MADRID - All'ottavo tentativo stagionale, il più importante dell'anno, il Real riesce a battere i cugini dell'Atletico. Soffrendo e, come a Lisbona, quasi all'ultimo assalto. Ad aiutare le merengues a piegare la resistenza della compatta squadra di Simeone, l'arbitro Brych: migliore della prima parte di gara, abile fino a quando non soffre le simulazioni su entrambi i lati, il tedesco cade nell'equivoco decisivo a un quarto d'ora dalla fine, quando caccia per doppia ammonizione Arda Turan per un fallo fantasma su Sergi Ramos. Hernandez, il Chicharito, vede premiata la sua ostinazione: in fatto di impegno, di sicuro non fa rimpiangere Benzema.
Ancelotti (che a lungo dialoga con il quarto uomo e che voci di mercato danno in rotta di collisione con Florentin Perez) non ha Marcelo, Bale e soprattutto Modric. A centrocampo ne risente, ma non troppo, sebbene sia l'assenza del croato la più grave sotto l'aspetto della manovra. A sorpresa Simeone opta per l'esuberanza giovanile di Saul e conserva Gabi, il suo leader silenzioso. Gamez al posto di Siqueira dà più peso laterale alla fase difensiva.
Come prevedibile, il Real impone subito il suo palleggio. A sorpresa non è Pepe a giostrare davanti alla difesa a quattro di Ancelotti, bensì Sergi Ramos. Il regista è Kroos, ma il più attivo e incisivo è James. Dai piedi del colombiano partono i pochissimi brividi, i palloni che impegnano maggiormente la straordinaria organizzazione difensiva dell'equipe di Simeone. Umile e compatto, il gruppo biancorosso non lascia nulla al caso. Rischia di pagare lo scotto della inesperienza con il gioiellino della cantera Saul, a fine tempo, quando Carvajal scippa al diciottenne il pallone al limite dell'area e serve in profondità Ronaldo. Oblak che già all'andata ha ipnotizzato Bale, si ripete e respinge il piatto piazzato sul primo palo dal Pallone d'Oro.
Non è la prima volta nei primi 45' che Ronaldo ha la palla buona. In avvio sempre su tocco non preciso di Saul, il portoghese ha la palla al limite ma calcia fuori. E ancora su punizione impegna a terra Oblak, ma con un tiro che non ha troppa personalità. Dall'altra parte, l'Atletico riesce ad alzare la sua linea fino al limite dell'area delle merengues solo per una decina di minuti, creando alcune mischie aeree e tirando con Gamez, che anticipa la ripartenza di Ronaldo e si presenta al limite. Il diagonale non impensierisce Casillas.
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Nella ripresa Ancelotti ordina ai suoi di alzare il ritmo e chiede a Isco di non rimanere ai margini della gara come è accaduto nei primi 45'. Detto e fatto. Per 20' l'Atletico subisce maggiormente la pressione. Dopo 3' proprio Isco costruisce la migliore occasione del match e la confeziona per un Hernandez in off side. Giudicato in posizione regolare, il messicano spreca calciando fuori la sua girata ravvicinata. L'Atletico vede assaltato il fortino e soffre il gioco aereo, Varane svetta su un traversone e Oblak non si fa superare. Ancora lo sloveno, migliore dei suoi, blocca un'incornata ravvicinata di Seri Ramos. La migliore occasione ospite è per Mandzukic che riceve sulla testa un morbido assist di Arda Turan ma devia timidamente sotto misura. Simeone allora inserisce Raul Garcia e toglie (scontentissimo) l'alsaziano Griezmann. Deve alzare la contraerea. Il Real ha in Ronaldo un coprotagonista, il portoghese si mette all'ala cercando di ispirare Hernandez, vivacissimo. Ma è la cacciata di Turan, a nostro avviso eccessiva, a sbilanciare il match. Simeone toglie Tiago e inserisce Gimenez cercando di agguantare i supplementari. Questo dopo che il Chicharito si è costruito su assist di Ronaldo, la migliore occasione della gara, liberandosi benissimo di Godin per calciare in torsione appena fuori. Sembra un segno del destino. Invece... Ronaldo cambia lato, salta il bravo Gamez, si accentra, scambia con James e con la punta del piede in controtempo serve il messicano. Sale in cielo una canzone: la Cucaracha. Hernandez non fallisce e spinge il Real, a Brych piacendo - nei 5' di recupero - tra ammonizioni per colpi proibiti e sostituzioni praticamente non si gioca- in semifinale.
