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Champions, per Morata è quasi derby: "L'Atletico è forte, ma la Juventus è a Madrid per vincere"

Il giovane attaccante di scuola Real  torna nella capitale spagnola per affrontare i Colchoneros: "Sarà una bella e dura sfida". Poi spiega perché ha lasciato il Real: "C'erano cinque o sei giocatori prima di me". Caceres scalpita ma Ogbonna è in vantaggio, Pirlo cerca di recuperare per la Roma. Romulo operato d'ernia: 30 giorni di stop
di TIMOTHY ORMEZZANO

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TORINO - Dopo i proclami sulla Champions emessi nei giorni scorsi da Bonucci e Marchisio, al coro bianconero si è aggiunta oggi la voce di Alvaro Morata: "Sarà molto difficile, sappiamo che l'Atletico è una delle squadre più forti in Europa, ma andiamo al Vicente Calderon con l'intenzione di vincere", promette l'attaccante spagnolo. Per lui è quasi un derby, come per l'ex granata Cerci che sembra però destinato a vedere la partita dalla tribuna perché, a detta del "Cholo" Simeone, ancora in ritardo di condizione. Morata non ha mai segnato ai Colchoneros, ma l'anno scorso ha fatto parte, sia pure da attore non protagonista, di quel Real Madrid che ha vinto su di loro la finale della Champions League.

Alla vigilia della partitissima in casa dei vicecampioni d'Europa, vero e proprio esame di maturità internazionale, la Juve di Allegri si è allenata a Vinovo e nel primo pomeriggio è partita alla volta della capitale spagnola. Sull'aereo non è salito Romulo, che in mattinata si è sottoposto ad un intervento chirurgico per ernia da sport bilaterale: il tempo di recupero agonistico per l'italobrasiliano è previsto in trenta giorni. Assenti anche Marrone, Barzagli e Pirlo, che questa mattina si sono limitati a un lavoro differenziato. Il regista bresciano corre contro il tempo per disputare uno spezzone del big match di domenica allo Stadium contro la Roma.

Il 3-5-2 della Juventus sembra fatto, sulla falsariga della formazione che sabato ha schiantato l'Atalanta. Restano soltanto due dubbi da risolvere. In difesa il recuperato Caceres contende al favorito Ogbonna il posto al fianco di Bonucci e Chiellini. L'altro ballottaggio è a sinistra, con Asamoah, reduce da due turni di riposo, che sembra in vantaggio rispetto ad Evra, mentre a destra Allegri punterà ancora una volta sull'ottima forma di Lichtsteiner. Nessun dubbio in mezzo al campo, dove agirà il trio Vidal-Marchisio-Pogba, mentre l'attacco verrà affidato con ogni probabilità al solito tandem formato da Tevez e Llorente, quest'ultimo candidato a fare nuovamente staffetta con il connazionale Morata.

"Il Real Madrid aveva cinque o sei soluzioni (in attacco; ndr) prima di me - prosegue il 21enne spagnolo, intervistato da Radio Onda Cero -. Io sono molto grato alle merengues ma volevo sentirmi importante". Sulle tracce di Morata non c'era solo la Juve, ma lui non ha avuto dubbi: "Avevo diverse alternative, anche in Spagna c'erano molte società interessate a me. Ma la Juve è stata la prima squadra a contattarmi, in un periodo in cui non stavo andando bene, e questa cosa mi è rimasta dentro. Quando ha bussato alla mia porta, non ho esitato. Sapevo di arrivare in uno dei più grandi club d'Europa e nel miglior club d'Italia. Qui sono felice e, grazie all'allenatore, sto imparando molto sotto l'aspetto fisico e tattico".

Morata torna sul suo primo periodo in bianconero, pronti via e subito una lesione di secondo grado al collaterale mediale sinistro lo costringe a fermarsi per una quarantina di giorni: "E' stata un'estate difficile per me, ma ora è tutto passato". Fondamentale, in questo senso, l'aiuto dell'altro spagnolo dello spogliatoio juventino: "Con Fernando Llorente ho avuto la più grande fortuna del mondo perché, oltre ad essere un ottimo giocatore, mi aiuta in ogni cosa". Dal bel presente bianconero al possibile futuro con le Furie Rosse: "In campionato stiamo andando benissimo, non abbiamo incassato neanche un gol, siamo carichi e pronti per la Champions - conclude Morata -. La Nazionale? In questo momento penso che il mio posto sia ancora in Under 21, ma una chiamata della rappresentativa maggiore sarebbe per me un sogno che si avvera".
 
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