TORINO - "E adesso, mister, qual è il menu?", chiedeva poco dopo l'impresa del Bernabeu, Patrice Evra, uno che in tempi non sospetti aveva detto di giocare la Champions League "con l'idea fissa di vincerla". Dopo "mister 100 milioni" Bale, il 6 giugno a Berlino gli toccherà tenere a bada "el pistolero" Suarez: facile no? Lo chef Allegri proporrà una cucina tradizionale, perfino scaramantica. Il menu non cambia: nessuna seduta extra, nessun pesante richiamo atletico in vista della partita contro i marziani del Barcellona. Meglio non stravolgere le abitudini dei suoi commensali, tutti invitati al migliore ristorante d'Europa, quello dell'Olympiastadion: dieci euro in mano per la cena di gala e un pensiero a Conte che ancora pochi mesi fa pensava che certe grandi tavole fossero precluse ai poveri, pronosticando che "ci vorranno ancora tanti anni per vedere un'italiana che alzi la Coppa". Prima però ci sarà la Lazio nella finale di Coppa Italia di mercoledì all'Olimpico, per regalare alla Signora un trofeo che le manca da 20 lunghissimi anni e dare ulteriore sostanza al sogno-triplete. Intanto il tecnico si prepara a ricevere il primo dono del club, che giovedì ha definito gli ultimi dettagli per l'acquisto di Dybala: al Palermo andranno 28 milioni più 8 di eventuali bonus, oltre a un paio di giovani interessanti. Uno di questi sarà Goldaniga, attualmente in prestito al Perugia.
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Ieri Allegri ha offerto l'ennesima dimostrazione di classe e stile: ha festeggiato l'impresa contro i campioni d'Europa del Real Madrid con grande decoro, preoccupandosi di consolare Ancelotti con un abbraccio. Ha lasciato la scena ai giocatori, "i veri artefici dei nostri successi". Ha perfino spiegato che lo scivolone bianconero del dicembre 2013 a Istanbul, in panchina il suo illustre predecessore, era imputabile "a un campo infame". E poi ha aggiornato il suo profilo Twitter con un cinguettio un po' naïf, "l'abbiamo davvero fatta grossa", seguito dall'hashtag "#unaolaperquestajuve". Cinguettio ritwittato quasi 5 mila volte, il doppio del tweet-scudetto.
Il giorno dopo la grande serata di Madrid, Massimiliano Allegri ha parlato ai microfoni della tv ufficiale del club esaltando i suoi: "Stiamo facendo un'ottima stagione, ora abbiamo davanti due finali di grande importanza, ci sarà da lavorare per concludere l'annata in modo straordinario". Una finale di Champions League conquistata 12 anni dopo l'ultima volta: "Alla storia passeranno la società, i calciatori e gli allenatori di questi ultimi quattro anni", spiega il tecnico bianconero che non dimentica il lavoro fatto nei tre anni precedenti dal suo predecessore Antonio Conte. "Quando sono arrivato credevo si poteva fare stagione straordinaria ma non di essere a questo punto oggi, quest'anno è una storia bianconera da raccontare ai nostri figli quando saremo vecchi, a questo punto della stagione c'è da mantenere la condizione cercando di arrivare alla finale di Champions League al top". A Berlino ci sarà il Barcellona di Luis Enrique con il tridente delle meraviglie composto da Messi, Neymar e Suarez. Non sarà facile e Allegri lo sa bene: "Vincere contro il Barcellona si può in una partita secca: su due gare è molto difficile". Infine un augurio a Napoli e Fiorentina impegnate nelle semifinali di ritorno dell'Europa League: "Il calcio italiano non è da buttare, anzi. Speriamo che anche le altre due italiane arrivino in finale di Europa League".
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Ma doppi sono stati anche i festeggiamenti a Torino, mentre è già cominciata la folle caccia al biglietto per la partitissima dell'Olympiastadion: grandi caroselli intorno alle piazze del centro fino a tarda notte, come in città non accadeva da anni e anni, e circa 3 mila tifosi all'aeroporto di Caselle per accogliere la squadra arrivata alle 3.30 di notte. Tra i cori più gettonati il "po-po-po-po-po-po-po" riesumato dalle notti del Mundial 2006 - la hit bianconera, a Berlino, sarà probabilmente quella... - e un fantastico "Che ce frega di Ronaldo noi c'abbiamo Padoin", a sottolineare l'impresa di Davide contro Golia. Grandi numeri pre davanti alla tivù: Real-Juve ha fatto registrare un vero e proprio boom di ascolti, con 11 milioni 620 mila di telespettatori e share del 41,09%.
Ma sono gonfi di gioia e di incredulità anche gli slogan scelti dai bianconeri, su tutti il grande ex Del Piero: "Da Berlino alla B, dalla serie B a Berlino: grandissimi ragazzi", a ricordare la finale Mondiale, la retrocessione in serie B post-Calciopoli e la resurrezione juventina. All'ex capitano ha fatto il coro Pirlo, un altro eroe di quel Mundial: "La storia a volte si ripete!! Ci vediamo a Berlinoooo!". A parlare dell'impresa di Madrid anche John Elkann, presidente di Exor: "Ieri è stato bellissimo. Una tra le più belle partite della mia vita. Ero a Madrid con mia moglie e i miei due figli maschi, Leone e Oceano. E' stato fantastico essere lì, vedere come siamo riusciti a giocare con il Real Madrid. Siamo in finale". "Quale è l'asupicio per Berlino? Cominciamo con Roma", ha aggiunto, riferendosi alla finale di Coppa Italia con la Lazio del 20 maggio. Uno dei primi a cinguettare è stato De Ceglie, che nell'annus horribilis 2006-07 esordiva in bianconero: "Andiamo a Berlino!!!". Sono le stesse parole twittate da Llorente, ringraziato dal suo connazionale Morata: "Siamo in finale! Grazie a tutti per il sostegno e a Fernando per tutto l'aiuto che mi ha dato". Bonucci ha riaggiornato il celebre album dei Clash: da London Calling a "Berlin Calling". Vidal ha dispensato grande ottimismo: "Siamo una squadra unita, possiamo battere chiunque", con hashtag da vero guerriero "#nonmolliamoun...". Tra i telegrammi anche quello di Marchisio: "Si torna a Torino, da vincitori!!! Serata magnifica, gruppo unito, fino alla fine!". Fino alla finale.
