno fatto la differenza”. Dopo il triplice fischio è arrivato l’abbraccio con il suo staff, ma non solo: “Ho abbracciato Massimiliano (Allegri) a fine partita, ci siamo salutati e incontrati. Non è vero che con lui non parlo e che ci stiamo antipatici. Ho fatto viaggi in treno, con lui e Landucci, è stato due giorni da me. Però si scrive che ha detto ‘pelato di m***’ (riferimento a un vecchio Juventus-Napoli, ndr), perché appartenete a scuderie”.

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