Juventus a un passo dalla finale. Ma ora serve coraggio
di TIMOTHY ORMEZZANOLa vittoria contro il Real esalta un entusiasmo già alto. E c'è anche la finale di Coppa Italia contro la Lazio. All'interno del tutto, un piccolo caso Tevez, arrabbiato con Allegri dopo il cambio. Quasi dieci milioni di ascolto su Canale 5. Contro il Cagliari bambini in curva come nel 2013
TORINO - È dolcissimo il risveglio di una Juventus che ieri si è scoperta più affamata, più solida, più squadra del Real Madrid campione d'Europa. Sul calendario bianconero, ecco un altro 5 maggio da ricordare. Il 2-1 della semifinale di andata, nella notte più importante della giovane storia di uno Stadium da record di incasso (3,3 milioni!), permette alla Signora di coltivare il suo pensiero stupendo di arrivare "fino alla fine", come da inno bianconero, a quella finale di Berlino che ora dista soltanto 90 minuti (più eventuali supplementari e rigori) da Madrid. Un traguardo che da utopia si è trasformato prima in sogno e ora in concreta possibilità. "I tanti piccoli passi fatti insieme hanno portato la nostra #euroJuve fin qua: a 90' dalla Finale! Grazie ai ragazzi e a tutti voi!", è l'immancabile tweet di un Massimiliano Allegri che ieri, all'appuntamento più importante…
TORINO - È dolcissimo il risveglio di una Juventus che ieri si è scoperta più affamata, più solida, più squadra del Real Madrid campione d'Europa. Sul calendario bianconero, ecco un altro 5 maggio da ricordare. Il 2-1 della semifinale di andata, nella notte più importante della giovane storia di uno Stadium da record di incasso (3,3 milioni!), permette alla Signora di coltivare il suo pensiero stupendo di arrivare "fino alla fine", come da inno bianconero, a quella finale di Berlino che ora dista soltanto 90 minuti (più eventuali supplementari e rigori) da Madrid. Un traguardo che da utopia si è trasformato prima in sogno e ora in concreta possibilità. "I tanti piccoli passi fatti insieme hanno portato la nostra #euroJuve fin qua: a 90' dalla Finale! Grazie ai ragazzi e a tutti voi!", è l'immancabile tweet di un Massimiliano Allegri che ieri, all'appuntamento più importante della carriera, si è tolto lo sfizio di battere il Real Madrid di fronte al suo predecessore Antonio Conte, sistemato in tribuna al fianco di Carlo Tavecchio. E ci crede anche Pirlo che twitta: "E' stata una grande serata, abbiamo dimostrato il nostro carattere e il nostro valore! Adesso concentrati per ripeterci a Madrid!".
E visto che le ambizioni in casa Juve sono smisurate, è lecito continuare a rivolgere un pensierino anche al triplete. Mancano tre partite al grande slam: con tre vittorie è fatta, ma paradossalmente potrebbero bastare una sconfitta al Bernabeu, purché con un solo gol di scarto e con almeno due reti realizzate dalla Juventus e, con un po' di fortuna dal dischetto, due pareggi nelle finalissime di Champions League e Coppa Italia. Intanto la Juve un primato l'ha già ottenuto, con ascolti da Nazionale. La trasmissione in chiaro della partita su Canale 5 ha fatto registrare 9.663.000 telespettatori pari al 32.8% di share.
Già, i bianconeri non si sentono i favoriti, ma sanno di avere qualcosa in più delle merengues, "un piccolo vantaggio", come diceva ieri Allegri. Intanto, in Spagna andranno con due risultati (e mezzo) utili su tre e forse un Pogba in più nel motore: giovedì il francese rientrerà in gruppo e sabato verrà collaudato per 15-20 minuti contro il Cagliari. E poi, rispetto ai galattici, hanno stipendi assai più terrestri (270 milioni di monte-ingaggi per i blancos, che ne versano 20 a stagione a CR7, 140 per i bianconeri, del resto a livello di fatturato c'è un disavanzo di 270 milioni) ma una migliore dotazione di gambe, cuore, polmoni e garra, come direbbe il grintoso Tevez. E una discreta dose di fortuna, la compagna di ogni grande impresa: vedere la clamorosa traversa colpita da James a Buffon battuto e il rimpallo che arma il contropiede di Tevez dal quale scaturirà il rigore del 2-1.
