Champions, Real; Ancelotti: "Noi o l'Atletico? Per ora dico 50 e 50". Simeone: "In gare così budget conta meno"
di GIORGIO BARATTOVigilia della stracittadina europea, che si giocherà in casa dei colchoneros. I blancos non vincono contro i cugini dalla finale di Lisbona; al Calderon in tre partite, tra campionato e coppe, tre sconfitte. Il tecnico emiliano minimizza: "Il nostro obiettivo è passare il turno, bastano anche due pareggi". Replica il Cholo: "Meglio vincere subito"
MADRID - Quella di domani sera sarà la settima sfida tra Atletico e Real Madrid dopo la finale Champions di Lisbona dello scorso maggio, che diede ad Ancelotti e al Real la "decima" Coppa dei Campioni. Una vittoria, arrivata nei tempi supplementari, che è stata anche l'ultima del Real contro l'Atletico di Simeone. Da allora contro i Colchoneros 4 sconfitte e 2 pareggi, ma soprattutto 3 sconfitte consecutive giocando in casa dei cugini, e l'andata dei quarti di finale di Champions si gioca proprio al Calderon. "Noi scenderemo in campo per vincere, - spiega Carlo Ancelotti ai cronisti presenti in sala stampa, - ma non dimentichiamoci che si può passare il turno anche facendo due pareggi, è semplice matematica. Non siamo ossessionati dall'Atletico, non sentiamo la vittoria come un peso. Il nostro obiettivo non è vincere contro di loro, ma passare il turno per continuare a sognare di poter vincere l'undicesima Champions…
MADRID - Quella di domani sera sarà la settima sfida tra Atletico e Real Madrid dopo la finale Champions di Lisbona dello scorso maggio, che diede ad Ancelotti e al Real la "decima" Coppa dei Campioni. Una vittoria, arrivata nei tempi supplementari, che è stata anche l'ultima del Real contro l'Atletico di Simeone. Da allora contro i Colchoneros 4 sconfitte e 2 pareggi, ma soprattutto 3 sconfitte consecutive giocando in casa dei cugini, e l'andata dei quarti di finale di Champions si gioca proprio al Calderon. "Noi scenderemo in campo per vincere, - spiega Carlo Ancelotti ai cronisti presenti in sala stampa, - ma non dimentichiamoci che si può passare il turno anche facendo due pareggi, è semplice matematica. Non siamo ossessionati dall'Atletico, non sentiamo la vittoria come un peso. Il nostro obiettivo non è vincere contro di loro, ma passare il turno per continuare a sognare di poter vincere l'undicesima Champions".
STESSE POSSIBILITÀ - La cabala sembrerebbe giocare a favore del sogno di Ancelotti, perché le uniche due volte che il Real ha affrontato l'Atletico in Champions (la prima nel 1959 a le seconda l'anno scorso) alla fine ha sempre vinto la Coppa, ma prima bisogna passare il turno. "In questo momento le possibilità sono le stesse per entrambe le squadre, - ammette il tecnico del Real, - Ci conosciamo bene, ci siamo affrontati tante volte, ma ogni partita fa storia a sé. In questo tipo di sfide solitamente ha la meglio chi tira fuori il coraggio e la personalità, e la mia squadra ne ha da vendere".
RISPETTO RECIPROCO - Ancelotti e Simeone si sono affrontati, seduti sulle panchine di Real e Atletico, già undici volte e in pochi si aspettano cambiamenti drastici nello stile di gioco delle due squadre. "Per me è un onore affrontare ancora una volta un grande allenatore come Diego, - ammette Ancelotti, - Un onore e un problema perché rispettiamo molto l'Atletico. Non saranno due partite facili, ma credo che nessuna delle due squadre rinuncerà al proprio stile di gioco". Ancelotti per la partita di andata avrà a disposizione l'intera rosa, anche Gareth Bale, che sabato si era fermato per un risentimento muscolare, sarà disponibile.
AL CINEMA - Per Ancelotti non poteva mancare la solita domanda relativa al suo futuro prossimo: "Non credo che dipenda dal risultato di domani o di questo doppio confronto con l'Atletico, - risponde l'allenatore di Reggiolo, - Dipenderà da come verrà valutata la mia intera stagione, non una sola partita". E la stagione di Ancelotti passa anche per la rincorsa sul Barcellona per la vittoria finale in Liga. Sabato il Barça ha ridotto il vantaggio nei confronti del Real a solo due punti, forse non se lo aspettava nemmeno Carlo perché a domanda risponde: "Non ho visto la partita del Barcellona perché ero al cinema a godermi un film".
