MADRID - Sono passati quasi 50 anni dall'ultima volta che Atletico e Juventus si sono affrontati in casa dei madrileni, era il 19 maggio 1965, semifinale della Coppa delle Fiere edizione 64/65, si giocó nello Stadio Metropolitano, demolito pochi mesi dopo, e l'Atletico vinse per 3 a 1, vittoria poi ribaltata dalla Juventus nel doppio ritorno a Torino. Diego Simeone non era neppure nato. Ma solo pochi mesi da quando il "Cholo" e il suo Atletico hanno affrontato una squadra italiana al Calderon e il Milan di Seedorf ne uscí con le ossa rotte: 4-1 per gli spagnoli e fuori dalla Champions. Risultati di buon auspicio, ma che servono solo per gli annuari, perché se vuole continuare a sperare, anche se la matematica non l'ha ancora condannato, l'Atletico domani deve vincere.
ABITUATI ALLE FINALI - Ora a Madrid arriva l'imbattuta Juventus di Allegri che non ha ancora subito reti in partite ufficiali quest'anno, forse l'avversario più scomodo in questo momento per i Colchoneros, tanto che per la stampa di Madrid è vista come una finale, vista la necessità dell'Atletico di fare punti dopo la sconfitta contro L'Olympiacos, e lo ammette lo stesso allenatore argentino: "Sì la partita contro la Juventus è una finale, - spiega Simeone, - Ma come lo sarà la prossima partita di Liga contro il Valencia e quella successiva. Per noi sono tutte finali, per questo siamo abituati a giocare partite di questo tipo".
RISPETTO PER LA JUVE - "Rispetto molto la Juventus, - ha aggiunto l'allenatore dell'Atletico, - Ammiro il lavoro fatto dalla dirigenza che negli anni è sempre riuscita a creare squadre molto competitive. Alla Juve di quest'anno è difficile trovare difetti. In attacco sono forti, in difesa pure. Ci servirà una partita ad altissimo livello per poter dirigere l'incontro nella direzione che vogliamo noi".
PARTITA A VISO APERTO - La Juve di Allegri arriva a reti involate al Calderon, e il 4 a 0 rifilato al Siviglia sabato scorso dai Colchoneros potrebbe far pensare che i bianconeri si chiudano di fronte ai vice campioni d'Europa, ma Simeone non è d'accordo. "Non credo che la Juve giocherà chiudendosi dietro e cercando il contropiede, - spiega il "Cholo", - non è nelle caratteristiche della squadra e dei suoi giocatori. Sono convinto che pressioneranno alto, per aprire spazi a Tevez e Llorente. M'immagino che giocheranno cercando di stare il più ossibile vicino alla nostra area".
IL PERICOLO TEVEZ - Tra i giocatori della Juve Simeone troverà anche un compatriota, Carlos Tevez, capace di segnare già sei gol, tra campionato e CHampions, in questo inizio di stagione. "Tevez è un giocatore straordinario, fortissimo negli spazi stretti e che svaria molto su tutta la linea dell'attacco, - ammette l'allenatore argentino, - Dovremo cercare di aggredirlo e non dargli il tempo di pensare, evitare che gli arrivino palloni giocabili. Altrimenti è letale, lo conosco bene".
CERCI FORSE - Siemone non voluto svelare se Cerci, il giocatore più atteso dai giornalisti italiani presenti nella sala stampa Calderon, sarà in campo domani per affrontare i "vecchi cugini" della Juventus. "Non abbiamo ancora dato la lista dei convocati, - spiega, - Perciò non posso dire se sarà tra gli undici titolari. Ma è una possibilità, fa parte della rosa quindi certo che potrebbe giocare domani". E domani Simeone torna in panchina anche in Champions, visto l'effetto che ha avuto in Liga, forse la Juve dovrà fare attenzione anche a lui.
ABITUATI ALLE FINALI - Ora a Madrid arriva l'imbattuta Juventus di Allegri che non ha ancora subito reti in partite ufficiali quest'anno, forse l'avversario più scomodo in questo momento per i Colchoneros, tanto che per la stampa di Madrid è vista come una finale, vista la necessità dell'Atletico di fare punti dopo la sconfitta contro L'Olympiacos, e lo ammette lo stesso allenatore argentino: "Sì la partita contro la Juventus è una finale, - spiega Simeone, - Ma come lo sarà la prossima partita di Liga contro il Valencia e quella successiva. Per noi sono tutte finali, per questo siamo abituati a giocare partite di questo tipo".
RISPETTO PER LA JUVE - "Rispetto molto la Juventus, - ha aggiunto l'allenatore dell'Atletico, - Ammiro il lavoro fatto dalla dirigenza che negli anni è sempre riuscita a creare squadre molto competitive. Alla Juve di quest'anno è difficile trovare difetti. In attacco sono forti, in difesa pure. Ci servirà una partita ad altissimo livello per poter dirigere l'incontro nella direzione che vogliamo noi".
PARTITA A VISO APERTO - La Juve di Allegri arriva a reti involate al Calderon, e il 4 a 0 rifilato al Siviglia sabato scorso dai Colchoneros potrebbe far pensare che i bianconeri si chiudano di fronte ai vice campioni d'Europa, ma Simeone non è d'accordo. "Non credo che la Juve giocherà chiudendosi dietro e cercando il contropiede, - spiega il "Cholo", - non è nelle caratteristiche della squadra e dei suoi giocatori. Sono convinto che pressioneranno alto, per aprire spazi a Tevez e Llorente. M'immagino che giocheranno cercando di stare il più ossibile vicino alla nostra area".
IL PERICOLO TEVEZ - Tra i giocatori della Juve Simeone troverà anche un compatriota, Carlos Tevez, capace di segnare già sei gol, tra campionato e CHampions, in questo inizio di stagione. "Tevez è un giocatore straordinario, fortissimo negli spazi stretti e che svaria molto su tutta la linea dell'attacco, - ammette l'allenatore argentino, - Dovremo cercare di aggredirlo e non dargli il tempo di pensare, evitare che gli arrivino palloni giocabili. Altrimenti è letale, lo conosco bene".
CERCI FORSE - Siemone non voluto svelare se Cerci, il giocatore più atteso dai giornalisti italiani presenti nella sala stampa Calderon, sarà in campo domani per affrontare i "vecchi cugini" della Juventus. "Non abbiamo ancora dato la lista dei convocati, - spiega, - Perciò non posso dire se sarà tra gli undici titolari. Ma è una possibilità, fa parte della rosa quindi certo che potrebbe giocare domani". E domani Simeone torna in panchina anche in Champions, visto l'effetto che ha avuto in Liga, forse la Juve dovrà fare attenzione anche a lui.