L'Apache ha lasciato nuovamente il segno, il settimo in Champions, il ventinovesimo stagionale - eguagliato il suo record europeo di gol (City 2009-10) -, prima di smoccolare contro Allegri "colpevole" di avergli negato gli ultimi 4 minuti più recupero di partita. Secondo il quotidiano argentino Olè il numero 10 avrebbe dato del "cagon" (fifone) al tecnico: si vuole creare un caso per agevolare il rientro del profeta in patria, al Boca Juniors. In ogni caso anche questa eventuale reazione si potrebbe benissimo rubricare alle voci tremendismo, determinazione, ferocia. Con un tweet l'argentino ha provato a chiudere ogni polemica: “Tutti insieme stiamo facendo la storia, come gruppo e come squadra. E' questo che ci ha permesso di arrivare dove siamo! Inseguiamo il nostro sogno”.
Prima della griffe decisiva di Tevez c'era stata quella del grande ex Morata - che smacco, il Real abbattuto da fuoco amico -, e cioè degli stessi marcatori dell'andata dei quarti di finale contro il Borussia Dortmund. Ecco, la Juve trascorrerà la settimana che la divide dal ritorno in Spagna proprio come quella prima del viaggio in Germania. Si concederà un bel po' di turnover sabato (Stadium, ore 18) con il Cagliari - in allerta i vari Padoin, Ogbonna, Matri e Coman, mentre Sturaro sembra già tipo da pianta stabile -, mentre Casillas e compagni dovranno fare un po' più sul serio in casa contro il Valencia. Sceglierà il vestito più adatto per il gran ballo del Bernabeu: potrebbe fare comodo un 3-5-2 più abbottonato, a maggior ragione se Ancelotti proporrà il 4-3-3 con il recuperato Benzema. E si calerà nel mitico Bernabeu con la stessa missione che si era data al Westfalenstadion: segnare (almeno) un gol. E se ne dovessero scappare di nuovo tre, come in Germania, tutto di guadagnato.
JUVE-CAGLIARI, IN CURVA SUD 9.500 BAMBINI - bimbi delle scuole calcio al posto degli ultrà. Come era già successo nel dicembre 2013, la Juve ha chiesto alla Lega di poter ripopolare con 9.500 bambini la Curva Sud in occasione dell'anticipo di sabato contro il Cagliari. Il settore più popolare dello Stadium è stato chiuso in seguito ai fatti che hanno funestato l'ultimo derby della Mole. "In seguito alla chiusura della Tribuna Sud decisa per la gara contro il Cagliari - così il comunicato diffuso dal club bianconero -, e in attesa che il ricorso presentato venga vagliato dagli organi competenti, qualora il provvedimento venga confermato, la Juventus ha nuovamente avanzato la proposta di ospitare i bambini nel settore squalificato e la FIGC ha dato il suo assenso. Sabato 9 maggio ad occupare la Tribuna Sud saranno quindi i ragazzi delle scuole calcio, grazie alla collaborazione del Comitato Regionale della Lega Nazionale Dilettanti di Piemonte e Valle d'Aosta. E, per l'occasione, la capienza del settore verrà aumentata fino a 9500 posti". Sarà una bella occasione per vedere all'opera i sostenitori del futuro prossimo, chiamati a essere tifosi ma non teppisti, appassionati ma non fanatici.
E visto che le ambizioni in casa Juve sono smisurate, è lecito continuare a rivolgere un pensierino anche al triplete. Mancano tre partite al grande slam: con tre vittorie è fatta, ma paradossalmente potrebbero bastare una sconfitta al Bernabeu, purché con un solo gol di scarto e con almeno due reti realizzate dalla Juventus e, con un po' di fortuna dal dischetto, due pareggi nelle finalissime di Champions League e Coppa Italia. Intanto la Juve un primato l'ha già ottenuto, con ascolti da Nazionale. La trasmissione in chiaro della partita su Canale 5 ha fatto registrare 9.663.000 telespettatori pari al 32.8% di share.
