MILANO - Clarence Seedorf alla sua prima vigilia da allenatore in Champions League, Mario Balotelli al suo fianco in conferenza stampa e Silvio Berlusconi in visita alla squadra a ventiquattro ore dall'andata degli ottavi di finale di Champions League con l'Atletico Madrid. Un'ora e 40 minuti a Milanello per il proprietario del club rossonero: saluti ai giocatori in sala da pranzo, spuntino seduto al tavolo con Adriano Galliani e Seedorf, infine discorso alla squadra negli spogliatoi del centro sportivo. Il Milan si avvicina così a una sfida complicata contro la squadra capolista della Liga, capace di tenere il passo delle corazzate Barcellona e Real.
Seedorf, quante possibilità ha il Milan di passare il turno?
"Abbiamo entusiasmo. Cercheremo di qualificarci nonostante l'Atletico Madrid sia una squadra molto forte. Ma la Champions è diversa. Ricordate il 2007. C'era una squadra che non stava benissimo, ma quando arrivava la Champions scattava qualcosa di speciale. L'abbiamo considerata una grande opportunità. E in questo momento è la stessa cosa".
Secondo lei, può davvero ripetersi quella cavalcata a partire dalla partita di domani sera?
"Abbiamo fiducia anche se sarà dura con l'Atletico Madrid perché sappiamo che loro sono davanti in tutto. Ma queste sono partite nelle quali possiamo approfittare dell'entusiasmo. Io non sono il valore aggiunto, il valore aggiunto è la squadra. Le mie esperienze aiutano per aiutare la squadra".
Come sta Kakà?
"Non è ancora al meglio. Stiamo valutando, speriamo possa recuperare. Ma abbiamo in mente qualche altra soluzione. Balotelli e Pazzini insieme dall'inizio? Tutto è possibile. E' un'opportunità".
Berlusconi è da sempre un sostenitore delle due punte.
"Abbiamo un presidente che non impone niente. Ascolta e parla, è intelligente e innovatore. Soprattutto è consapevole dell'evoluzione del calcio. Sa che il calcio cambia e nessuna grande squadra in Europa gioca con due punte, conta la filosofia. Fosse così semplice, non servirebbe più il lavoro in settimana. Due punte... Cercherò di averne 4-5 nel futuro. Abbiamo due punte centrali: Pazzini e Balotelli, non possiamo responsabilizzare Petagna".
E' la sua prima vigilia da allenatore in Champions League. Emozionato?
"Ci sono emozioni, ma vivo serenamente per adesso. Forse stasera non dormo. Non vedo l'ora di viverlo da allenatore, poi potrò raccontare qualcosa in più".
Ha chiesto consigli ad Ancelotti che, essendo l'allenatore del Real, conosce bene l'Atletico Madrid?
"Sì, ho parlato con Ancelotti dell'Atletico Madrid. Ma ho contattato anche altre persone. Ho seguito dal vivo la partita con la Real Sociedad. Per preparare una partita al meglio ci si deve muovere in più modalità".
Il pericolo principale è Diego Costa?
"Lo voleva il Brasile per la sua Nazionale, cos'altro potrei dire...".
Secondo lei, De Sciglio può giocare solo terzino destro?
"De Sciglio, per me, è un terzino destro anche se ha già dimostrato di saper giocare a sinistra. Ma non è un bene, in questa fase della sua carriera, spostarlo sempre".
Domani sera sarà determinante il pubblico?
"Tutti vivono questa serata come qualcosa di speciale. Sono le serate che un bambino sogna di vivere. Mi aspetto un grandissimo San Siro come abbiamo sempre vissuto. Gli stadi più vuoti? Non riguarda solo San Siro, ma tutti i posti. I nostri tifosi sono sempre vicini alla squadra. Durante tutta la gara saranno il dodicesimo uomo".
"CON PAZZINI SEMPRE IN GOL" - Mario Balotelli, reduce dalla spettacolare conclusione che ha deciso la partita col Bologna, accompagna Seedorf con una serie di battute. "E' come se fosse un compagno di squadra. Con lui le cose mi vengono naturali. Sono più sereno. Per me è un fratellone", dice il centravanti del suo nuovo allenatore. Il numero 45 scherza sulla sua collocazione tattica: "Sono un attaccante centrale. Ma posso giocare anche in porta per vincere la Champions. Preferirei vincere la Champions o la Coppa del Mondo? Prenderei tutte due o nessuna". L'ex di Inter e City ("Spero che vinca contro il Barcellona") diventa più serio quando deve affrontare la questione aperta dalle frasi di Seedorf settimana scorsa. "Campione o no? Sono un bravo giocatore, un titolare del Milan e una pedina importante. Non mi interessa essere campione o meno. E sono critico con me stesso. Per questo motivo mi dà fastidio quando mi criticate voi, perché l'ho già fatto io".
Seedorf ci sta ancora pensando, Balotelli invece ha le idee chiare sulla coppia con Pazzini: "E' statistica. Quando giochiamo insieme uno dei due fa gol". L'attaccante azzurro, che vorrebbe un clima più europeo in Italia ("Forse il calcio all'estero è un po' migliore"), insegue il primo gol in una partita a eliminazione diretta in Champions: "Voglio aiutare il gruppo e vincere. In partite come domani c'è qualcosa di diverso, ma da una partita all'altra non cambia molto. Non ho segnato dagli ottavi in poi perché non ho giocato più di tanto in questa fase della competizione. E non ho mai segnato contro una squadra spagnola. La Spagna è un po' difficile da battere, magari si potrebbe iniziare. Ho voglia di giocare, nella scorsa stagione soffrivo in tribuna".
