MADRID - È solo una statistica. Un dato di quelli che fa scrivere i giornalisti con poca fantasia e parlare i tifosi al bar. Eppure dietro la sconfitta del Barcellona ad Amsterdam, c'è qualcosa di più. Riassumendo: il Barça di Tata Martino, nonostante le polemiche legate al cambio di mentalità e di gioco, era a un passo da eguagliare il record di Guardiola relativo al miglior inizio di stagione senza sconfitte. Era il 2011 e Pep inanellò 21 match senza perdere (15 vittorie e 6 pareggi), una serie che si concluse a Getafe, il 26 novembre, vittoria dei madrileni di misura. A quel punto il Barcellona si ritrovò con sei punti di svantaggio dal Real Madrid di José Mourinho. Nemmeno due settimane dopo, l'undici di Guardiola andava a vincere a Madrid per 3 a 1. Ma era l'anno dei 100 punti dello "Special One", l'anno perfetto per il portoghese e nemmeno i 50 gol di Messi fecero la differenza. Niente da fare, la brutta sconfitta con l'Ajax ha fatto crollare eventuali paragoni con l'attuale allenatore del Bayern Monaco.
"MEGLIO I SEI TITOLI" - A Tata Martino importava poco di eguagliare il record del suo illustre predecessore: "Preferisco vincere i sei titoli che ha vinto Guardiola - commentava l'argentino - che arrivare a 21 partite senza perdere". Già, è solo una statistica. Però quello che dovrebbe preoccupare i tifosi del Barcellona non è solo il mancato conseguimento di un mero record è "la mancanza di intensità, della voglia di vincere" come ha detto Cesc Fabregas a fine partita.
MOMENTO CRUCIALE - Insomma, il Barcellona è sotto osservazione in questo momento in Spagna, anche perché la sconfitta contro l'Ajax è arrivata nonostante il vantaggio di giocare quasi 45 minuti in superiorità numerica. Già si è detto del sospetto cambio di mentalità, e di gioco; e senza dubbio va aggiunto l'elevato numero d'infortuni, primo su tutti quello di Lionel Messi; e anche se questa sconfitta arriva con la qualificazione agli ottavi di Champions già acquisita, il momento che stanno attraversando i Blaugrana comincia a essere preoccupante. "Non possiamo permetterci un primo tempo del genere", ha ammesso Martino nel dopo partita, è ha perfettamente ragione. Il Barça non se lo può permettere se vuole mantenere i punti di vantaggio - 3 e 6 rispettivamente - sui diretti avversari in Liga, Atletico e Real. Squadre che, almeno sulla carta, avranno un calendario meno complicato da qui alla fine dell'anno. E con il Barcellona che tornerà nella "fatal Getafe" giusto prima di Natale.
CRITICHE DELLA STAMPA - Nemmeno la stampa che notoriamente si schiera con il Barcellona ha preso bene la sconfitta in suolo olandese. "Senza un piano A, né B" scrive Mundo Deportivo nella sua pagina web, evidenziando che "Non funzionò nessuna delle tattiche messe in campo ad Amsterdam". Meno duro il quotidiano Sport che, oltre a mettere in evidenza "La prima sconfitta dell'Era Martino" ricorda ai lettori che "Basta un punto con il Celtic per essere primi del girone" magra consolazione se il Barça è quello visto ieri. Una squadra che non è piaciuta nemmeno ai suoi protagonisti: "Nel primo tempo abbiamo giocato in maniera orribile, - ammette Gerard Piqué - e nel secondo, con un uomo in più, non siamo stati in grado di creare pericoli. Dobbiamo riflettere molto su questa partita".
45 MILA CRISTIANO - Dall'altro lato dell'ipotetica barricata, che divide Madrid dalla Catalogna, le squadre della Capitale fanno festa. L'Atletico di Simeone, che aveva già conquistato la qualificazione in Champions, pareggia a San Pietroburgo con lo Zenit di Luciano Spalletti, e il "Cholo" esalta il carattere e l'atteggiamento dei suoi. Mentre i tifosi del Real si preparano a festeggiare Cristiano Ronaldo, anche se il portoghese oggi non giocherà contro il Galatasaray. Prima della partita saranno distribuite 45 mila maschere con il viso dell'asso portoghese, che i tifosi indosseranno per omaggiare il proprio capocannoniere e chiedere a gran voce che sia lui a vincere il Pallone d'Oro. Basterà?
"MEGLIO I SEI TITOLI" - A Tata Martino importava poco di eguagliare il record del suo illustre predecessore: "Preferisco vincere i sei titoli che ha vinto Guardiola - commentava l'argentino - che arrivare a 21 partite senza perdere". Già, è solo una statistica. Però quello che dovrebbe preoccupare i tifosi del Barcellona non è solo il mancato conseguimento di un mero record è "la mancanza di intensità, della voglia di vincere" come ha detto Cesc Fabregas a fine partita.
MOMENTO CRUCIALE - Insomma, il Barcellona è sotto osservazione in questo momento in Spagna, anche perché la sconfitta contro l'Ajax è arrivata nonostante il vantaggio di giocare quasi 45 minuti in superiorità numerica. Già si è detto del sospetto cambio di mentalità, e di gioco; e senza dubbio va aggiunto l'elevato numero d'infortuni, primo su tutti quello di Lionel Messi; e anche se questa sconfitta arriva con la qualificazione agli ottavi di Champions già acquisita, il momento che stanno attraversando i Blaugrana comincia a essere preoccupante. "Non possiamo permetterci un primo tempo del genere", ha ammesso Martino nel dopo partita, è ha perfettamente ragione. Il Barça non se lo può permettere se vuole mantenere i punti di vantaggio - 3 e 6 rispettivamente - sui diretti avversari in Liga, Atletico e Real. Squadre che, almeno sulla carta, avranno un calendario meno complicato da qui alla fine dell'anno. E con il Barcellona che tornerà nella "fatal Getafe" giusto prima di Natale.
CRITICHE DELLA STAMPA - Nemmeno la stampa che notoriamente si schiera con il Barcellona ha preso bene la sconfitta in suolo olandese. "Senza un piano A, né B" scrive Mundo Deportivo nella sua pagina web, evidenziando che "Non funzionò nessuna delle tattiche messe in campo ad Amsterdam". Meno duro il quotidiano Sport che, oltre a mettere in evidenza "La prima sconfitta dell'Era Martino" ricorda ai lettori che "Basta un punto con il Celtic per essere primi del girone" magra consolazione se il Barça è quello visto ieri. Una squadra che non è piaciuta nemmeno ai suoi protagonisti: "Nel primo tempo abbiamo giocato in maniera orribile, - ammette Gerard Piqué - e nel secondo, con un uomo in più, non siamo stati in grado di creare pericoli. Dobbiamo riflettere molto su questa partita".
45 MILA CRISTIANO - Dall'altro lato dell'ipotetica barricata, che divide Madrid dalla Catalogna, le squadre della Capitale fanno festa. L'Atletico di Simeone, che aveva già conquistato la qualificazione in Champions, pareggia a San Pietroburgo con lo Zenit di Luciano Spalletti, e il "Cholo" esalta il carattere e l'atteggiamento dei suoi. Mentre i tifosi del Real si preparano a festeggiare Cristiano Ronaldo, anche se il portoghese oggi non giocherà contro il Galatasaray. Prima della partita saranno distribuite 45 mila maschere con il viso dell'asso portoghese, che i tifosi indosseranno per omaggiare il proprio capocannoniere e chiedere a gran voce che sia lui a vincere il Pallone d'Oro. Basterà?