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Juventus, Allegri: "Il Barça? In gara unica si può fare...". Corte Figc sospende chiusura curva

Il tecnico bianconero risponde a Luis Enrique che spera di incontrarlo nella finale di Champions: "Un conto è giocarci contro due partite un altro giocarne solo una...". Intanto sabato arriva il Cagliari allo Stadium, test molto importante soprattutto per valutare la condizione di Pogba dopo l'infortunio

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TORINO - Prossima fermata Juventus-Cagliari, sabato (ore 18) allo Stadium. Dopodiché, mercoledì a Madrid, i bianconeri proveranno a prendere la coincidenza per Berlino. Massimiliano Allegri non nasconde l'importanza del momento: "Siamo a 95 minuti dalla finale di Champions League. Al Bernabeu non sarà facile, il Real ha giocatori di grandissimo talento che fanno correre la palla a velocità supersonica. Servirà una prova di livello tecnico migliore rispetto a quella di martedì scorso. Ma ne riparleremo più avanti, domenica se non addirittura lunedì". Due buone notizie comunque ci sono già: la prima è la probabilissima presenza in Spagna di Pogba, arruolabile dopo 50 giorni ai box. Il francese potrebbe addirittura essere schierato dal primo minuto sabato contro i sardi di Festa e Suazo: "Vedremo, certo che ieri ha fatto un buon allenamento con la squadra  -  prosegue il tecnico livornese -. Il suo rientro è molto importante in vista del Real. Ora però deve riprendere confidenza con la palla e con la partita". L'altra è la decisione della Corte sportiva d'appello della Figc, che ha sospeso fino al 22 maggio la sanzione di due giornate di chiusura del "Settore Sud" dello Juventus Stadium - comminata dal giudice per la bomba carta durante il derby - disponendo nuovi accertamenti istruttori da parte della Procura federale per verificare la responsabilità dei fatti contestati.

La Juve è pronta ad accelerare per Cavani, a maggior ragione dopo la recente frenata dell'Atletico Madrid. Intanto si è ulteriormente avvicinata a Dybala, l'altro grande obiettivo per un attacco che verrà rinnovato, a prescindere dalla sempre meno probabile partenza di Tevez. L'ad Marotta ha infatti alzato intorno a 30 milioni l'offerta al Palermo, inserendo dei bonus legati al rendimento della "Joya", il "Gioiello", ma deve guardarsi dal possibile inserimento dell'Inter e ora anche del Milan. Forti di un'intesa di massima con Dybala, determinato a calcare il palcoscenico della Champions, i bianconeri contano di definire la trattativa con il club rosanero nei giorni successivi al big match di mercoledì a Madrid.

Allegri, intanto, prova a prendere confidenza con il gotha del calcio europeo: "Luis Enrique spera che il suo Barcellona incontri la Juve? Ce lo auguriamo anche noi... Detto questo, i blaugrana giocano un gran calcio, quei tre davanti sono indemoniati, ma un conto è giocarci contro due partite un altro conto giocarne solo una, la finale..." Snocciola certi precedenti che insegnano come la storia del massimo trofeo europeo siano sempre piena di imprevisti: "La Champions è una competizione strana, particolare: "Penso al Milan che a Istanbul perde dopo aver chiuso il primo tempo sul 3-0 e poi, l'anno successivo, vince grazie a una punizione di Pirlo che sbatte su Inzaghi; penso al Chelsea che prima perde la coppa per una scivolone di Terry dal dischetto e poi la conquista sfruttando l'unico calcio d'angolo battuto in tutta la partita; penso alla Champions vinta l'anno scorso dal Real, che era in svantaggio a un solo minuto dalla fine...". Impone ai suoi di procedere passo a passo: "Siamo a tre partite dal triplete? Godiamoci il momento, che è la migliore cosa da fare...". E intanto Allegri incassa con stile (e aziendalismo) certi paragoni illustri con i più grandi tecnici internazionali: "Ancelotti è un allenatore straordinario che è stato acclamato poco in rapporto a quanto ha vinto. Certi paragoni fanno piacere, ma per me conta di più rivedere la Juve in una semifinale di Champions: chi l'avrebbe detto a inizio anno?".

Dopodiché il "Conte Max" si risintonizza sulle questioni interne di uno scudetto in ghiaccio da due mesi e mezzo. Chiede il giusto tributo "per un titolo conquistato a quattro giornate dalla fine: il quarto titolo consecutivo non era affatto scontato". Piazza un nuovo traguardo davanti alla squadra: "Abbiamo 12 punti ancora a disposizione: il nostro obiettivo è superare quota 80". Fa rientrare il presunto caso-Tevez, consigliandogli in un certo senso di non cedere alla corte del Boca Juniors: "Quel siparietto quando l'ho sostituito contro il Real? Sinceramente non mi ero accorto che avesse borbottato qualcosa, ma anche se fosse successo non ci sarebbe alcun problema. E' normale che un giocatori si arrabbi al momento della sostituzione, mi interessa di più che in campo faccia cose importanti. Questa è stata probabilmente la migliore annata della carriera di Carlos. E ha la possibilità di farne un'altra grandissima... Nel Boca? Ma anche nella Juve!" Promuove la linea verde del club: "La società ha fatto degli innesti importanti. Penso a Morata, Coman, Sturaro e al 23enne Pereyra del quale si parla come se fosse un veterano. La cosa più importante è infatti dare un futuro alla squadra".

Allegri annuncia infine un turnover più massiccio del solito, in modo da non sgualcire il vestito bello per il gran ballo di mercoledì: "Contro il Cagliari cambierò qualcosa, Storari prenderà il posto di Buffon e Tevez resterà fuori. Contro la Samp e il Real la squadra ha speso molto e poi ho alcuni giocatori in buone condizioni. Penso soprattutto a chi ha sin qui giocato meno: Marrone, De Ceglie, Pepe, Romulo...". Si va verso una Juventus 2, imbottita di gregari: Storari tra i pali, Padoin e De Ceglie in corsia, Ogbonna e Barzagli al centro della difesa, con Pogba (o Marchisio), Sturaro e Pereyra in mezzo a sostegno del probabile tridente Coman-Matri-Pepe..
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