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Champions: Real-Galatasaray è Ancelotti-Mancini, la sfida infinita

I due tecnici italiani si affronteranno per la 18esima volta come allenatori in una partita che potrebbe significare molto anche per la qualificazione nel girone B della Juventus. Al Bernabeu mancherà la stella più attesa, Ronaldo: "Ma è solo affaticamento", assicura l'allenatore dei blancos
di GIORGIO BARATTO

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MADRID - È la terza volta che Carlo Ancelotti e Roberto Mancini si sfidano da allenatori in Champions. Le prime due se le ricorderanno in molti: Milan-Inter nei quarti di finale dell'edizione 2004/05. Le sfide decise dai gol di Stam e Shevchenko (2), la partita del fumogeno che colpisce Dida, i quarti che si colorano delle tinte forti della polemica. Bilancio finale 2-0 all'andata e 3-0 (a tavolino) nel ritorno per il Milan di Carlo Ancelotti. Oltre a quelle due partite, i due tecnici itaiani si sono guardati dalle rispettive panchine altre 15 volte. Panchine di squadre diverse: Juventus, Milan, Lazio, Fiorentina, Inter, Chelsea, Manchester City. Un confronto che ha fatto, e continua a fare, il giro d'Europa.

ANCELOTTI IN VANTAGGIO - Il bilancio, a oggi, è a favore del tecnico di Reggiolo: su 17 partite, 9 vittorie, 3 pareggi e 5 sconfitte. Anche se le ultime due volte che si sono giocati i tre punti in palio, era la Premiere League stagione 2010/11, Ancelotti sedeva sulla panchina del Chelsea, Mancini su quella del Manchester City, si portarono a casa una vittoria a testa. Ce n'è voluto di tempo a Mancini per prendere le misure del gioco di Ancelotti. È riuscito a vincere solo al decimo confronto, era il dicembre 2005 (Inter-Milan 3 a 2), prima di allora "Mancio" aveva raccolto 6 sconfitte e 3 pareggi.

PARTITA IMPORTANTE - Questa nuova sfida, però, risulta essere cruciale per l'ex tecnico del Manchester City. Deve vincere per potersi permettere di giocare l'ultima partita in casa contro la Juventus avendo a disposizione due risultati utili per qualificarsi. Un pareggio o una sconfitta, sempre che la Juve vinca con il Copenaghen, sarebbe un vantaggio per i bianconeri, anche se la partita di Istanbul del 10 dicembre sarà comunque decisiva. Dalla sua parte, Mancini puo contare sull'assenza di Cristiano Ronaldo, già capocannoniere di Champions con 8 gol in 4 partite ("Soffre di un semplice affaticamento - ha detto Ancelotti - sabato potrebbe già essere in campo in campionato") e del fatto che l'1-6 subito all'andata dal Galatasaray - in pachina sedeva Fatih Terim - pesa come un macigno sui giocatori turchi, che al Bernabeu cercheranno di sicuro la rivincita.

MASSIMO RISPETTO - Ancelotti, in ogni caso, nella conferenza stampa della vigilia, ha confermato il massimo rispetto per Mancini e per il Galatasaray, "Non dobbiamo pensare al 1-6 dell'andata perché dall'arrivo di Roberto la squadra è cambiata, - spiega il tecnico del Real - e poi hanno in Drogba un giocatore molto pericoloso. Con Roberto ci siamo affrontati molte volte, - aggiunge - e ho il massimo rispetto per lui come allenatore e per la sua carriera, per quello che ha fatto dove ha allenato, e sono sicuro che farà bene anche nella sua nuova avventura nel Galatasaray. Noi, comunque, - conclude Ancelotti - vogliamo vincere entrambe le partite che ci restano da giocare nel girone". E la cosa non dispiacerebbe affatto agli juventini.

MANCINI: "CARLO TRA I MIGLIORI D'EUROPA" - Da parte sua, Mancini elogia il 'rivale': "Credo che Ancelotti sia uno dei migliori allenatori d'Europa, ha allenato le più grandi squadre d'Europa, è una persona tranquilla, una brava persona e sono tutte doti importanti per diventare fare bene il mestiere del tecnico".

RICORSI STORICI - E se la Juventus è spettatrice interessata di questa nuova sfida tra Ancelotti e Mancini, è curioso scoprire che la prima volta che i due si affrontarono da tecnici Carletto allenava proprio la Juventus. Era il 2001, Mancini iniziava la sua carriera di allenatore guidando la Fiorentina, vinsero i bianconeri in quel di Firenze 3 a 1. Forse, uno sprone in più per l'allenatore di Jesi viene anche da un paio di coincidenze: se dovesse vincere contro il Real Madrid sarebbe un perfetto regalo di compleanno, compie 49 anni proprio mercoledì, e sarebbe la sua 300esima vittoria da allenatore in carriera.

CHAMPIONS ALL'ITALIANA
- La partita di domani vede anche due allentori italiani seduti su panchine straniere sfidarsi in Champions. Un evento senza dubbio raro, ma non è la prima volta che succede. Bisogna risalire alla Champions edizione 1997/98. Da una parte Giovanni Trapattoni con il Bayern Monaco, dall'altra Nevio Scala con il Borussia Dortmund (un doppio derby italo-tedesco), erano i quarti di finale e il Borussia di Nevio Scala ebbe ragione dei rossi del Bayern solo nei tempi supplementari: gol di Chapuisat. E per chi non crede alla cabala, quell'anno la finale fu Real Madrid-Juventus, finí 1 a 0 per i Blancos. I superstiziosi sono avvisati.
 
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