BARCELLONA - E' l'ora della moviola in campo: i giudici di linea, introdotti per volontà del presidente dell'Uefa Platini, non convincono per primi gli attori protagonisti. I calciatori, ormai, invocano ad altissima voce l'introduzione della tecnologia. Piqué, leader del Barcellona, ha scelto una vetrina mondiale - la presentazione del ritorno della semifinale di Champions League - per lanciare la proposta, da portavoce di una schiera ormai sempre più nutrita e rappresentata dai giocatori più famosi, come lui. "Bisogna fare una riflessione sugli arbitraggi di quest'anno in Champions. Gli errori degli arbitri sono umani e vanno accettati senza condannarli. Però alcuni casi clamorosi, come quello del quarto di finale tra Malaga e Borussia Dortmund, indicano che ormai la tecnologia è irrinunciabile. Gli occhi in più, quelli dei giudici d'area, possono vedere meglio. Ma la tecnologia ci vede meglio ancora". Per ora Blatter, presidente della Fifa, ha optato per una linea soft: la tecnologia debutterà tra breve in una grande competizione, la Confederations Cup di giugno in Brasile, soltanto per il gol fantasma. Ma la breccia, anche in forza di prese di posizione pubbliche come quella di Piqué, è aperta.
Altrettanto aperta, secondo il difensore campione del mondo, è la remuntada, parola magica che ipnotizzò il Milan e adesso rischia di essere ipnotica per il Barça. Rimontare 4 gol al Bayern sarà molto più complicato. Piqué si sforza di incoraggiare i compagni e l'ambiente. "Dobbiamo avere fiducia. Siamo il Barcellona, rappresentiamo un club storico. Faremo il possibile, con l'aiuto del Camp Nou. Se c'è una squadra in grado di rimontare 4 gol al Bayern, è la nostra. Questa può essere una partita storica. Io avevo 7 anni quando il Milan sconfisse per 4-0 il Barça nella finale di Atene '94, già allora capii che cosa significa una batosta del genere. Di sicuro non snatureremo il nostro modo di giocare".
Sfruttare la minima occasione e segnare prestissimo: questa è la ricetta del campione del mondo. "Non possiamo fare alcun calcolo, ovviamente. La finale è possibile". Piqué assicura che non è finito un ciclo."Quello che abbiamo fatto resterà nella storia, a prescindere dall'eventuale eliminazione. Ma noi proveremo a vincere per la gente, i tifosi lo meritano. Mai come quest'anno ci sono stati vicini. Ci impegneremo al massimo e anche di più, lo dobbiamo prima di tutto a loro". Le punzecchiature di Beckenbauer sono archiviate dalla squadra, almeno ufficialmente. "E' stato male interpretato, lui è un gentleman. Questo circo che si sta facendo interessa ai media che alimentano le polemiche, non a noi, che al circo non partecipiamo. Io non credo che si possano rimproverare al Barcellona comportamenti antisportivi, né dentro, né fuori dal campo".
Messi è ovviamente indispensabile. "E' una garanzia, il calciatore più forte del mondo è una risorsa che solo noi abbiamo". Il Barcellona dovrà invertire una tendenza: si distrae negli ultimi minuti. "Questo non mi preoccupa, ci stiamo lavorando. Può capitare una volta o due, non è una costante. Io propendo per la casualità". Concentrati sulla propria partita, i giocatori del Barça saranno indifferenti alla semifinale del Real Madrid. "Non mi interessa il risultato del Real. La nostra è una grande annata, dobbiamo cambiare questa mentalità di guardare sempre al Real. Comunque le cose si stanno modificando a poco a poco, dobbiamo giocare pensando solo a noi stessi".
Altrettanto aperta, secondo il difensore campione del mondo, è la remuntada, parola magica che ipnotizzò il Milan e adesso rischia di essere ipnotica per il Barça. Rimontare 4 gol al Bayern sarà molto più complicato. Piqué si sforza di incoraggiare i compagni e l'ambiente. "Dobbiamo avere fiducia. Siamo il Barcellona, rappresentiamo un club storico. Faremo il possibile, con l'aiuto del Camp Nou. Se c'è una squadra in grado di rimontare 4 gol al Bayern, è la nostra. Questa può essere una partita storica. Io avevo 7 anni quando il Milan sconfisse per 4-0 il Barça nella finale di Atene '94, già allora capii che cosa significa una batosta del genere. Di sicuro non snatureremo il nostro modo di giocare".
Sfruttare la minima occasione e segnare prestissimo: questa è la ricetta del campione del mondo. "Non possiamo fare alcun calcolo, ovviamente. La finale è possibile". Piqué assicura che non è finito un ciclo."Quello che abbiamo fatto resterà nella storia, a prescindere dall'eventuale eliminazione. Ma noi proveremo a vincere per la gente, i tifosi lo meritano. Mai come quest'anno ci sono stati vicini. Ci impegneremo al massimo e anche di più, lo dobbiamo prima di tutto a loro". Le punzecchiature di Beckenbauer sono archiviate dalla squadra, almeno ufficialmente. "E' stato male interpretato, lui è un gentleman. Questo circo che si sta facendo interessa ai media che alimentano le polemiche, non a noi, che al circo non partecipiamo. Io non credo che si possano rimproverare al Barcellona comportamenti antisportivi, né dentro, né fuori dal campo".
Messi è ovviamente indispensabile. "E' una garanzia, il calciatore più forte del mondo è una risorsa che solo noi abbiamo". Il Barcellona dovrà invertire una tendenza: si distrae negli ultimi minuti. "Questo non mi preoccupa, ci stiamo lavorando. Può capitare una volta o due, non è una costante. Io propendo per la casualità". Concentrati sulla propria partita, i giocatori del Barça saranno indifferenti alla semifinale del Real Madrid. "Non mi interessa il risultato del Real. La nostra è una grande annata, dobbiamo cambiare questa mentalità di guardare sempre al Real. Comunque le cose si stanno modificando a poco a poco, dobbiamo giocare pensando solo a noi stessi".