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Juventus, Conte: ''Soffrire ed esaltarsi, così si batte il Real''

Il tecnico carica la sua squadra alla vigilia della sfida di Champions contro gli spagnoli. Serve un successo per continuare la corsa agli ottavi: ''Bisogna ripetere quanto di buono fatto al Bernabeu e limitare gli errori, speriamo di far pesare il fattore ambientale''. Tevez:  ''Ci aspettano tre finali da vincere''
di TIMOTHY ORMEZZANO

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TORINO - Alla vigilia di Juventus-Real Madrid, Antonio Conte assegna i compiti alla sua squadra: "Dobbiamo sopportare la pressione, siamo la Juventus. Ripetiamo quanto di buono abbiamo fatto all'andata al Bernabeu, smussando gli errori e cercando di fare male al Real". Carlitos Tevez fa il coro al tecnico bianconero, dispensando un moderato ottimismo ("Il Real è il Real, ma in difesa è un'altra squadra") e suonando la carica: "Ci mancano tre partite da giocare come tre finali, sappiamo di doverle vincere tutte". Ma se la Juve dovesse compiere l'impresa contro le merengues e poi archiviare la pratica Copenaghen, nell'ultimo turno, sul campo del Galatasaray, potrebbe essere sufficiente un pari, con i turchi di Mancini costretti a fare la partita.

C'è tempo, per scervellarsi in calcoli, incroci e combinazioni assortite. Oggi Conte preferisce invocare la solita bolgia, convocando il suo dodicesimo uomo: "Ci attende una partita bellissima, fondamentale per il prosieguo della Champions, contro una delle pretendenti al titolo. Ci sarà da soffrire, ma anche da esaltarsi spingendo i giocatori oltre un ostacolo che è molto alto. Speriamo di far pesare il fattore ambientale, come è successo all'andata, quando ha inciso su alcune situazioni". Chiaro il riferimento all'arbitro tedesco Gräfe, come se il "miedo escénico" del Bernabeu lo avesse in qualche modo portato a decretare l'ingiusta espulsione di Chiellini. "All'andata alcuni episodi particolari hanno compromesso la partita e il risultato  -  prosegue Conte -, ma l'errore arbitrale fa parte del gioco. Siamo comunque contenti che domani ci sia Webb, un arbitro di prima fascia, uno dei migliori del mondo, anche se il nostro primo pensiero è la Juve, mentre il secondo è il Real Madrid".
Anche Carlitos Tevez punta sulla spinta dello Stadium, pur riconoscendo che "i tifosi sono comunque secondari, perché sul campo ci vanno i giocatori". L'argentino tenterà di interrompere un digiuno dal gol in Champions che dura ormai da oltre quattro anni (7 aprile 2009, Manchester United-Porto 2-2): "Davvero? Non sapevo che fosse passato così tanto tempo". L'Apache se la vedrà di nuovo con Ronaldo, suo ex compagno di squadra ai tempi del Manchester United: "Tutti conosciamo il potenziale di Cristiano, un grandissimo giocatore, un fenomeno al quale però non invidio niente". Meglio però non chiedergli se, dopo l'ennesima bocciatura decisa dal ct dell'Argentina Sabella, la Champions League potrebbe essere il suo Mundial: "No, per niente, non prendo la coppa come un Mondiale", taglia corto Tevez.

"Attenzione a Ronaldo, Benzema, Bale e Di Maria - avverte Conte -, quattro giocatori fantastici quando hanno campo aperto, spazi da attaccare". Per limitare le folate madridiste, la Juve riproporrà con tutta probabilità lo stesso impianto di gioco del Bernabeu, prefisso 4-3-3: "Un modulo che abbiamo rispolverato in Champions - spiega Conte -, offrendo una buonissima prestazione, prima di tornare al 3-5-2 oppure 3-3-4 in campionato, conquistando tre successi belli e schiaccianti". La formazione è quasi fatta, al netto di un ballottaggio in difesa, sulla sinistra, dove Ogbonna contende il posto ad Asamoah, con De Ceglie terzo incomodo. Per il resto, largo di nuovo a Caceres sulla destra, con Bonucci e Barzagli centrali e il trio Vidal-Pirlo-Pogba a centrocampo. In attacco, infine, Llorente sembra in vantaggio su Quagliarella per giocare tra Tevez e Marchisio.
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