"Abbiamo scelto la partita giusta da vincere. Abbiamo avuto pazienza, non abbiamo forzato i gioco e alla fine siamo stati premiati", è il commento di Carlo Ancelotti. Sulla future avversarie in semifinale nessuna preferenza: "La Juve ha dimostrato di essere una squadra solida, meritando di stare tra le prime quattro in Europa. Abbiamo lo stesso rispetto per i bianconeri, così come per Barcellona e Bayern". L'ultima battuta è sul contratto. Questa vittoria convincerà Florentino Perez a rinnovarlo" "Non devo convincere nessuno".
"Nessun sentimento negativo", replica Diego Pablo Simeone. "Sono orgoglioso della mia squadra, per aver gareggiato come abbiamo fatto. Ho una squadra di uomini". Una sconfitta che non scalfisce la stima del tecnico nella sua squadra, che si è arresa ai campioni d'Europa solo all'88' dopo il gol di Hernandez: "Mi è stato insegnato che nel gioco si deve competere - ha chiarito l'argentino -, se si dà la vita, si va a casa felici. Non ho alcun sentimento negativo. Ci sono allenatori che sono gelosi di questi giocatori". Nessuna polemica nemmeno sull'espulsione per doppia ammonizione di Arda Turan: "Sciocchezze, non cambia il risultato".
REAL MADRID: Casillas 6 - Carvajal 6,5, Varane 6,5, Ramos 6, Coentrao 5,5 (90' Arbeloa sv.)- Pepe 5,5 - J. Rodriguez 6,5, Kroos 6, Isco 6,5 (91' Illaramendi sv.) - Ronaldo 6, Hernandez 6,5 (90' Jesè sv.). All. Ancelotti
ATLETICO MADRID: Oblak 7 - Juanfran 6,5, Miranda 6,5, Godin 6,5, Gamez 6,5 - Tiago 6 (84' Gimenez )- Arda Turan 5, Koke 6, Saul 5,5 (46' Gabi 5,5) - Griezmann 5 (65' Raul Garcia 5,5) - Mandzukic 5. All. Simeone.
ARBITRO: Brych 5 (Ger)
RETE: 87' Hernandez.
NOTE: ammoniti: Pepe, Arbeloa, Koke, Raul Garcia, espulso al 75' per doppia ammonizione Arda Turan.
Ancelotti (che a lungo dialoga con il quarto uomo e che voci di mercato danno in rotta di collisione con Florentin Perez) non ha Marcelo, Bale e soprattutto Modric. A centrocampo ne risente, ma non troppo, sebbene sia l'assenza del croato la più grave sotto l'aspetto della manovra. A sorpresa Simeone opta per l'esuberanza giovanile di Saul e conserva Gabi, il suo leader silenzioso. Gamez al posto di Siqueira dà più peso laterale alla fase difensiva.
Come prevedibile, il Real impone subito il suo palleggio. A sorpresa non è Pepe a giostrare davanti alla difesa a quattro di Ancelotti, bensì Sergi Ramos. Il regista è Kroos, ma il più attivo e incisivo è James. Dai piedi del colombiano partono i pochissimi brividi, i palloni che impegnano maggiormente la straordinaria organizzazione difensiva dell'equipe di Simeone. Umile e compatto, il gruppo biancorosso non lascia nulla al caso. Rischia di pagare lo scotto della inesperienza con il gioiellino della cantera Saul, a fine tempo, quando Carvajal scippa al diciottenne il pallone al limite dell'area e serve in profondità Ronaldo. Oblak che già all'andata ha ipnotizzato Bale, si ripete e respinge il piatto piazzato sul primo palo dal Pallone d'Oro.
Non è la prima volta nei primi 45' che Ronaldo ha la palla buona. In avvio sempre su tocco non preciso di Saul, il portoghese ha la palla al limite ma calcia fuori. E ancora su punizione impegna a terra Oblak, ma con un tiro che non ha troppa personalità. Dall'altra parte, l'Atletico riesce ad alzare la sua linea fino al limite dell'area delle merengues solo per una decina di minuti, creando alcune mischie aeree e tirando con Gamez, che anticipa la ripartenza di Ronaldo e si presenta al limite. Il diagonale non impensierisce Casillas.
