Allegri: "La mia Juve è una tigre, vogliamo la Decima"
di TIMOTHY ORMEZZANOIl tecnico bianconero vuole sfatare il tabù che vede il club fermo a quota 9 successi da 20 anni: "Vincere ci permetterebbe di preparare con maggiore entusiasmo la finale di Champions"
ROMA - Vincere aiuta a vincere, come impone uno dei massimi tormentoni della Juventus. E allora sotto con la finale di Coppa Italia, la prova generale in vista di Berlino: "Ci attendono due partitissime diverse, ma che per noi hanno lo stesso valore. Vogliamo portare a casa la Coppa Italia, il secondo obiettivo della nostra stagione dopo lo scudetto. La Juve non vince questo trofeo da vent'anni: vogliamo la decima. Un risultato che ci permetterebbe di preparare con maggiore entusiasmo la finale di Champions". I bianconeri sono ancora affamati: "Che animale è la Juve? Una tigre", trancia Allegri, con buona pace della zebra. Sbaglia di grosso chi pensa che la Signora possa affrontare la Lazio con il freno a mano tirato, per risparmiare energie ed evitare rischi in vista del Barcellona: "Dopo la Lazio affronteremo il Napoli e il Verona: non possiamo pensare di riposare fino al 6 giugno. Dobbiamo allenarci per arrivare a Berlino nella condizione ottimal…
ROMA - Vincere aiuta a vincere, come impone uno dei massimi tormentoni della Juventus. E allora sotto con la finale di Coppa Italia, la prova generale in vista di Berlino: "Ci attendono due partitissime diverse, ma che per noi hanno lo stesso valore. Vogliamo portare a casa la Coppa Italia, il secondo obiettivo della nostra stagione dopo lo scudetto. La Juve non vince questo trofeo da vent'anni: vogliamo la decima. Un risultato che ci permetterebbe di preparare con maggiore entusiasmo la finale di Champions". I bianconeri sono ancora affamati: "Che animale è la Juve? Una tigre", trancia Allegri, con buona pace della zebra. Sbaglia di grosso chi pensa che la Signora possa affrontare la Lazio con il freno a mano tirato, per risparmiare energie ed evitare rischi in vista del Barcellona: "Dopo la Lazio affronteremo il Napoli e il Verona: non possiamo pensare di riposare fino al 6 giugno. Dobbiamo allenarci per arrivare a Berlino nella condizione ottimale".
"VINCERE NON VIENE MAI A NOIA" - Un successo domani permetterebbe al tecnico livornese di eguagliare la doppietta (campionato più Coppa Italia) centrata nel 1995 da Lippi, al suo primo anno in bianconero, e intanto di sorpassare un'altra volta Conte, mai andato oltre la finale: "Capisco certi paragoni, ma nel calcio contano di più i risultati, l'impegno, il rispetto e la professionalità. Conte ha fatto un ottimo lavoro, che sarà per sempre nella storia della Juve, I paragoni non mi danno fastidi, ma la cosa più importante è vincere". Un verbo, quest'ultimo, da declinare all'infinito, inteso come più e più volte: "Vincere non viene mai a noia. Basti vedere cosa è successo a San Siro: nonostante l'obiettivo-scudetto fosse già raggiunto, la squadra ha giocato con cattiveria cercando il successo".
"JUVE-LAZIO SFIDA MOLTO EQUILIBRATA" - Allegri non si fida delle due vittorie ottenute dalla sua Juve in campionato contro la Lazio: "Quella di domani sarà una partita diversa, una partita secca. Ci sarà molto equilibrio, e non è detto che la sfida si risolverà nei 90 minuti regolamentari". La formazione sembra già decisa, anche se Allegri nasconde le carte: "Ho ancora qualche dubbio". Il tecnico vuole fare uno scherzetto a quella Lazio che l'estate scorsa lo cercò prima di prendere altre strade: "Avevo avuto una chiacchierata con Lotito, che poi ha scelto Pioli, un ottimo allenatore che quest'anno ha dimostrato di avere grandi qualità. All'Olimpico ho già vinto lo scudetto con il Milan? Speriamo che mi porti di nuovo fortuna..."
