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Antognoni e lo scontro tra De Miguel e Owono: “Portieri, basta con le uscite da kamikaze”

Giancarlo Antognoni, 72 anni

 

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L’ex giocatore della Fiorentina fu protagonista nel 1981 di uno scontro con il genoano Martina
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Giancarlo Antognoni, lo scontro tra Jesús De Miguel e Owono la riporta a quarantacinque anni fa: 22 novembre 1981, Fiorentina contro Genoa, Silvano Martina in uscita la colpisce e lei resta a terra privo di sensi.

«Per fortuna sono qui a raccontarlo».

Poteva morire. Ha avuto paura?

«L’intervento era pericoloso, mi ha colpito la testa. Per fortuna non mi ha preso bene. Altrimenti non potevo parlarne con voi».

Jesús de Miguel non può farlo.

«Ma ci rendiamo conto? Morire per uno scontro di gioco, una follia. Ai portieri dico: calma, calmatevi».

Serve più prudenza da parte dei portieri nelle uscite?

«Forse andrebbero punite più severamente. Magari così si evitano. Certe uscite da kamikaze sono troppo pericolose. Nel caso di De Miguel i…

Giancarlo Antognoni, lo scontro tra Jesús De Miguel e Owono la riporta a quarantacinque anni fa: 22 novembre 1981, Fiorentina contro Genoa, Silvano Martina in uscita la colpisce e lei resta a terra privo di sensi.

«Per fortuna sono qui a raccontarlo».

Poteva morire. Ha avuto paura?

«L’intervento era pericoloso, mi ha colpito la testa. Per fortuna non mi ha preso bene. Altrimenti non potevo parlarne con voi».

Jesús de Miguel non può farlo.

«Ma ci rendiamo conto? Morire per uno scontro di gioco, una follia. Ai portieri dico: calma, calmatevi».

Serve più prudenza da parte dei portieri nelle uscite?

«Forse andrebbero punite più severamente. Magari così si evitano. Certe uscite da kamikaze sono troppo pericolose. Nel caso di De Miguel il portiere è doppiamente colpevole. Owono era a centrocampo, lontanissimo dalla sua area di rigore. Poteva prendere l’avversario per la maglia, poteva gettarlo a terra. Oppure lasciarlo andare. Doveva evitare un intervento così pericoloso. Capisco un’uscita avventata quando ti si presenta un avversario lanciato a rete, in area di rigore. Ma così non ha alcun senso».

Con lei Martina fu imprudente?

«Non l’ho mai incolpato e non gli ho mai portato rancore. So che era in buona fede, chi gioca a calcio sa quando un avversario vuole entrare per farti male. Lui no, è stata una casualità, è uscito in maniera scomposta per provare a prendere il pallone».

Antognoni a terra dopo lo scontro con Martina

 

E togliere il pallone a lei non era facile. La scena fu terribile. Lei steso a terra, con gli occhi chiusi, le gambe larghe, la mano destra appoggiata sul petto. Il massaggio cardiaco sotto la tribuna. Ha brutti pensieri se ci ripensa?

«Io ricordo quello che è successo solo perché l’ho rivisto. Sono svenuto. Ho ripreso conoscenza solo dopo 15 minuti. Ero nello spogliatoio. Però riconoscevo le persone, un buon segno».

Poi decise di non presentare querela.

«Per questo Silvano mi è sempre stato riconoscente. Quell’intervento da kamikaze poteva farmi molto male. C’è modo e modo di uscire dalla propria porta. Con il ginocchio alto può essere rischioso, a volte purtroppo letale».

Gli ha evitato quello che sta succedendo a Owono, ora sommerso dall’odio.

«Nell’intervento di Martina non c’era cattiveria e, diciamo, l’ho agevolato. Oggi il portiere dell’Andorra deve capire, il suo intervento ha provocato la morte di un ragazzo. E la ferocia con cui reagisce un tifoso, specie sui social, è maggiore. Lui è uscito in mezzo al campo: è doppiamente colpevole rispetto a Martina. Io sono qui a raccontarlo, Jesús no».

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