Seedorf, quante possibilità ha il Milan di passare il turno?
"Abbiamo entusiasmo. Cercheremo di qualificarci nonostante l'Atletico Madrid sia una squadra molto forte. Ma la Champions è diversa. Ricordate il 2007. C'era una squadra che non stava benissimo, ma quando arrivava la Champions scattava qualcosa di speciale. L'abbiamo considerata una grande opportunità. E in questo momento è la stessa cosa".
Secondo lei, può davvero ripetersi quella cavalcata a partire dalla partita di domani sera?
"Abbiamo fiducia anche se sarà dura con l'Atletico Madrid perché sappiamo che loro sono davanti in tutto. Ma queste sono partite nelle quali possiamo approfittare dell'entusiasmo. Io non sono il valore aggiunto, il valore aggiunto è la squadra. Le mie esperienze aiutano per aiutare la squadra".
Come sta Kakà?
"Non è ancora al meglio. Stiamo valutando, speriamo possa recuperare. Ma abbiamo in mente qualche altra soluzione. Balotelli e Pazzini insieme dall'inizio? Tutto è possibile. E' un'opportunità".
Berlusconi è da sempre un sostenitore delle due punte.
"Abbiamo un presidente che non impone niente. Ascolta e parla, è intelligente e innovatore. Soprattutto è consapevole dell'evoluzione del calcio. Sa che il calcio cambia e nessuna grande squadra in Europa gioca con due punte, conta la filosofia. Fosse così semplice, non servirebbe più il lavoro in settimana. Due punte... Cercherò di averne 4-5 nel futuro. Abbiamo due punte centrali: Pazzini e Balotelli, non possiamo responsabilizzare Petagna".
E' la sua prima vigilia da allenatore in Champions League. Emozionato?
"Ci sono emozioni, ma vivo serenamente per adesso. Forse stasera non dormo. Non vedo l'ora di viverlo da allenatore, poi potrò raccontare qualcosa in più".
Ha chiesto consigli ad Ancelotti che, essendo l'allenatore del Real, conosce bene l'Atletico Madrid?
"Sì, ho parlato con Ancelotti dell'Atletico Madrid. Ma ho contattato anche altre persone. Ho seguito dal vivo la partita con la Real Sociedad. Per preparare una partita al meglio ci si deve muovere in più modalità".
Il pericolo principale è Diego Costa?
"Lo voleva il Brasile per la sua Nazionale, cos'altro potrei dire...".
Secondo lei, De Sciglio può giocare solo terzino destro?
"De Sciglio, per me, è un terzino destro anche se ha già dimostrato di saper giocare a sinistra. Ma non è un bene, in questa fase della sua carriera, spostarlo sempre".
Domani sera sarà determinante il pubblico?
"Tutti vivono questa serata come qualcosa di speciale. Sono le serate che un bambino sogna di vivere. Mi aspetto un grandissimo San Siro come abbiamo sempre vissuto. Gli stadi più vuoti? Non riguarda solo San Siro, ma tutti i posti. I nostri tifosi sono sempre vicini alla squadra. Durante tutta la gara saranno il dodicesimo uomo".
"CON PAZZINI SEMPRE IN GOL" - Mario Balotelli, reduce dalla spettacolare conclusione che ha deciso la partita col Bologna, accompagna Seedorf con una serie di battute. "E' come se fosse un compagno di squadra. Con lui le cose mi vengono naturali. Sono più sereno. Per me è un fratellone", dice il centravanti del suo nuovo allenatore. Il numero 45 scherza sulla sua collocazione tattica: "Sono un attaccante centrale. Ma posso giocare anche in porta per vincere la Champions. Preferirei vincere la Champions o la Coppa del Mondo? Prenderei tutte due o nessuna". L'ex di Inter e City ("Spero che vinca contro il Barcellona") diventa più serio quando deve affrontare la questione aperta dalle frasi di Seedorf settimana scorsa. "Campione o no? Sono un bravo giocatore, un titolare del Milan e una pedina importante. Non mi interessa essere campione o meno. E sono critico con me stesso. Per questo motivo mi dà fastidio quando mi criticate voi, perché l'ho già fatto io".
Seedorf ci sta ancora pensando, Balotelli invece ha le idee chiare sulla coppia con Pazzini: "E' statistica. Quando giochiamo insieme uno dei due fa gol". L'attaccante azzurro, che vorrebbe un clima più europeo in Italia ("Forse il calcio all'estero è un po' migliore"), insegue il primo gol in una partita a eliminazione diretta in Champions: "Voglio aiutare il gruppo e vincere. In partite come domani c'è qualcosa di diverso, ma da una partita all'altra non cambia molto. Non ho segnato dagli ottavi in poi perché non ho giocato più di tanto in questa fase della competizione. E non ho mai segnato contro una squadra spagnola. La Spagna è un po' difficile da battere, magari si potrebbe iniziare. Ho voglia di giocare, nella scorsa stagione soffrivo in tribuna".