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Nella ripresa Ancelotti ordina ai suoi di alzare il ritmo e chiede a Isco di non rimanere ai margini della gara come è accaduto nei primi 45'. Detto e fatto. Per 20' l'Atletico subisce maggiormente la pressione. Dopo 3' proprio Isco costruisce la migliore occasione del match e la confeziona per un Hernandez in off side. Giudicato in posizione regolare, il messicano spreca calciando fuori la sua girata ravvicinata. L'Atletico vede assaltato il fortino e soffre il gioco aereo, Varane svetta su un traversone e Oblak non si fa superare. Ancora lo sloveno, migliore dei suoi, blocca un'incornata ravvicinata di Seri Ramos. La migliore occasione ospite è per Mandzukic che riceve sulla testa un morbido assist di Arda Turan ma devia timidamente sotto misura. Simeone allora inserisce Raul Garcia e toglie (scontentissimo) l'alsaziano Griezmann. Deve alzare la contraerea. Il Real ha in Ronaldo un coprotagonista, il portoghese si mette all'ala cercando di ispirare Hernandez, vivacissimo. Ma è la cacciata di Turan, a nostro avviso eccessiva, a sbilanciare il match. Simeone toglie Tiago e inserisce Gimenez cercando di agguantare i supplementari. Questo dopo che il Chicharito si è costruito su assist di Ronaldo, la migliore occasione della gara, liberandosi benissimo di Godin per calciare in torsione appena fuori. Sembra un segno del destino. Invece... Ronaldo cambia lato, salta il bravo Gamez, si accentra, scambia con James e con la punta del piede in controtempo serve il messicano. Sale in cielo una canzone: la Cucaracha. Hernandez non fallisce e spinge il Real, a Brych piacendo - nei 5' di recupero - tra ammonizioni per colpi proibiti e sostituzioni praticamente non si gioca- in semifinale.
"Abbiamo scelto la partita giusta da vincere. Abbiamo avuto pazienza, non abbiamo forzato i gioco e alla fine siamo stati premiati", è il commento di Carlo Ancelotti. Sulla future avversarie in semifinale nessuna preferenza: "La Juve ha dimostrato di essere una squadra solida, meritando di stare tra le prime quattro in Europa. Abbiamo lo stesso rispetto per i bianconeri, così come per Barcellona e Bayern". L'ultima battuta è sul contratto. Questa vittoria convincerà Florentino Perez a rinnovarlo" "Non devo convincere nessuno".
"Nessun sentimento negativo", replica Diego Pablo Simeone. "Sono orgoglioso della mia squadra, per aver gareggiato come abbiamo fatto. Ho una squadra di uomini". Una sconfitta che non scalfisce la stima del tecnico nella sua squadra, che si è arresa ai campioni d'Europa solo all'88' dopo il gol di Hernandez: "Mi è stato insegnato che nel gioco si deve competere - ha chiarito l'argentino -, se si dà la vita, si va a casa felici. Non ho alcun sentimento negativo. Ci sono allenatori che sono gelosi di questi giocatori". Nessuna polemica nemmeno sull'espulsione per doppia ammonizione di Arda Turan: "Sciocchezze, non cambia il risultato".
REAL MADRID: Casillas 6 - Carvajal 6,5, Varane 6,5, Ramos 6, Coentrao 5,5 (90' Arbeloa sv.)- Pepe 5,5 - J. Rodriguez 6,5, Kroos 6, Isco 6,5 (91' Illaramendi sv.) - Ronaldo 6, Hernandez 6,5 (90' Jesè sv.). All. Ancelotti
ATLETICO MADRID: Oblak 7 - Juanfran 6,5, Miranda 6,5, Godin 6,5, Gamez 6,5 - Tiago 6 (84' Gimenez )- Arda Turan 5, Koke 6, Saul 5,5 (46' Gabi 5,5) - Griezmann 5 (65' Raul Garcia 5,5) - Mandzukic 5. All. Simeone.
ARBITRO: Brych 5 (Ger)
RETE: 87' Hernandez.
NOTE: ammoniti: Pepe, Arbeloa, Koke, Raul Garcia, espulso al 75' per doppia ammonizione Arda Turan.