CHIELLINI: “TRIPLETE? UN PASSO ALLA VOLTA” - Le vittorie seriali della Juve? Tutta questione di mentalità: “E' qualcosa che riguarda il nostro ambiente, se non vinci non puoi percepire certe sensazioni che poi vuoi a tutti i costi rivivere - spiega Giorgio Chiellini -. Noi siamo abituati a non sederci sulle vittorie, a non accontentarci mai”. I bianconeri non hanno paura né fretta di parlare di triplete: “E' ancora presto, evitiamo di guardare troppo avanti – avverte il difensore juventino -: la nostra forza sin qui è stata di procedere un passo alla volta. Ora facciamo di tutto per vincere la Coppa Italia, dopodiché penseremo al Barcellona”. Chiellini vuole mandare in archivio una maledizione che dura da troppi anni: “Sono alla Juve da dieci anni e ho giocato una sola finale di Coppa Italia, un trofeo che al club manca da tanto tempo. Ecco perché il nostro pensiero è esclusivamente rivolto alla partita di domani”. A proposito di titoli, Chiellini cancella in qualche modo i due scudetti di Calciopoli, presenti eccome nella contabilità bianconera: “Se siamo stufi di vincere? No, impossibile farsi venire a noia una cosa così bella. E' vero che sono ormai quattro anni che vinciamo lo scudetto, ma io ne ho trascorsi sei senza vincere niente”.
“DALLA B A BERLINO CON ORGOGLIO” - Impossibile, invece, cancellare il ricordo di una cavalcata impressionante, dalla Serie B a Berlino: “Ne abbiamo passate tante tra Rimini, Frosinone, Crotone... Dopo quanto ho vissuto in questi anni alla Juve, essere in finale di Champions è un motivo di grande orgoglio. E' bello e giusto godersi una partita del genere”. Il Chiello dovrà vedersela con l'attacco più forte del mondo: “Chi temo di più tra Messi, Suarez e Neymar? Ora pensiamo soltanto alla Lazio di Felipe Anderson. E auguriamoci che domani lui non stia tanto bene perché ha velocità, tecnica, passaggio, tiro... Come sarà ritrovare Suarez dopo il morso il Mondiale? Da una settimana non mi chiedono altro, ma da parte mia non c'è nessun problema o rancore. Quel giorno ero soltanto dispiaciuto di essere uscito dalla competizione. Affronterò Suarez come ho fatto con Benzema – conclude il centrale toscano -, e marcherò Messi e Neymar come ho fatto con Ronaldo e Bale”.
VIDAL: "RESTEREI TUTTA LA VITA A TORINO" - A 24 ore dalla finale con la Lazio, Arturo Vidal parla del suo amore per la "Vecchia Signora": "Da molto tempo non c'era una squadra italiana così forte, ma la Juventus in questi ultimi anni è diventata una squadra spettacolare che ha vinto molto. Abbiamo vinto il quarto scudetto consecutivo, ora vogliamo vincere la Champions League". Il cileno ha parlato anche dei suoi compagni di squadra: "Cerco di comportarmi come Pirlo e di aiutarlo il più possibile in campo, se ho bisogno di un consiglio vado da lui o da Buffon che sono campioni del mondo". A Torino sta benissimo: "Sto meravigliosamente bene, mi sento come a casa, la mia famiglia è felice e la gente è molto simile a noi cileni. Potrei rimanere tutta la vita qui, la gente mi ama e io sto bene, sono in una delle migliori squadre del mondo, ma sogno di tornare al Colo Colo anche se è difficile cambiare quando le cose vanno bene e tu ti trovi alla grande". Spazio anche alla Coppa America che proprio in Cile si disputerà quest'estate: "Daremo il massimo, non dico che vinceremo il titolo perché nel calcio può succedere qualsiasi cosa, però in campo lasceremo tutto. Penso che siamo una squadra competitiva e so che lotteremo su ogni pallone". Il Cile è nel gruppo A e affronterà nella fase a gironi Ecuador, Bolivia e Messico. "Saranno le partite più difficili perché è sempre complicato partire bene quando ci sono tante pressioni, ma il nostro obiettivo è iniziare alla grande e finire meglio. Cominciare bene significa dare entusiasmo ai tifosi che poi possono trascinarci alla vittoria".
"VINCERE NON VIENE MAI A NOIA" - Un successo domani permetterebbe al tecnico livornese di eguagliare la doppietta (campionato più Coppa Italia) centrata nel 1995 da Lippi, al suo primo anno in bianconero, e intanto di sorpassare un'altra volta Conte, mai andato oltre la finale: "Capisco certi paragoni, ma nel calcio contano di più i risultati, l'impegno, il rispetto e la professionalità. Conte ha fatto un ottimo lavoro, che sarà per sempre nella storia della Juve, I paragoni non mi danno fastidi, ma la cosa più importante è vincere". Un verbo, quest'ultimo, da declinare all'infinito, inteso come più e più volte: "Vincere non viene mai a noia. Basti vedere cosa è successo a San Siro: nonostante l'obiettivo-scudetto fosse già raggiunto, la squadra ha giocato con cattiveria cercando il successo".
