MADRID - Quelli dell'Atletico puntano tutto sul rispetto per uno storico avversario: "Il Milan ha vinto sette Champions - ha commentato il presidente dei colchoneros Enrique Cerezo - noi nemmeno una". Però tra le righe si legge che sulle rive del Manzanarre sono soddisfatti di un sorteggio che li mette di fronte a un Milan che non è nel suo miglior momento. Mancano due mesi alla sfida di andata a San Siro, molto può cambiare, anche se in questo momento i fatti sono questi: Atletico leader della Liga (in compagnia del Barcellona) con 43 punti, 14 vittorie, 1 pareggio e una sconfitta: Milan undicesimo in campionato con 19 punti, 4 vittorie, 7 pareggi e 5 sconfitte. Un abisso, visto da qui.
UNICO PRECEDENTE - Per incontrare un precedente in Europa tra le due squadre si deve tornare indietro di più di sessanta'anni. Era il giugno del 1951 terza edizione della Coppa Latina, torneo che vedeva affrontarsi le vincitrici dei campionati di Italia, Francia, Spagna e Portogallo. Si giocò a San Siro e il Milan s'impose per 4 a 1. Ma erano i tempi del Gre-No-Li (il trio svedese formato da Gren, Nordhal e Liedhom) e a difesa della porta del Milan c'era Lorenzo Buffon, il padre di Gianluca. Per la cronaca il Milan vinse quell'edizione della Coppa Latina, ma erano altri tempi, altro calcio.
SIMEONE-ALLEGRI - Con ogni probabilità, la doppia sfida di febbraio/marzo vedrà sulle panchine delle rispettive squadre Diego Simeone e Massimiliano Allegri. Anche tra di loro, da allenatori, si sono affrontati solo una volta, nel campionato italiano 2010/11. Il Cholo da dieci giorni aveva sostituito Marco Giampaolo alla guida del Catania quando scese in Sicilia la corazzata Milan. I rossoneri guidati da Allegri s'imposero due a zero (reti di Robinho e Ibrahimovic). Era il gennaio del 2011, undici mesi dopo, Diego Simeone sarebbe sbarcato a Madrid per creare quello che in molti vedono come un piccolo miracolo. Da quando è alla guida dell'Atletico i Colchoneros hanno vinto una Europa League, una Supercoppa UEFA e una Coppa del Re, ai danni dei cugini del Real Madrid; e Simeone è stato nominato allenatore dell'anno in Spagna per il 2012/13. C'è poco da fare, quello che affronterà il Milan in Champions è un Cholo diverso da quello di Catania.
NON SOLO DIEGO COSTA - Come ha ripetuto piu volte Simeone, la forza dell'Atletico sta nel gruppo, non nei singoli. Ma bisogna ammettere che a livello di singoli non sono inferiori alle più blasonate Barça e Real. Diego Costa continua ad avere una media di più di un gol a partita in Liga, dove può permettersi anche di sbagliare il rigore che avrebbe permesso il sorpasso (per differenza reti) del Barcellona in classifica; David Villa, arrivato quest'anno dal Barcellona, sa bene come segnare al Milan, ha due gol al suo attivo contro i rossoneri nelle tre sfide in Champions in cui è sceso in campo; il giovane portiere belga Courtois è stato eletto miglior portiere della Liga lo scorso anno e la meno violata quest'anno (solo 9 gol in 16 partite); e poi Koke, il turco Arda Turan, Raul Garcia che non ha perso tempo a rispondere a Muntari: "Ha detto che avrebbe voluto affrontare l'Atletico perché sarebbe stata un eliminatoria facile? - chiosa il centrocampista navarro - Sarà contento adesso".
REAL E BARÇA - Per le altre spagnole l'urna ha dato responsi diversi. Se lo Schalke 04 potrebbe dare l'occasione al Real Madrid di sfatare la maledizione tedesca, in 25 partite giocate sul suolo germanico los Blancos hanno vinto solo una volta (nel 2000/2001 Bayer Leverkusen-Real 2-3), contro un avversario che è alla sua portata, il Barcellona, almeno sulla carta, dovrà affrontare l'avversario più difficile: il Manchester City di Manuel Pelelgrini. Le schermaglie verbali non si sono fatte attendere. "Il Barcellona non è più quello di due anni fa," ha commentato l'allenatore cileno del City. A cui a fatto eco prontamente Tata Martino: "Credo che nemmeno in Inghilterra sia piaciuto il risultato del sorteggio," ha detto alla stampa il tecnico del Barça. Una squadra, quella catalana, della quale in questi giorni si parla più per faccende extra calcistiche, le accuse, poi rientrate, al padre di Messi; la denuncia al presidente Rossel in relazione al contratto di Neymar. Un polverone mediatico che ha fatto in modo che la dirigenza del Barça abbia lanciato il sospetto che sia in atto una campagna denigratoria nei propri confronti.
