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Champions, Galatasaray-Juventus: nuovo tentativo alle 14

Il match è stato sospeso per neve al 31' del primo tempo. L'Uefa ha reso noto l'orario dopo una serie di annunci contraddittori. Ok dopo il nuovo sopralluogo ma il campo è in condizioni pessime. Un eventuale rinvio sarà a data da destinarsi e nel sorteggio di lunedì prossimo finirebbe una pallina con una X
dal nostro inviato EMANUELE GAMBA

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ISTANBUL - Si proverà a giocarla, ma non è detto che si giochi. Dopo la riunione tra la Uefa, i due club e le autorità di Istanbul, è stato deciso che quel che resta di Galatasaray-Juventus, sospesa ieri sera per la neve, riprenderà alle 14 ora italiana. Sugli spalti al momento ci sono circa 8 mila tifosi, di cui un centinaio della Juve. Su Istanbul è ripreso a nevicare e il campo è in condizione pessime, ai limiti della praticabilità. L'arbitro ha fatto il sopralluogo sul terreno di gioco ed è poco convinto. Si sarebbe accordato con allenatori e capitani di cominciare e di fare una verifica dopo 10' di gioco.

E se per il calcio questo rappresenta un problema, lo spettacolo naturale, con Istanbul imbiancata e di quando in quando illuminata da un sole accecante, è davvero ineguagliabile. Intanto, sembra tramontato il rischio che più preoccupava la polizia locale, quello della viabilità: in città le strade sono abbastanza pulite, il traffico scorre con regolarità ed è anche meno intenso del solito, per cui l'afflusso allo stadio non dovrebbe presentare difficoltà. Rimane l'incognita graupel, la "neve tonda" con una consistenza simile al polistirolo che continua a flagellare il Bosforo, ma alla fine si è deciso di provare comunque a giocare, senza nessuna certezza. In ogni caso, un eventuale rinvio sarà a data da destinarsi e non a domani (anche la Juve è contraria a giocare domani), come invece aveva tentato di imporre la Uefa, determinata a giocare in ogni caso prima del sorteggio di lunedì, per il quale l'organismo diretto da Platini ha già venduto gli spazi pubblicitari. Se la partita saltasse, nelle urne finirebbe una pallina con una X. La sconfitta di ieri sera del Copenaghen, che ha garantito il paracadute dalla Europa League a chi, tra Juve e Galatasaray, non continuerà con la Champions, ha agevolato le cose: se infatti i danesi avessero battuto il Real, sarebbero stati in corsa per la coppa meno importante e il sorteggio, con tutti i suoi parametri inattaccabili (la griglia con le teste di serie, il divieto di accoppiare squadre della stessa nazione e così via) sarebbe diventato un garbuglio inestricabile se, nel bussolotto, fosse finita una pallina senza nome.

PARTITA "STREGATA" - Galatasaray-Juventus è una sfida ad alto rischio imprevisto. Non è la prima volta, infatti, che viene rinviata. Nei due casi precedenti di una settimana, ora di un giorno.

Nel '98 era stato il caso di Ocalan, il leader del Pkk che si era costituito in Italia e di cui le autorità di Ankara chiedevano l'estradizione, a caricare di tensione una lunghissima vigilia ricca di trattative diplomatiche. La Juventus a lungo aveva chiesto di non giocare nella città turca: "Spero che l'Uefa non ci faccia giocare a Istanbul", aveva detto l'Avvocato Gianni Agnelli, presidente onorario del club bianconero. La richiesta del campo neutro, però, non era stata accolta dall'Uefa che invece aveva optato per il rinvio di una settimana. "Non partiamo tranquilli", aveva ammesso l'allora direttore generale della Juventus Luciano Moggi. E Zidane aveva dichiarato di non volere giocare a Istanbul. Alla fine, la società aveva programmato un viaggio-lampo, con partenza al mattino da Torino e rientro subito dopo il match. Si era giocato regolarmente ad Istanbul, con imponenti misure di sicurezza e migliaia di militari ed agenti di polizia stipati con i tifosi nel vecchio stadio del Galatasaray. Sulle tribune c'erano anche due ministri italiani, Piero Fassino (Esteri) e Giovanna Melandri (Beni Culturali). Finì 1-1, con la qualificazione dei bianconeri rinviata all'ultima giornata (e poi centrata).

Cinque anni dopo un altro caso diplomatico prima di Galatasaray-Juventus: erano stati gli attentati a due sinagoghe di Istanbul, con 23 vittime, a rimettere sul tavolo l'ipotesi del campo neutro. Questa volta accolta dall'Uefa, che, tra le ire del Galatasaray, aveva scelto Dortmund. Risultato: 2-0 per i turchi.
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