MONACO - Quando ascoltano le parole "calcio" e "italiano", i giocatori del Bayern quasi sbiancano: non hanno bisogno di traduzione, sanno dove si andrà a parare e cercano di cambiare discorso. "E' Bayern-Juve, non Italia-Germania", dice Toni Kroos, classe 1990. "E poi ci sono tanti stranieri in campo". Però c'è soprattutto l'opprimente peso di anni storia, di sconfitte tedesche, di quello che in Baviera chiamano "trauma italiano", cioè una sindrome che si è sedimentata una sconfitta dopo l'altra, a livello di nazionale e di club, e a cui non hanno mai trovato un rimedio definitivo. "Sono esistite anche vittorie tedesche", osserva Thomas Mueller. Sì, come sono esistiti anche gatti con sei dita. "Il trauma italiano c'è. Ma non sempre": è un'ammissione.
Una soluzione prova a darla Jupp Heynckes, allenatore del Bayern, vecchia lenza di quasi sessantotto anni, l'uomo che sta tenendo calda la poltrona di Guardiola e che ha già vinto una Champions ai danni della Juve, quando guidava il Real Madrid, quindici anni fa. "Ammiro molto i bianconeri, perché sono una squadra di stampo italiano solo in parte. Si distinguono da chi pratica il catenaccio, difendono bene ma attaccano con fantasia. La firma di Conte si vede. Stimo molto il mio giovane collega, non riuscirei mai a essere sanguigno come lui in panchina". Per non farsi spaventare dalla Juve ("Il peggio che ci potesse capitare, Barcellona a parte", si strugge Kroos), il Bayern prova dunque a dimenticare da che paese venga, quale calcio rappresenti. La europeizza, per evitarne di averne troppa paura. Basterà? Heynkens spera di sì: "In questi giorni, sono andato a letto ogni sera con la Vecchia Signora e mi sono svegliato ogni mattina assieme a lei. Volevo sapere tutto di lei". L'immagine è in po' ardita, ma rende l'idea.
Heynckes, insomma, ha studiato. "Noi stiamo disputando una stagione incredibile, tutti si impegnano al massimo, abbiamo una rosa incredibile e nell'arco della stagione siamo riusciti a migliorare in tanti aspetti - continua - La Juve è un avversario speciale, ha grandi giocatori che puntano sempre a vincere, con uno spirito molto combattivo. E' una squadra strutturata molto bene, non ho mai visto una formazione italiana così ben organizzata e imprevedibile a livello offensivo".
E il tecnico sa che il punto di forza è il centrocampo. "Pirlo, Vidal e Marchisio sono dei grandi campioni, Pirlo è un genio. Prima che arrivasse lui, la Juve ha fatto due settimi posti, con lui ha vinto un campionato e ne sta vincendo un altro. E' l'architetto di questa squadra ma sono tutti grandissimi giocatori, tutti titolari o quasi nelle loro nazionali, è incredibile leggere i nomi della rosa della Juventus. Ma - avverte - anche noi abbiamo giocatori del livello e della qualità di Pirlo".
Il Bayern è reduce dal 9-2 all'Amburgo, ha stravinto la Bundesliga al punto che sabato potrebbe diventare campione di Germania con un mese e mezzo di anticipo e ha tutto per puntare direttamente alla Champions, a cominciare da una rosa ricchissima di qualità, anche se con qualche debolezza difensiva. Il settore d'attacco è impressionante e comporta delle scelte. Domani il quartetto offensivo sarà composto da Ribéry, Mueller, Kroos e Mandzukic: significa che resteranno fuori fuoriclasse come Gomez, Robben, Shaqiri e Pizarro, che sabato ha segnato quattro gol. Il Bayern può permetterselo.
Una soluzione prova a darla Jupp Heynckes, allenatore del Bayern, vecchia lenza di quasi sessantotto anni, l'uomo che sta tenendo calda la poltrona di Guardiola e che ha già vinto una Champions ai danni della Juve, quando guidava il Real Madrid, quindici anni fa. "Ammiro molto i bianconeri, perché sono una squadra di stampo italiano solo in parte. Si distinguono da chi pratica il catenaccio, difendono bene ma attaccano con fantasia. La firma di Conte si vede. Stimo molto il mio giovane collega, non riuscirei mai a essere sanguigno come lui in panchina". Per non farsi spaventare dalla Juve ("Il peggio che ci potesse capitare, Barcellona a parte", si strugge Kroos), il Bayern prova dunque a dimenticare da che paese venga, quale calcio rappresenti. La europeizza, per evitarne di averne troppa paura. Basterà? Heynkens spera di sì: "In questi giorni, sono andato a letto ogni sera con la Vecchia Signora e mi sono svegliato ogni mattina assieme a lei. Volevo sapere tutto di lei". L'immagine è in po' ardita, ma rende l'idea.
Heynckes, insomma, ha studiato. "Noi stiamo disputando una stagione incredibile, tutti si impegnano al massimo, abbiamo una rosa incredibile e nell'arco della stagione siamo riusciti a migliorare in tanti aspetti - continua - La Juve è un avversario speciale, ha grandi giocatori che puntano sempre a vincere, con uno spirito molto combattivo. E' una squadra strutturata molto bene, non ho mai visto una formazione italiana così ben organizzata e imprevedibile a livello offensivo".
E il tecnico sa che il punto di forza è il centrocampo. "Pirlo, Vidal e Marchisio sono dei grandi campioni, Pirlo è un genio. Prima che arrivasse lui, la Juve ha fatto due settimi posti, con lui ha vinto un campionato e ne sta vincendo un altro. E' l'architetto di questa squadra ma sono tutti grandissimi giocatori, tutti titolari o quasi nelle loro nazionali, è incredibile leggere i nomi della rosa della Juventus. Ma - avverte - anche noi abbiamo giocatori del livello e della qualità di Pirlo".
Il Bayern è reduce dal 9-2 all'Amburgo, ha stravinto la Bundesliga al punto che sabato potrebbe diventare campione di Germania con un mese e mezzo di anticipo e ha tutto per puntare direttamente alla Champions, a cominciare da una rosa ricchissima di qualità, anche se con qualche debolezza difensiva. Il settore d'attacco è impressionante e comporta delle scelte. Domani il quartetto offensivo sarà composto da Ribéry, Mueller, Kroos e Mandzukic: significa che resteranno fuori fuoriclasse come Gomez, Robben, Shaqiri e Pizarro, che sabato ha segnato quattro gol. Il Bayern può permetterselo.