MADRID - È tranquillo Gerardo Martino. Oggi non è il momento di parlare del suo futuro come allenatore del Barcellona; nemmeno degli infortuni di Valdes o Piqué; nemmeno del pestone di Busquets ai danni di Pepe nel Clasico; e meno che meno della sanzione affibbiata dalla FIFA alla squadra catalana. Oggi si parla di calcio nella sala stampa del Vicente Calderon. Si parla di quattro pareggi, quelli raccolti da Atletico e Barcellona nelle quattro sfide di questa stagione; si parla di come spezzare questo incantesimo.
SEGNARE PER PRIMI - "I quattro pareggi che abbiamo fatto finora, - spiega l'allenatore argentino - nascono dal fatto che le due squadre si conoscono molto bene. Entrambe le squadre sanno fare molto bene il loro gioco, con due stili totalmente diversi, però sanno come stare in campo. L'unica cosa che mi piacerebbe che per una volta accadesse, - aggiunge Martino - è che fossimo noi, per una volta, a segnare il primo gol, cosa che nelle quattro sfide di questa stagione non siamo mai riusciti a fare. Forse, se domani dovesse succedere, se dovessimo segnare prima noi, la partita potrebbe avere uno sviluppo diverso da quelle che abbiamo visto finora".
DIEGO COSTA - Diego Costa, che non si è allenato nemmeno nel pomeriggio a Majadahonda, pare proprio che non sarà della partita. "Diego è uno di quei giocatori che noi allenatori aspettiamo fino all'ultimo - ammette Martino - Come Messi è in grado di cambiare una partita da solo, e sono convinto che solo domani prima di scendere in campo sapremo se gioca oppure no". Al di là dello scetticismo del Tata, è molto difficile che Diego Costa parta nell'undici titolare. Già le parole di Simeone parevano confermarlo, il non essersi allenato regolarmente nell'ultima sessione pre partita, pare togliere ogni ragionevole dubbio.
IL DIGIUNO DI MESSI - Lionel Messi importante come Diego Costa. Lo stesso Diego Simeone ha detto che "Diego Costa è il nostro Messi, il nostro Cristiano Ronaldo", ma non è preoccupante che "La Pulce" non faccia gol ai Colchoneros ormai da cinque partite? "Messi è un fuoriclasse che può risolvere qualsisi incontro - argomenta l'allenatore del Barça - Non è importante da quanto tempo non segni a una determinata squadra. Come ogni goleador di razza prima o poi tornerà a farlo". Già, magari domani, come aveva già fatto nel febbraio 2012, prima volta che Messi e Simeone s'incrociavano.
"UN PO' PIU' BARÇA" - A chi chiede se forse il Barcellona che ha vinto il Clasico è diverso dal Barcellona che ha pareggiato contro l'Atletico martedì scorso, Martino risponde in maniera ironica: "A me non sembra che il Barcellona che ha giocato al Bernabeu sia molto diverso da quello che per nell'ultima mezz'ora di gioco ha affrontato l'Atletico in Champions. L'unica differenza - sorride l'argentino - è che a Madrid abbiamo vinto e a Barcellona abbiamo pareggiato. Forse per passare il turno domani dovremo essere un po' più Barça, o esserlo più a lungo nei 90 minuti, perché spero che la sfida non vada oltre - specifica Martino - Dover giocare 120 minuti sarebbe deleterio per noi e per l'Atletico". Certo, dopo la sfida stellare di domani c'è ancora tanta Liga, c'è una Copa del Rey da vincere: un sacco di occasioni in cui si potrà parlare solo di calcio giocato, e al Tata Martino va benissimo così.
SEGNARE PER PRIMI - "I quattro pareggi che abbiamo fatto finora, - spiega l'allenatore argentino - nascono dal fatto che le due squadre si conoscono molto bene. Entrambe le squadre sanno fare molto bene il loro gioco, con due stili totalmente diversi, però sanno come stare in campo. L'unica cosa che mi piacerebbe che per una volta accadesse, - aggiunge Martino - è che fossimo noi, per una volta, a segnare il primo gol, cosa che nelle quattro sfide di questa stagione non siamo mai riusciti a fare. Forse, se domani dovesse succedere, se dovessimo segnare prima noi, la partita potrebbe avere uno sviluppo diverso da quelle che abbiamo visto finora".
DIEGO COSTA - Diego Costa, che non si è allenato nemmeno nel pomeriggio a Majadahonda, pare proprio che non sarà della partita. "Diego è uno di quei giocatori che noi allenatori aspettiamo fino all'ultimo - ammette Martino - Come Messi è in grado di cambiare una partita da solo, e sono convinto che solo domani prima di scendere in campo sapremo se gioca oppure no". Al di là dello scetticismo del Tata, è molto difficile che Diego Costa parta nell'undici titolare. Già le parole di Simeone parevano confermarlo, il non essersi allenato regolarmente nell'ultima sessione pre partita, pare togliere ogni ragionevole dubbio.
IL DIGIUNO DI MESSI - Lionel Messi importante come Diego Costa. Lo stesso Diego Simeone ha detto che "Diego Costa è il nostro Messi, il nostro Cristiano Ronaldo", ma non è preoccupante che "La Pulce" non faccia gol ai Colchoneros ormai da cinque partite? "Messi è un fuoriclasse che può risolvere qualsisi incontro - argomenta l'allenatore del Barça - Non è importante da quanto tempo non segni a una determinata squadra. Come ogni goleador di razza prima o poi tornerà a farlo". Già, magari domani, come aveva già fatto nel febbraio 2012, prima volta che Messi e Simeone s'incrociavano.
"UN PO' PIU' BARÇA" - A chi chiede se forse il Barcellona che ha vinto il Clasico è diverso dal Barcellona che ha pareggiato contro l'Atletico martedì scorso, Martino risponde in maniera ironica: "A me non sembra che il Barcellona che ha giocato al Bernabeu sia molto diverso da quello che per nell'ultima mezz'ora di gioco ha affrontato l'Atletico in Champions. L'unica differenza - sorride l'argentino - è che a Madrid abbiamo vinto e a Barcellona abbiamo pareggiato. Forse per passare il turno domani dovremo essere un po' più Barça, o esserlo più a lungo nei 90 minuti, perché spero che la sfida non vada oltre - specifica Martino - Dover giocare 120 minuti sarebbe deleterio per noi e per l'Atletico". Certo, dopo la sfida stellare di domani c'è ancora tanta Liga, c'è una Copa del Rey da vincere: un sacco di occasioni in cui si potrà parlare solo di calcio giocato, e al Tata Martino va benissimo così.