"JUVE-LAZIO SFIDA MOLTO EQUILIBRATA" - Allegri non si fida delle due vittorie ottenute dalla sua Juve in campionato contro la Lazio: "Quella di domani sarà una partita diversa, una partita secca. Ci sarà molto equilibrio, e non è detto che la sfida si risolverà nei 90 minuti regolamentari". La formazione sembra già decisa, anche se Allegri nasconde le carte: "Ho ancora qualche dubbio". Il tecnico vuole fare uno scherzetto a quella Lazio che l'estate scorsa lo cercò prima di prendere altre strade: "Avevo avuto una chiacchierata con Lotito, che poi ha scelto Pioli, un ottimo allenatore che quest'anno ha dimostrato di avere grandi qualità. All'Olimpico ho già vinto lo scudetto con il Milan? Speriamo che mi porti di nuovo fortuna..."
CHIELLINI: “TRIPLETE? UN PASSO ALLA VOLTA” - Le vittorie seriali della Juve? Tutta questione di mentalità: “E' qualcosa che riguarda il nostro ambiente, se non vinci non puoi percepire certe sensazioni che poi vuoi a tutti i costi rivivere - spiega Giorgio Chiellini -. Noi siamo abituati a non sederci sulle vittorie, a non accontentarci mai”. I bianconeri non hanno paura né fretta di parlare di triplete: “E' ancora presto, evitiamo di guardare troppo avanti – avverte il difensore juventino -: la nostra forza sin qui è stata di procedere un passo alla volta. Ora facciamo di tutto per vincere la Coppa Italia, dopodiché penseremo al Barcellona”. Chiellini vuole mandare in archivio una maledizione che dura da troppi anni: “Sono alla Juve da dieci anni e ho giocato una sola finale di Coppa Italia, un trofeo che al club manca da tanto tempo. Ecco perché il nostro pensiero è esclusivamente rivolto alla partita di domani”. A proposito di titoli, Chiellini cancella in qualche modo i due scudetti di Calciopoli, presenti eccome nella contabilità bianconera: “Se siamo stufi di vincere? No, impossibile farsi venire a noia una cosa così bella. E' vero che sono ormai quattro anni che vinciamo lo scudetto, ma io ne ho trascorsi sei senza vincere niente”.
“DALLA B A BERLINO CON ORGOGLIO” - Impossibile, invece, cancellare il ricordo di una cavalcata impressionante, dalla Serie B a Berlino: “Ne abbiamo passate tante tra Rimini, Frosinone, Crotone... Dopo quanto ho vissuto in questi anni alla Juve, essere in finale di Champions è un motivo di grande orgoglio. E' bello e giusto godersi una partita del genere”. Il Chiello dovrà vedersela con l'attacco più forte del mondo: “Chi temo di più tra Messi, Suarez e Neymar? Ora pensiamo soltanto alla Lazio di Felipe Anderson. E auguriamoci che domani lui non stia tanto bene perché ha velocità, tecnica, passaggio, tiro... Come sarà ritrovare Suarez dopo il morso il Mondiale? Da una settimana non mi chiedono altro, ma da parte mia non c'è nessun problema o rancore. Quel giorno ero soltanto dispiaciuto di essere uscito dalla competizione. Affronterò Suarez come ho fatto con Benzema – conclude il centrale toscano -, e marcherò Messi e Neymar come ho fatto con Ronaldo e Bale”.
VIDAL: "RESTEREI TUTTA LA VITA A TORINO" - A 24 ore dalla finale con la Lazio, Arturo Vidal parla del suo amore per la "Vecchia Signora": "Da molto tempo non c'era una squadra italiana così forte, ma la Juventus in questi ultimi anni è diventata una squadra spettacolare che ha vinto molto. Abbiamo vinto il quarto scudetto consecutivo, ora vogliamo vincere la Champions League". Il cileno ha parlato anche dei suoi compagni di squadra: "Cerco di comportarmi come Pirlo e di aiutarlo il più possibile in campo, se ho bisogno di un consiglio vado da lui o da Buffon che sono campioni del mondo". A Torino sta benissimo: "Sto meravigliosamente bene, mi sento come a casa, la mia famiglia è felice e la gente è molto simile a noi cileni. Potrei rimanere tutta la vita qui, la gente mi ama e io sto bene, sono in una delle migliori squadre del mondo, ma sogno di tornare al Colo Colo anche se è difficile cambiare quando le cose vanno bene e tu ti trovi alla grande". Spazio anche alla Coppa America che proprio in Cile si disputerà quest'estate: "Daremo il massimo, non dico che vinceremo il titolo perché nel calcio può succedere qualsiasi cosa, però in campo lasceremo tutto. Penso che siamo una squadra competitiva e so che lotteremo su ogni pallone". Il Cile è nel gruppo A e affronterà nella fase a gironi Ecuador, Bolivia e Messico. "Saranno le partite più difficili perché è sempre complicato partire bene quando ci sono tante pressioni, ma il nostro obiettivo è iniziare alla grande e finire meglio. Cominciare bene significa dare entusiasmo ai tifosi che poi possono trascinarci alla vittoria".