TORINO - Massimiliano Allegri ci crede: "Siamo in un buon momento fisico e mentale, abbiamo tutte le carte in regola per battere il Malmoe". Sembra banale e lo è, ma questa Juve si è accesa di speranze europee come un fiammifero svedese. La squadra è volata a Malmoe con l'obiettivo di trovare una vittoria esterna che in Champions League le manca da tanto, da troppo, più precisamente da 23 lunghi mesi, in casa del Celtic Glasgow (0-3, 12 febbraio 2013). Nelle ultime sei trasferte europee, la Juve è incappata in cinque sconfitte. Allegri gioca in difesa dei suoi: "A Madrid e Atene abbiamo perso in modo immeritato. Con l'Atletico abbiamo giocato con grande personalità e con l'Olympiacos abbiamo sprecato tantissime occasioni. Ma domani sarà un'altra storia. La Juve dovrà essere veloce e sveglia a capire l'andamento della partita. Non sarà facile, perché a questo punto del girone tutte e quattro le squadre sono in lizza per qualificarsi".
TEVEZ: "COL NUOVO MODULO SONO PIÙ LIBERO DI SVARIARE" - Domani sera, allo SwedBank Stadium, servono tre punti per ipotecare l'accesso agli ottavi di finale e avvicinarsi al traguardo stabilito dal presidente Agnelli e dal tecnico Allegri: riportare la Signora nel G8 del calcio europeo. Anche Carlitos Tevez vuole rinfrescare le sue statistiche internazionali: già decisivo all'andata, quando impallinò gli svedesi con una doppietta, l'argentino cerca infatti quel gol che non segna in una traferta di Champions da 2.470 giorni, e cioè da Lione-Manchester United 1-1 del 20 febbraio 2008. Allegri è fiducioso: "Domani credo che Carlitos segnerà, proprio come aveva fatto all'andata". L'Apache sorride e ricambia la cortesia: "Il 4-3-1-2 mi dà più libertà di giocare dove preferisco. Posso agire da punta centrale oppure più arretrato".
VIDAL CERCA IL RISCATTO - Ma c'è anche un altro giocatore alla ricerca di qualcosa: parliamo di Arturo Vidal, che insegue sì il suo primo centro internazionale stagionale, ma che soprattutto è alla ricerca, per non dire alla caccia, del vero se stesso, dopo un avvio di stagione con il freno a mano tirato. Il cileno è la copia sbiadita del fenomeno che negli ultimi anni ha trainato la Juve verso la conquista di tre scudetti consecutivi. Per cominciare Vidal deve ritrovare quella maglia da titolare che gli manca da tre settimane, ovvero dall'ultima uscita in Champions League contro l'Olympiacos, quando sulla sirena del match sbagliò il rigore del possibile 4-2. Le insidie maggiori gli arrivano da Pereyra, segnalato in ottima forma. Re Arturo è comunque favorito per giocare tra le linee, alle spalle di Tevez e Llorente, quest'ultimo in vantaggio su un Morata che prenota una maglia da titolare domenica contro il Torino.
EVRA PUNTA IL DERBY, AVANTI CON PADOIN - Il resto dell'undici è fatto: davanti a Buffon lo stakanovista Bonucci (con SuperGigi, l'unico bianconero sin qui sempre presente nelle prime 16 uscite stagionali) e Chiellini, in corsia Lichtsteiner e Padoin, in regia Pirlo scortato da Marchisio e Pogba. Oltre a Evra, che domani verrà risparmiato in vista del derby di domenica (quando Padoin sarà squalificato), tra i 22 convocati torna anche Ogbonna. Per rivedere Caceres e Marrone bisognerà attendere la prossima settimana, mentre è ancora avvolto dal dubbio il rientro di Asamoah, infastidito da un'infiammazione al ginocchio.
FANTASMI DA ESORCIZZARE - Altro fantasma da esorcizzare è quello di Istanbul. Domani la Juve ritroverà l'arbitro portoghese Pedro Proença, lo stesso del ko dell'anno scorso in casa del Galatasaray che costò ai bianconeri l'eliminazione ai gironi di Champions. E, come se non bastasse, dovrà giocare su un campo pesante, per certi versi simile al rettangolo impantanato della Turk Telekom Arena, nonché ristretto alle misure minime previste dal regolamento: "Dobbiamo adattarci alle condizioni del prato e provare a vincere nei 95 minuti che avremo a disposizione", sintetizza Allegri. "Il terreno di gioco non sarà ideale per entrambe le squadre", taglia corto Tevez.
IL MALMOE NON HA PAURA: "ORA IL FATTORE CAMPO GIOCA CON NOI" - E il Malmoe? Non gioca una partita ufficiale dal 9 novembre, quando il campionato svedese ha chiuso i battenti, ma non ha nesuna intenzione di fare la parte della vittima sacrificale: "La Juve potrebbe avere più ritmo, ma noi ci siamo allenati e non siamo preoccupati - dice l'allenatore Age Hareide -. Non partiamo assolutamente battuti. Quanto a Tevez, non abbiamo previsto nessuna marcatura speciale. Non vogliamo snaturare il nostro gioco. Siamo in casa e giocheremo come sappiamo". Anche l'attaccante Magnus Eriksson punta molto sul fattore-campo garantito da uno SwedBank Stadium tutto esaurito (27.500 spettatori) e mostra i muscoli per spaventare la Signora: "Domani sera avremo i tifosi al nostro fianco, la Juve capirà cosa significa: sarà molto diverso da Torino. Siamo assai fiduciosi, nel nostro stadio ci sentiamo più forti, i bianconeri non ci spaventano".