CHAMPIONS E LIGA - Diego Simeone ci tiene a sottolineare che la doppia sfida contro il Real a poco a che fare con quel che sta succedendo in Liga. "In un campionato lungo, - spiega il "Cholo", - le squadre con un budget più alto alla fine fanno la differenza. In una qualificazione come questa le differenze tra le due squadre diminuiscono. Entrambe le squadre hanno pregi e difetti, caratteristiche diverse tra loro dettate principalmente dai giocatori della rosa, il Real avrà più qualità individuali ma domani partiamo alla pari."
L'ULTIMA FINALE - Così come il Real vuole dimenticare le ultime brutte figure fatte al Calderon, nell'Atletico la parola d'ordine è dimenticare Lisbona: "È normale che, guardando a quella partita, quello che rimane è sempre una finale persa, - analizza il tecnico dei Colchoneros, - Noi dobbiamo solo pensare alla partita di martedì, guardare indietro non serve a nulla." Gli riferiscono le parole di stima che ha avuto per lui Ancelotti. "Carlo lo ammiro prima di tutto come uomo, - ammette Simeone, - È uno dei migliori nel mondo del calcio e per me è un orgoglio doverlo affrontare." Se è vero che un quarto di finale si può superare anche con due pareggi, l'idea dell'allenatore dell'Atletico è semplice: "A me sembra sempre meglio vincere piuttosto che pareggiare."
STESSE POSSIBILITÀ - La cabala sembrerebbe giocare a favore del sogno di Ancelotti, perché le uniche due volte che il Real ha affrontato l'Atletico in Champions (la prima nel 1959 a le seconda l'anno scorso) alla fine ha sempre vinto la Coppa, ma prima bisogna passare il turno. "In questo momento le possibilità sono le stesse per entrambe le squadre, - ammette il tecnico del Real, - Ci conosciamo bene, ci siamo affrontati tante volte, ma ogni partita fa storia a sé. In questo tipo di sfide solitamente ha la meglio chi tira fuori il coraggio e la personalità, e la mia squadra ne ha da vendere".
RISPETTO RECIPROCO - Ancelotti e Simeone si sono affrontati, seduti sulle panchine di Real e Atletico, già undici volte e in pochi si aspettano cambiamenti drastici nello stile di gioco delle due squadre. "Per me è un onore affrontare ancora una volta un grande allenatore come Diego, - ammette Ancelotti, - Un onore e un problema perché rispettiamo molto l'Atletico. Non saranno due partite facili, ma credo che nessuna delle due squadre rinuncerà al proprio stile di gioco". Ancelotti per la partita di andata avrà a disposizione l'intera rosa, anche Gareth Bale, che sabato si era fermato per un risentimento muscolare, sarà disponibile.
AL CINEMA - Per Ancelotti non poteva mancare la solita domanda relativa al suo futuro prossimo: "Non credo che dipenda dal risultato di domani o di questo doppio confronto con l'Atletico, - risponde l'allenatore di Reggiolo, - Dipenderà da come verrà valutata la mia intera stagione, non una sola partita". E la stagione di Ancelotti passa anche per la rincorsa sul Barcellona per la vittoria finale in Liga. Sabato il Barça ha ridotto il vantaggio nei confronti del Real a solo due punti, forse non se lo aspettava nemmeno Carlo perché a domanda risponde: "Non ho visto la partita del Barcellona perché ero al cinema a godermi un film".
CHAMPIONS E LIGA - Diego Simeone ci tiene a sottolineare che la doppia sfida contro il Real a poco a che fare con quel che sta succedendo in Liga. "In un campionato lungo, - spiega il "Cholo", - le squadre con un budget più alto alla fine fanno la differenza. In una qualificazione come questa le differenze tra le due squadre diminuiscono. Entrambe le squadre hanno pregi e difetti, caratteristiche diverse tra loro dettate principalmente dai giocatori della rosa, il Real avrà più qualità individuali ma domani partiamo alla pari."
L'ULTIMA FINALE - Così come il Real vuole dimenticare le ultime brutte figure fatte al Calderon, nell'Atletico la parola d'ordine è dimenticare Lisbona: "È normale che, guardando a quella partita, quello che rimane è sempre una finale persa, - analizza il tecnico dei Colchoneros, - Noi dobbiamo solo pensare alla partita di martedì, guardare indietro non serve a nulla." Gli riferiscono le parole di stima che ha avuto per lui Ancelotti. "Carlo lo ammiro prima di tutto come uomo, - ammette Simeone, - È uno dei migliori nel mondo del calcio e per me è un orgoglio doverlo affrontare." Se è vero che un quarto di finale si può superare anche con due pareggi, l'idea dell'allenatore dell'Atletico è semplice: "A me sembra sempre meglio vincere piuttosto che pareggiare."