PARIGI - E' stato Zlatan Ibrahimovic, profeta laico e assai ben stipendiato dall'alto dei suoi 15 milioni all'anno, benefit esclusi, ad annunciare l'esistenza della nuova Trinità: "Noi rappresentiamo il Paris Saint Germain, la Francia e il Qatar". E' una triangolazione tra poteri vecchi e nuovi, la confluenza di interessi convergenti che ha fatto nascere l'operazione-Psg, il neomoloch che vuole egemonizzare l'Europa del calcio. A colpi di denaro, ça va sans dire. Secondo Deloitte, il club parigino è già il quinto nel continente nella classifica dei ricavi, dopo averli quadruplicati rispetto al 2011. Nell'ultima stagione ha fatto registrare i più abnormi introiti dal settore commerciale che si siano mai verificati: 254,7 milioni, anche se 200 milioni vengono da una sola sponsorizzazione, quella della Qatar Tourism Authority, il che ha provocato un' inchiesta Uefa sul Psg per possibile violazione delle regole del Fair Play Finanziario. Si configura l'aiutino, anzi l'aiutone di Stato, visto che il proprietario del Psg è la Qatar Sports Investments che fa capo all'emiro del Qatar, che a sua volta è anche l'ente del turismo qatariota. Non proprio un'operazione limpida, anzi. Ma la gran macchina è lanciatissima e chissà se qualcuno vorrà fermarla. Del resto è in moto da tempo, almeno da quattro anni. E tutto parte da una cena all'Eliseo.
E' il 23 novembre 2010, a poche settimane dall'assegnazione dei Mondiali del 2022. Nicolas Sarkozy è ancora il presidente dei francesi. Parte un invito a cena per due ospiti di riguardo: Michel Platini, presidente Uefa, e lo sceicco Tamim bin Hamad al Thani, emiro del Qatar. E' una cena segretissima, al punto che il fatto trapelerà solo un paio d'anni dopo, rivelato da France Football. I contenuti delle chiacchiere tra i tre non saranno mai noti, ma notissime sono le conseguenze della cena in tema di questioni calcistiche. Poche settimane dopo, a sorpresa, la Fifa assegna i Mondiali del 2022 al Qatar, che batte la candidatura degli Usa, grazie al voto compatto dell'Uefa di Platini: notare che il Qatar ha una superficie di circa 11.000 km quadrati, poco più dell'Abruzzo, non ha impianti sportivi per ospitare un Mondiale, d'estate la temperatura sfiora i 45 gradi ed è impossibile giocare al calcio, infatti finirà che il Mondiale 2022 si dovrà disputare per forza in inverno, stravolgendo i calendari del calcio internazionale. Andiamo avanti. Un paio di mesi dopo la cena, l'emittente Al Jazeera, che ha sede in Qatar, acquista i diritti tv del campionato francese. Sei mesi e mezzo dopo la cena, la Qatar Sports Investments acquista per 70 milioni di euro il Psg, rilevandolo da Colony Capital, avviando una serie di investimenti massicci sul calciomercato e affidandone la guida a Leonardo, che per intraprendere la nuova avventura molla la panchina dell'Inter. Qualche tempo dopo Laurent Platini, figlio di Michel, avvocato, viene assunto dalla Qatar Sports Investments. Michel Platini, richiesto di un commento sulla famosa cena con Sarkozy e l'emiro, tenta un dribbling dei suoi, ma gli riuscivano meglio in campo: "Fui invitato a cena da Sarkozy, ma non sapevo che avrei trovato l'emiro del Qatar. Comunque vi giuro con la mano sul cuore che Sarkozy non mi chiese il voto per il Qatar, anche se capii che a lui la cosa interessava molto".
Non una bella storia, ecco. Soprattutto per quello che ora rappresenta il Paris Saint Germain nel panorama europeo: una fantastica anomalia che punta a conquistare la Champions e che sta immettendo fiumi di denaro sul club parigino anche in barba al Fair Play Finanziario, il corpus di severissime regole sui bilanci che proprio Platini ha imposto all'Uefa. Il Psg in questi tre anni ha speso oltre 300 milioni di sole campagne acquisti. Il budget di spesa per la stagione in corso è di 488, diconsi quattrocentottantotto, milioni di euro, mentre un anno fa furono 430. E dato che per il Ffp le spese non possono superare gli introiti, ecco che il Psg immette denaro fresco nelle sue casse ma prelevandolo, è il sospettone, dal suo stesso conto in banca. Perché l'ente del turismo qatariota che sponsorizza con 200 milioni il Psg non è esattamente uno sconosciuto per i proprietari del club, e non lo è nemmeno la compagnia telefonica Ooredoo, il principale provider del Qatar, che sgancerà 75 milioni nei prossimi anni. Insomma, il conflitto di interessi sembra solare e spetta solo all'Uefa sancirlo, ma chissà in quali termini. Anzi, sarà interessantissimo seguire gli sviluppi della vicenda. Nel frattempo si apprende che Nicolas Sarkozy, dovesse fallire la corsa all'Eliseo per il 2017, sarebbe candidato a diventare presidente onorario del Paris Saint Germain, senza contare i cospicui interventi negli ultimi anni dei fondi di investimento qatarioti in numerose aziende francesi in difficoltà, compreso il gruppo Lagardère. E intanto il Qatar sta continuando la sua campagna acquisti in giro per l'Europa: non è stata forse la Qatar Airways a sponsorizzare per la prima volta nella storia la maglia del Barcellona, l'unico club che si era sempre fieramente rifiutato di marchiarsi, versando 150 milioni per 5 anni? Alle spalle c'è evidentemente un progetto di conquista, i qatarioti vogliono comprare il calcio e vogliono farlo subito, senza troppe mediazioni, senza attendere. Gli arabi alle porte dell'Europa, e sono già entrati a Parigi. Per questo Psg-Chelsea, quarto di finale della Champions 2013-2014, è anche un crocevia della storia contemporanea. Il Chelsea può arginare la marea, respingere l'offensiva. Josè Mourinho come Carlo Martello a Poitiers, come Giovanni d'Austria a Lepanto, come Jan Sobieski a Vienna: quelli che fermarono gli arabi. Forse.