TEVEZ: "COL NUOVO MODULO SONO PIÙ LIBERO DI SVARIARE" - Domani sera, allo SwedBank Stadium, servono tre punti per ipotecare l'accesso agli ottavi di finale e avvicinarsi al traguardo stabilito dal presidente Agnelli e dal tecnico Allegri: riportare la Signora nel G8 del calcio europeo. Anche Carlitos Tevez vuole rinfrescare le sue statistiche internazionali: già decisivo all'andata, quando impallinò gli svedesi con una doppietta, l'argentino cerca infatti quel gol che non segna in una traferta di Champions da 2.470 giorni, e cioè da Lione-Manchester United 1-1 del 20 febbraio 2008. Allegri è fiducioso: "Domani credo che Carlitos segnerà, proprio come aveva fatto all'andata". L'Apache sorride e ricambia la cortesia: "Il 4-3-1-2 mi dà più libertà di giocare dove preferisco. Posso agire da punta centrale oppure più arretrato".
VIDAL CERCA IL RISCATTO - Ma c'è anche un altro giocatore alla ricerca di qualcosa: parliamo di Arturo Vidal, che insegue sì il suo primo centro internazionale stagionale, ma che soprattutto è alla ricerca, per non dire alla caccia, del vero se stesso, dopo un avvio di stagione con il freno a mano tirato. Il cileno è la copia sbiadita del fenomeno che negli ultimi anni ha trainato la Juve verso la conquista di tre scudetti consecutivi. Per cominciare Vidal deve ritrovare quella maglia da titolare che gli manca da tre settimane, ovvero dall'ultima uscita in Champions League contro l'Olympiacos, quando sulla sirena del match sbagliò il rigore del possibile 4-2. Le insidie maggiori gli arrivano da Pereyra, segnalato in ottima forma. Re Arturo è comunque favorito per giocare tra le linee, alle spalle di Tevez e Llorente, quest'ultimo in vantaggio su un Morata che prenota una maglia da titolare domenica contro il Torino.
EVRA PUNTA IL DERBY, AVANTI CON PADOIN - Il resto dell'undici è fatto: davanti a Buffon lo stakanovista Bonucci (con SuperGigi, l'unico bianconero sin qui sempre presente nelle prime 16 uscite stagionali) e Chiellini, in corsia Lichtsteiner e Padoin, in regia Pirlo scortato da Marchisio e Pogba. Oltre a Evra, che domani verrà risparmiato in vista del derby di domenica (quando Padoin sarà squalificato), tra i 22 convocati torna anche Ogbonna. Per rivedere Caceres e Marrone bisognerà attendere la prossima settimana, mentre è ancora avvolto dal dubbio il rientro di Asamoah, infastidito da un'infiammazione al ginocchio.
FANTASMI DA ESORCIZZARE - Altro fantasma da esorcizzare è quello di Istanbul. Domani la Juve ritroverà l'arbitro portoghese Pedro Proença, lo stesso del ko dell'anno scorso in casa del Galatasaray che costò ai bianconeri l'eliminazione ai gironi di Champions. E, come se non bastasse, dovrà giocare su un campo pesante, per certi versi simile al rettangolo impantanato della Turk Telekom Arena, nonché ristretto alle misure minime previste dal regolamento: "Dobbiamo adattarci alle condizioni del prato e provare a vincere nei 95 minuti che avremo a disposizione", sintetizza Allegri. "Il terreno di gioco non sarà ideale per entrambe le squadre", taglia corto Tevez.
IL MALMOE NON HA PAURA: "ORA IL FATTORE CAMPO GIOCA CON NOI" - E il Malmoe? Non gioca una partita ufficiale dal 9 novembre, quando il campionato svedese ha chiuso i battenti, ma non ha nesuna intenzione di fare la parte della vittima sacrificale: "La Juve potrebbe avere più ritmo, ma noi ci siamo allenati e non siamo preoccupati - dice l'allenatore Age Hareide -. Non partiamo assolutamente battuti. Quanto a Tevez, non abbiamo previsto nessuna marcatura speciale. Non vogliamo snaturare il nostro gioco. Siamo in casa e giocheremo come sappiamo". Anche l'attaccante Magnus Eriksson punta molto sul fattore-campo garantito da uno SwedBank Stadium tutto esaurito (27.500 spettatori) e mostra i muscoli per spaventare la Signora: "Domani sera avremo i tifosi al nostro fianco, la Juve capirà cosa significa: sarà molto diverso da Torino. Siamo assai fiduciosi, nel nostro stadio ci sentiamo più forti, i bianconeri non ci spaventano".