MADRID - Antonio Conte scaramanticamente intona i soliti mantra: "Rispettiamo il Real Madrid, ma non abbiamo nessuna paura. Andremo in campo consapevoli della nostra forza". Ma ciò che attende la Juve, domani al Santiago Bernabeu, è tutto fuorché una partita come le altre. Tanto che, per l'occasione, la Signora potrebbe indossare un abito nuovo, più coperto ed "europeo", il 4-3-1-2. "Giocare contro il Real, una delle squadre più titolate al mondo, ci dà grandissimi stimoli - prosegue il tecnico bianconero -. Sarà una gara dura, l'occasione per dare tutto. Dovremo saper soffrire, ma dovremo anche essere capaci di fare male".
In ballo c'è una buona fetta d'Europa, anche se la matematica non taglierebbe i bianconeri fuori dagli ottavi nemmeno nel malaugurato caso di una doppia sconfitta contro le merengues. "Il risultato di domani non dirà nulla di decisivo sulla qualificazione - continua Conte -, che si vinca o che si perda. Rimarranno ancora tre gare. Dobbiamo dimostrare, sul campo e non a parole, di essere all'altezza di questo palcoscenico".
La Juve vuole far dimenticare la squadra vista a Firenze in quei 900 secondi di follia. "Al Franchi è successo qualcosa di imponderabile - reitera il mister bianconero -, nel calcio queste cose accadono, ma i numeri dicono che abbiamo comunque creato tanto".
Sotto i riflettori, luci ma anche ombre comprese, c'è il capitano Buffon, alle prese con un periodaccio che sembra non finire più. Conte chiude il "caso" così: "Gigi è un campione, come calciatore e come uomo. Per me è e sarà sempre una certezza". Il giocattolo non si è rotto, ma scricchiola paurosamente. "Nessuna crisi, soltanto un po' di stanchezza mentale", ha detto ieri Marotta, comunque confermando che qualcosa non sta certamente andando per il verso giusto. "Abbiamo fatto degli errori difensivi - stavolta parla Chiellini -, ma stiamo lavorando duro e siamo certi di ricominciare come in passato. Rispettiamo il Real Madrid, ma vogliamo dimostrare che possiamo fare bella figura nel suo stadio dove tutti soffrono. Partite come questa possono aiutarti a tirare fuori il meglio e a dare una svolta in positivo". Cristiano Ronaldo, 24 gol nelle ultime 20 partite di Champions League, cerca quella rete che alla Juve non ha mai segnato. "Ma parlare soltanto di CR7 e di Bale è riduttivo, perché tutti i singoli del Real sono fortissimi", avverte Chiellini.
Stamani, sul campo dell'Atletico Madrid, Conte ha appunto provato il 4-3-1-2, modulo considerato più idoneo per limitare le scorribande del Real: in porta Buffon, a destra della retroguardia Caceres al rientro un mese e mezzo dopo l'operazione al menisco, con al centro Barzagli e Bonucci e a sinistra Chiellini, che si è detto pronto all'eventuale variazione tattica. A centrocampo il trio Pogba-Pirlo-Vidal (il cileno ha lavorato in gruppo, senza accusare problemi alla coscia ammaccata contro la Fiorentina), con Marchisio avanzato tra le linee, alle spalle del tandem formato da Llorente e Tevez, quest'ultimo a caccia di un gol che in Champions gli manca da oltre quattro anni. "Carlitos ha avuto un impatto con la Juve molto positivo, è un esempio per la qualità e per l'impegno che mette in ogni occasione", sottolinea Conte.
I sacrificati sarebbero sostanzialmente Isla e Asamoah, quest'ultimo comunque tra i migliori a Firenze. La scomparsa degli esterni offensivi dall'undici bianconero si può leggere come un consiglio per gli acquisti spedito da Conte alla società, chiamata a mettere le ali alla Juve nel mercato di gennaio. Marotta, peraltro, era già stato allertato dall'ingresso quasi provocatorio di Motta, che sembrava fuori da ogni progetto, nel finale di Fiorentina-Juventus.
