TORINO - Mancano poche ore a Juve-Monaco, andata dei quarti di Champions League di scena questa sera (ore 20.45) in uno Stadium ovviamente tutto esaurito, compreso il settore riservato ai 2.099 ospiti. La posta in palio è molto alta: i bianconeri vogliono ipotecare l'accesso a quelle semifinali europee che non frequentano dal lontano 2003. Per compiere l'impresa (e per superare il suo predecessore Conte che nel 2013 si fermò ai quarti di Champions contro un altro Monaco, il Bayern), Allegri si affiderà ai suoi titolarissimi, incasellati nel 4-3-1-2. La spina dorsale sarà composta dal trio Buffon-Pirlo-Tevez, assenti in occasione del clamoroso scivolone di sabato a Parma.
Chi si rivede. Il portiere torna dopo due turni, così come Tevez, che cerca la sua settima meraviglia internazionale dopo i gol rifilati a Malmoe (3) e Borussia Dortmund (3). Ma il più atteso è sicuramente Pirlo, che ha vinto il ballottaggio con l'altro Andrea (Barzagli) e si prepara al rientro dopo 49 lunghi giorni: ultima apparizione nella gara di andata contro il Borussia Dortmund. Per il resto, la formazione non ha segreti. Il miglior undici possibile, al netto dell'assenza di Pogba: Bonucci e Chiellini al centro della difesa, Lichtsteiner ed Evra in corsia, Marchisio e Vidal interni, Pereyra tra le linee e Morata a completare l'attacco. Dall'altra parte, il 4-2-3-1 all'italiana di Jardim, tutto difesa e contropiede: Subasic tra i pali protetto da Carvalho (o Raggi) e Abdennour, con Fabinho (o Wallace) e Kurzawa sulle fasce, Toulalan e Kondogbia a fare diga e il trio composto da Dirar, Moutinho e Ferreira-Carrasco alle spalle di Martial.
Con il passare delle ore cresce inevitabilmente l'attesa, ingannata dallo stato maggiore dei due club con un pranzo ufficiale presso il ristorante Del Cambio di Torino: e chissà che tra una portata e l'altra la Juve non abbia preso nuove informazioni sul colombiano Falcao, gioiello prestato dal Monaco al Manchester United. Una parte dei soldi per finanziare l'operazione potrebbero arrivare proprio dalla Champions: l'accesso alle semifinali vale circa 10 milioni, tra premio Uefa (4,9) e ricavi da botteghino (3) e market pool (1,6).
Eppure l'atmosfera dentro e intorno al club bianconero sembra un po' meno elettrica e solenne rispetto alla vigilia della sfida con il Borussia Dortmund. E dire che l'incrocio con i monegaschi di Jardim è una sorta di riedizione della semifinale Champions del 1997-98, decisa già all'andata, al vecchio Delle Alpi, da una tripletta di Del Piero e da un gol di Terezegue (4-1 a Torino, 3-2 nel Principato). Ieri Allegri ha zavorrato i facili entusiasmi di chi crede che la storia possa agevolmente ripetere se stessa: "Per passare il turno serviranno due buone prove: difficilmente la qualificazione si risolverà all'andata. Ci attende una sfida più complicata di quella con i tedeschi", ha avvertito il tecnico, chiedendo ai suoi massima "pazienza, umiltà e intelligenza". La cabala sorride ai bianconeri (nei dieci precedenti scontri con squadre francesi, la Signora non ha mai tradito), favoritissimi nelle quotazioni dei bookmakers: la vittoria dei padroni di casa è infatti quotata a 1,45, il pari a 4,00, mentre il colpaccio monegasco addirittura a 8,50. Ma dopo aver visto capitan Toulalan e compagni sbancare (3-1) contro ogni pronostico l'Emirates Stadium, casa Arsenal, la Juve fa molto bene a non fidarsi.
Chi si rivede. Il portiere torna dopo due turni, così come Tevez, che cerca la sua settima meraviglia internazionale dopo i gol rifilati a Malmoe (3) e Borussia Dortmund (3). Ma il più atteso è sicuramente Pirlo, che ha vinto il ballottaggio con l'altro Andrea (Barzagli) e si prepara al rientro dopo 49 lunghi giorni: ultima apparizione nella gara di andata contro il Borussia Dortmund. Per il resto, la formazione non ha segreti. Il miglior undici possibile, al netto dell'assenza di Pogba: Bonucci e Chiellini al centro della difesa, Lichtsteiner ed Evra in corsia, Marchisio e Vidal interni, Pereyra tra le linee e Morata a completare l'attacco. Dall'altra parte, il 4-2-3-1 all'italiana di Jardim, tutto difesa e contropiede: Subasic tra i pali protetto da Carvalho (o Raggi) e Abdennour, con Fabinho (o Wallace) e Kurzawa sulle fasce, Toulalan e Kondogbia a fare diga e il trio composto da Dirar, Moutinho e Ferreira-Carrasco alle spalle di Martial.
Con il passare delle ore cresce inevitabilmente l'attesa, ingannata dallo stato maggiore dei due club con un pranzo ufficiale presso il ristorante Del Cambio di Torino: e chissà che tra una portata e l'altra la Juve non abbia preso nuove informazioni sul colombiano Falcao, gioiello prestato dal Monaco al Manchester United. Una parte dei soldi per finanziare l'operazione potrebbero arrivare proprio dalla Champions: l'accesso alle semifinali vale circa 10 milioni, tra premio Uefa (4,9) e ricavi da botteghino (3) e market pool (1,6).
Eppure l'atmosfera dentro e intorno al club bianconero sembra un po' meno elettrica e solenne rispetto alla vigilia della sfida con il Borussia Dortmund. E dire che l'incrocio con i monegaschi di Jardim è una sorta di riedizione della semifinale Champions del 1997-98, decisa già all'andata, al vecchio Delle Alpi, da una tripletta di Del Piero e da un gol di Terezegue (4-1 a Torino, 3-2 nel Principato). Ieri Allegri ha zavorrato i facili entusiasmi di chi crede che la storia possa agevolmente ripetere se stessa: "Per passare il turno serviranno due buone prove: difficilmente la qualificazione si risolverà all'andata. Ci attende una sfida più complicata di quella con i tedeschi", ha avvertito il tecnico, chiedendo ai suoi massima "pazienza, umiltà e intelligenza". La cabala sorride ai bianconeri (nei dieci precedenti scontri con squadre francesi, la Signora non ha mai tradito), favoritissimi nelle quotazioni dei bookmakers: la vittoria dei padroni di casa è infatti quotata a 1,45, il pari a 4,00, mentre il colpaccio monegasco addirittura a 8,50. Ma dopo aver visto capitan Toulalan e compagni sbancare (3-1) contro ogni pronostico l'Emirates Stadium, casa Arsenal, la Juve fa molto bene a non fidarsi.