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Ieri Allegri ha offerto l'ennesima dimostrazione di classe e stile: ha festeggiato l'impresa contro i campioni d'Europa del Real Madrid con grande decoro, preoccupandosi di consolare Ancelotti con un abbraccio. Ha lasciato la scena ai giocatori, "i veri artefici dei nostri successi". Ha perfino spiegato che lo scivolone bianconero del dicembre 2013 a Istanbul, in panchina il suo illustre predecessore, era imputabile "a un campo infame". E poi ha aggiornato il suo profilo Twitter con un cinguettio un po' naïf, "l'abbiamo davvero fatta grossa", seguito dall'hashtag "#unaolaperquestajuve". Cinguettio ritwittato quasi 5 mila volte, il doppio del tweet-scudetto.
Il giorno dopo la grande serata di Madrid, Massimiliano Allegri ha parlato ai microfoni della tv ufficiale del club esaltando i suoi: "Stiamo facendo un'ottima stagione, ora abbiamo davanti due finali di grande importanza, ci sarà da lavorare per concludere l'annata in modo straordinario". Una finale di Champions League conquistata 12 anni dopo l'ultima volta: "Alla storia passeranno la società, i calciatori e gli allenatori di questi ultimi quattro anni", spiega il tecnico bianconero che non dimentica il lavoro fatto nei tre anni precedenti dal suo predecessore Antonio Conte. "Quando sono arrivato credevo si poteva fare stagione straordinaria ma non di essere a questo punto oggi, quest'anno è una storia bianconera da raccontare ai nostri figli quando saremo vecchi, a questo punto della stagione c'è da mantenere la condizione cercando di arrivare alla finale di Champions League al top". A Berlino ci sarà il Barcellona di Luis Enrique con il tridente delle meraviglie composto da Messi, Neymar e Suarez. Non sarà facile e Allegri lo sa bene: "Vincere contro il Barcellona si può in una partita secca: su due gare è molto difficile". Infine un augurio a Napoli e Fiorentina impegnate nelle semifinali di ritorno dell'Europa League: "Il calcio italiano non è da buttare, anzi. Speriamo che anche le altre due italiane arrivino in finale di Europa League".
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Ma doppi sono stati anche i festeggiamenti a Torino, mentre è già cominciata la folle caccia al biglietto per la partitissima dell'Olympiastadion: grandi caroselli intorno alle piazze del centro fino a tarda notte, come in città non accadeva da anni e anni, e circa 3 mila tifosi all'aeroporto di Caselle per accogliere la squadra arrivata alle 3.30 di notte. Tra i cori più gettonati il "po-po-po-po-po-po-po" riesumato dalle notti del Mundial 2006 - la hit bianconera, a Berlino, sarà probabilmente quella... - e un fantastico "Che ce frega di Ronaldo noi c'abbiamo Padoin", a sottolineare l'impresa di Davide contro Golia. Grandi numeri pre davanti alla tivù: Real-Juve ha fatto registrare un vero e proprio boom di ascolti, con 11 milioni 620 mila di telespettatori e share del 41,09%.
Ma sono gonfi di gioia e di incredulità anche gli slogan scelti dai bianconeri, su tutti il grande ex Del Piero: "Da Berlino alla B, dalla serie B a Berlino: grandissimi ragazzi", a ricordare la finale Mondiale, la retrocessione in serie B post-Calciopoli e la resurrezione juventina. All'ex capitano ha fatto il coro Pirlo, un altro eroe di quel Mundial: "La storia a volte si ripete!! Ci vediamo a Berlinoooo!". A parlare dell'impresa di Madrid anche John Elkann, presidente di Exor: "Ieri è stato bellissimo. Una tra le più belle partite della mia vita. Ero a Madrid con mia moglie e i miei due figli maschi, Leone e Oceano. E' stato fantastico essere lì, vedere come siamo riusciti a giocare con il Real Madrid. Siamo in finale". "Quale è l'asupicio per Berlino? Cominciamo con Roma", ha aggiunto, riferendosi alla finale di Coppa Italia con la Lazio del 20 maggio. Uno dei primi a cinguettare è stato De Ceglie, che nell'annus horribilis 2006-07 esordiva in bianconero: "Andiamo a Berlino!!!". Sono le stesse parole twittate da Llorente, ringraziato dal suo connazionale Morata: "Siamo in finale! Grazie a tutti per il sostegno e a Fernando per tutto l'aiuto che mi ha dato". Bonucci ha riaggiornato il celebre album dei Clash: da London Calling a "Berlin Calling". Vidal ha dispensato grande ottimismo: "Siamo una squadra unita, possiamo battere chiunque", con hashtag da vero guerriero "#nonmolliamoun...". Tra i telegrammi anche quello di Marchisio: "Si torna a Torino, da vincitori!!! Serata magnifica, gruppo unito, fino alla fine!". Fino alla finale.