UNICO PRECEDENTE - Per incontrare un precedente in Europa tra le due squadre si deve tornare indietro di più di sessanta'anni. Era il giugno del 1951 terza edizione della Coppa Latina, torneo che vedeva affrontarsi le vincitrici dei campionati di Italia, Francia, Spagna e Portogallo. Si giocò a San Siro e il Milan s'impose per 4 a 1. Ma erano i tempi del Gre-No-Li (il trio svedese formato da Gren, Nordhal e Liedhom) e a difesa della porta del Milan c'era Lorenzo Buffon, il padre di Gianluca. Per la cronaca il Milan vinse quell'edizione della Coppa Latina, ma erano altri tempi, altro calcio.
SIMEONE-ALLEGRI - Con ogni probabilità, la doppia sfida di febbraio/marzo vedrà sulle panchine delle rispettive squadre Diego Simeone e Massimiliano Allegri. Anche tra di loro, da allenatori, si sono affrontati solo una volta, nel campionato italiano 2010/11. Il Cholo da dieci giorni aveva sostituito Marco Giampaolo alla guida del Catania quando scese in Sicilia la corazzata Milan. I rossoneri guidati da Allegri s'imposero due a zero (reti di Robinho e Ibrahimovic). Era il gennaio del 2011, undici mesi dopo, Diego Simeone sarebbe sbarcato a Madrid per creare quello che in molti vedono come un piccolo miracolo. Da quando è alla guida dell'Atletico i Colchoneros hanno vinto una Europa League, una Supercoppa UEFA e una Coppa del Re, ai danni dei cugini del Real Madrid; e Simeone è stato nominato allenatore dell'anno in Spagna per il 2012/13. C'è poco da fare, quello che affronterà il Milan in Champions è un Cholo diverso da quello di Catania.
NON SOLO DIEGO COSTA - Come ha ripetuto piu volte Simeone, la forza dell'Atletico sta nel gruppo, non nei singoli. Ma bisogna ammettere che a livello di singoli non sono inferiori alle più blasonate Barça e Real. Diego Costa continua ad avere una media di più di un gol a partita in Liga, dove può permettersi anche di sbagliare il rigore che avrebbe permesso il sorpasso (per differenza reti) del Barcellona in classifica; David Villa, arrivato quest'anno dal Barcellona, sa bene come segnare al Milan, ha due gol al suo attivo contro i rossoneri nelle tre sfide in Champions in cui è sceso in campo; il giovane portiere belga Courtois è stato eletto miglior portiere della Liga lo scorso anno e la meno violata quest'anno (solo 9 gol in 16 partite); e poi Koke, il turco Arda Turan, Raul Garcia che non ha perso tempo a rispondere a Muntari: "Ha detto che avrebbe voluto affrontare l'Atletico perché sarebbe stata un eliminatoria facile? - chiosa il centrocampista navarro - Sarà contento adesso".
REAL E BARÇA - Per le altre spagnole l'urna ha dato responsi diversi. Se lo Schalke 04 potrebbe dare l'occasione al Real Madrid di sfatare la maledizione tedesca, in 25 partite giocate sul suolo germanico los Blancos hanno vinto solo una volta (nel 2000/2001 Bayer Leverkusen-Real 2-3), contro un avversario che è alla sua portata, il Barcellona, almeno sulla carta, dovrà affrontare l'avversario più difficile: il Manchester City di Manuel Pelelgrini. Le schermaglie verbali non si sono fatte attendere. "Il Barcellona non è più quello di due anni fa," ha commentato l'allenatore cileno del City. A cui a fatto eco prontamente Tata Martino: "Credo che nemmeno in Inghilterra sia piaciuto il risultato del sorteggio," ha detto alla stampa il tecnico del Barça. Una squadra, quella catalana, della quale in questi giorni si parla più per faccende extra calcistiche, le accuse, poi rientrate, al padre di Messi; la denuncia al presidente Rossel in relazione al contratto di Neymar. Un polverone mediatico che ha fatto in modo che la dirigenza del Barça abbia lanciato il sospetto che sia in atto una campagna denigratoria nei propri confronti.