Intanto, a proposito di mercato, secondo il Daily Mirror, a gennaio la Juve starebbe pensando di prendere Pablo Daniel Osvaldo dal Southampton, in prestito con diritto di riscatto. L'ex giallorosso, sin qui fermo a una rete in sette presenze in Premier League, avrebbe chiesto di incontrare il manager Pochettino per discutere il suo futuro. Al momento, però, l'indiscrezione lanciata dal tabloid inglese non trova conferme sul fronte italiano.
In ballo c'è una buona fetta d'Europa, anche se la matematica non taglierebbe i bianconeri fuori dagli ottavi nemmeno nel malaugurato caso di una doppia sconfitta contro le merengues. "Il risultato di domani non dirà nulla di decisivo sulla qualificazione - continua Conte -, che si vinca o che si perda. Rimarranno ancora tre gare. Dobbiamo dimostrare, sul campo e non a parole, di essere all'altezza di questo palcoscenico".
La Juve vuole far dimenticare la squadra vista a Firenze in quei 900 secondi di follia. "Al Franchi è successo qualcosa di imponderabile - reitera il mister bianconero -, nel calcio queste cose accadono, ma i numeri dicono che abbiamo comunque creato tanto".
Sotto i riflettori, luci ma anche ombre comprese, c'è il capitano Buffon, alle prese con un periodaccio che sembra non finire più. Conte chiude il "caso" così: "Gigi è un campione, come calciatore e come uomo. Per me è e sarà sempre una certezza". Il giocattolo non si è rotto, ma scricchiola paurosamente. "Nessuna crisi, soltanto un po' di stanchezza mentale", ha detto ieri Marotta, comunque confermando che qualcosa non sta certamente andando per il verso giusto. "Abbiamo fatto degli errori difensivi - stavolta parla Chiellini -, ma stiamo lavorando duro e siamo certi di ricominciare come in passato. Rispettiamo il Real Madrid, ma vogliamo dimostrare che possiamo fare bella figura nel suo stadio dove tutti soffrono. Partite come questa possono aiutarti a tirare fuori il meglio e a dare una svolta in positivo". Cristiano Ronaldo, 24 gol nelle ultime 20 partite di Champions League, cerca quella rete che alla Juve non ha mai segnato. "Ma parlare soltanto di CR7 e di Bale è riduttivo, perché tutti i singoli del Real sono fortissimi", avverte Chiellini.
Stamani, sul campo dell'Atletico Madrid, Conte ha appunto provato il 4-3-1-2, modulo considerato più idoneo per limitare le scorribande del Real: in porta Buffon, a destra della retroguardia Caceres al rientro un mese e mezzo dopo l'operazione al menisco, con al centro Barzagli e Bonucci e a sinistra Chiellini, che si è detto pronto all'eventuale variazione tattica. A centrocampo il trio Pogba-Pirlo-Vidal (il cileno ha lavorato in gruppo, senza accusare problemi alla coscia ammaccata contro la Fiorentina), con Marchisio avanzato tra le linee, alle spalle del tandem formato da Llorente e Tevez, quest'ultimo a caccia di un gol che in Champions gli manca da oltre quattro anni. "Carlitos ha avuto un impatto con la Juve molto positivo, è un esempio per la qualità e per l'impegno che mette in ogni occasione", sottolinea Conte.
I sacrificati sarebbero sostanzialmente Isla e Asamoah, quest'ultimo comunque tra i migliori a Firenze. La scomparsa degli esterni offensivi dall'undici bianconero si può leggere come un consiglio per gli acquisti spedito da Conte alla società, chiamata a mettere le ali alla Juve nel mercato di gennaio. Marotta, peraltro, era già stato allertato dall'ingresso quasi provocatorio di Motta, che sembrava fuori da ogni progetto, nel finale di Fiorentina-Juventus.
Intanto, a proposito di mercato, secondo il Daily Mirror, a gennaio la Juve starebbe pensando di prendere Pablo Daniel Osvaldo dal Southampton, in prestito con diritto di riscatto. L'ex giallorosso, sin qui fermo a una rete in sette presenze in Premier League, avrebbe chiesto di incontrare il manager Pochettino per discutere il suo futuro. Al momento, però, l'indiscrezione lanciata dal tabloid inglese non trova conferme sul fronte italiano.