Già, i bianconeri non si sentono i favoriti, ma sanno di avere qualcosa in più delle merengues, "un piccolo vantaggio", come diceva ieri Allegri. Intanto, in Spagna andranno con due risultati (e mezzo) utili su tre e forse un Pogba in più nel motore: giovedì il francese rientrerà in gruppo e sabato verrà collaudato per 15-20 minuti contro il Cagliari. E poi, rispetto ai galattici, hanno stipendi assai più terrestri (270 milioni di monte-ingaggi per i blancos, che ne versano 20 a stagione a CR7, 140 per i bianconeri, del resto a livello di fatturato c'è un disavanzo di 270 milioni) ma una migliore dotazione di gambe, cuore, polmoni e garra, come direbbe il grintoso Tevez. E una discreta dose di fortuna, la compagna di ogni grande impresa: vedere la clamorosa traversa colpita da James a Buffon battuto e il rimpallo che arma il contropiede di Tevez dal quale scaturirà il rigore del 2-1.
L'Apache ha lasciato nuovamente il segno, il settimo in Champions, il ventinovesimo stagionale - eguagliato il suo record europeo di gol (City 2009-10) -, prima di smoccolare contro Allegri "colpevole" di avergli negato gli ultimi 4 minuti più recupero di partita. Secondo il quotidiano argentino Olè il numero 10 avrebbe dato del "cagon" (fifone) al tecnico: si vuole creare un caso per agevolare il rientro del profeta in patria, al Boca Juniors. In ogni caso anche questa eventuale reazione si potrebbe benissimo rubricare alle voci tremendismo, determinazione, ferocia. Con un tweet l'argentino ha provato a chiudere ogni polemica: “Tutti insieme stiamo facendo la storia, come gruppo e come squadra. E' questo che ci ha permesso di arrivare dove siamo! Inseguiamo il nostro sogno”.
Prima della griffe decisiva di Tevez c'era stata quella del grande ex Morata - che smacco, il Real abbattuto da fuoco amico -, e cioè degli stessi marcatori dell'andata dei quarti di finale contro il Borussia Dortmund. Ecco, la Juve trascorrerà la settimana che la divide dal ritorno in Spagna proprio come quella prima del viaggio in Germania. Si concederà un bel po' di turnover sabato (Stadium, ore 18) con il Cagliari - in allerta i vari Padoin, Ogbonna, Matri e Coman, mentre Sturaro sembra già tipo da pianta stabile -, mentre Casillas e compagni dovranno fare un po' più sul serio in casa contro il Valencia. Sceglierà il vestito più adatto per il gran ballo del Bernabeu: potrebbe fare comodo un 3-5-2 più abbottonato, a maggior ragione se Ancelotti proporrà il 4-3-3 con il recuperato Benzema. E si calerà nel mitico Bernabeu con la stessa missione che si era data al Westfalenstadion: segnare (almeno) un gol. E se ne dovessero scappare di nuovo tre, come in Germania, tutto di guadagnato.
JUVE-CAGLIARI, IN CURVA SUD 9.500 BAMBINI - bimbi delle scuole calcio al posto degli ultrà. Come era già successo nel dicembre 2013, la Juve ha chiesto alla Lega di poter ripopolare con 9.500 bambini la Curva Sud in occasione dell'anticipo di sabato contro il Cagliari. Il settore più popolare dello Stadium è stato chiuso in seguito ai fatti che hanno funestato l'ultimo derby della Mole. "In seguito alla chiusura della Tribuna Sud decisa per la gara contro il Cagliari - così il comunicato diffuso dal club bianconero -, e in attesa che il ricorso presentato venga vagliato dagli organi competenti, qualora il provvedimento venga confermato, la Juventus ha nuovamente avanzato la proposta di ospitare i bambini nel settore squalificato e la FIGC ha dato il suo assenso. Sabato 9 maggio ad occupare la Tribuna Sud saranno quindi i ragazzi delle scuole calcio, grazie alla collaborazione del Comitato Regionale della Lega Nazionale Dilettanti di Piemonte e Valle d'Aosta. E, per l'occasione, la capienza del settore verrà aumentata fino a 9500 posti". Sarà una bella occasione per vedere all'opera i sostenitori del futuro prossimo, chiamati a essere tifosi ma non teppisti, appassionati ma non fanatici.