E' il 23 novembre 2010, a poche settimane dall'assegnazione dei Mondiali del 2022. Nicolas Sarkozy è ancora il presidente dei francesi. Parte un invito a cena per due ospiti di riguardo: Michel Platini, presidente Uefa, e lo sceicco Tamim bin Hamad al Thani, emiro del Qatar. E' una cena segretissima, al punto che il fatto trapelerà solo un paio d'anni dopo, rivelato da France Football. I contenuti delle chiacchiere tra i tre non saranno mai noti, ma notissime sono le conseguenze della cena in tema di questioni calcistiche. Poche settimane dopo, a sorpresa, la Fifa assegna i Mondiali del 2022 al Qatar, che batte la candidatura degli Usa, grazie al voto compatto dell'Uefa di Platini: notare che il Qatar ha una superficie di circa 11.000 km quadrati, poco più dell'Abruzzo, non ha impianti sportivi per ospitare un Mondiale, d'estate la temperatura sfiora i 45 gradi ed è impossibile giocare al calcio, infatti finirà che il Mondiale 2022 si dovrà disputare per forza in inverno, stravolgendo i calendari del calcio internazionale. Andiamo avanti. Un paio di mesi dopo la cena, l'emittente Al Jazeera, che ha sede in Qatar, acquista i diritti tv del campionato francese. Sei mesi e mezzo dopo la cena, la Qatar Sports Investments acquista per 70 milioni di euro il Psg, rilevandolo da Colony Capital, avviando una serie di investimenti massicci sul calciomercato e affidandone la guida a Leonardo, che per intraprendere la nuova avventura molla la panchina dell'Inter. Qualche tempo dopo Laurent Platini, figlio di Michel, avvocato, viene assunto dalla Qatar Sports Investments. Michel Platini, richiesto di un commento sulla famosa cena con Sarkozy e l'emiro, tenta un dribbling dei suoi, ma gli riuscivano meglio in campo: "Fui invitato a cena da Sarkozy, ma non sapevo che avrei trovato l'emiro del Qatar. Comunque vi giuro con la mano sul cuore che Sarkozy non mi chiese il voto per il Qatar, anche se capii che a lui la cosa interessava molto".
Non una bella storia, ecco. Soprattutto per quello che ora rappresenta il Paris Saint Germain nel panorama europeo: una fantastica anomalia che punta a conquistare la Champions e che sta immettendo fiumi di denaro sul club parigino anche in barba al Fair Play Finanziario, il corpus di severissime regole sui bilanci che proprio Platini ha imposto all'Uefa. Il Psg in questi tre anni ha speso oltre 300 milioni di sole campagne acquisti. Il budget di spesa per la stagione in corso è di 488, diconsi quattrocentottantotto, milioni di euro, mentre un anno fa furono 430. E dato che per il Ffp le spese non possono superare gli introiti, ecco che il Psg immette denaro fresco nelle sue casse ma prelevandolo, è il sospettone, dal suo stesso conto in banca. Perché l'ente del turismo qatariota che sponsorizza con 200 milioni il Psg non è esattamente uno sconosciuto per i proprietari del club, e non lo è nemmeno la compagnia telefonica Ooredoo, il principale provider del Qatar, che sgancerà 75 milioni nei prossimi anni. Insomma, il conflitto di interessi sembra solare e spetta solo all'Uefa sancirlo, ma chissà in quali termini. Anzi, sarà interessantissimo seguire gli sviluppi della vicenda. Nel frattempo si apprende che Nicolas Sarkozy, dovesse fallire la corsa all'Eliseo per il 2017, sarebbe candidato a diventare presidente onorario del Paris Saint Germain, senza contare i cospicui interventi negli ultimi anni dei fondi di investimento qatarioti in numerose aziende francesi in difficoltà, compreso il gruppo Lagardère. E intanto il Qatar sta continuando la sua campagna acquisti in giro per l'Europa: non è stata forse la Qatar Airways a sponsorizzare per la prima volta nella storia la maglia del Barcellona, l'unico club che si era sempre fieramente rifiutato di marchiarsi, versando 150 milioni per 5 anni? Alle spalle c'è evidentemente un progetto di conquista, i qatarioti vogliono comprare il calcio e vogliono farlo subito, senza troppe mediazioni, senza attendere. Gli arabi alle porte dell'Europa, e sono già entrati a Parigi. Per questo Psg-Chelsea, quarto di finale della Champions 2013-2014, è anche un crocevia della storia contemporanea. Il Chelsea può arginare la marea, respingere l'offensiva. Josè Mourinho come Carlo Martello a Poitiers, come Giovanni d'Austria a Lepanto, come Jan Sobieski a Vienna: quelli che fermarono gli arabi. Forse.