TORINO - E' in salita la strada bianconera per Cavani. Ieri l'ad della Juventus Marotta aveva tolto facili illusioni ai tifosi: “Non credo che si possa iniziare una trattativa concreta”. Spaventano ovviamente i costi dell'operazione: un quadriennale da 6-7 milioni di ingaggio a stagione per il giocatore, per una spesa complessiva molto vicina ai 50 milioni lordi, più un'altra cinquantina di milioni per prelevare il cartellino dell'uruguayano di proprietà del Psg. Oggi comunque il numero uno del club parigino, Al-Khelaifi, ha detto che il "Matador", almeno a parole, non è sul mercato: “Cavani ha dichiarato che ci vedremo l'anno prossimo? Sicuramente, abbiamo detto ogni volta la stessa cosa – così Al-Khelaifi ai microfoni di Téléfoot -. Edinson è il futuro del nostro club, resterà qui da noi e si dimostrerà il grande attaccante e il grande uomo che è”. La Juve, che si è già assicurata Dybala, atteso a Torino tra una settimana per le visite mediche, ha comunque diverse alternative che rispondono ai nomi di Falcao, Van Persie, Dzeko e Higuain. Per il centrocampo invece tra martedì e mercoledì si dovrebbe chiudere per il tedesco Khedira, che arriverà a parametro zero: per lui quadriennale da 4,5 milioni a stagione.
Intanto prime parole bianconere di Dybala: “Ho scelto la Juventus perché è la squadra che mi ha voluto di più. Ha fatto un grande sforzo per prendermi e io l’ho apprezzato tantissimo. Sicuramente vado lì per vincere il quinto scudetto. La Juventus vuole vincere sempre e anche io gioco con questa mentalità. E’ impossibile dimenticare quello che ho vissuto oggi e in questi tre anni a Palermo. Sono stato benissimo, non potrò dimenticare la città, i compagni, i tifosi e la società”. Poi altre considerazioni sul suo futuro: “Penso di poter migliorare tantissimo. Per giocare nella Juventus dovrò fare di più, ma posso riuscirci. Tevez va via? Per me non è meglio, anzi preferirei che restasse per imparare più cose. Comunque posso giocare come prima o seconda punta, sono a disposizione dell’allenatore. Le voci di mercato sono sempre state uno stimolo per far bene, ho un gruppo di lavoro al mio fianco che mi aiuta tanto a star sereno. C’è chi dice che la Juventus ha speso troppo, ma dimostrerò che è un giusto investimento”.
Certo, i piani del Psg potrebbero cambiare se la Signora decidesse di mettere sul piatto della trattativa quel Pogba che Al-Khelaifi ha incontrato (e provato a sedurre) qualche mese fa a Montecarlo. “Abbiamo già una grande squadra con grandi giocatori, ma vogliamo continuare a lavorare per inseguire il nostro sogno europeo – ha aggiunto il patron del Psg -. Quanto a Pogba, ho già detto che non parlo di mercato con i media. Quando avremo l'accordo con un giocatore, lo saprete”. Ieri l'agente Raiola, presente allo Stadium, tra una battuta e l'altra ha detto di essere pronto a portare il suo celebre assistito “dove lo pagano di più”. In questo senso, il Psg avrebbe davvero pochissimi rivali. Ma il “Polpo”, sul quale ci sono anche gli occhi di City, Barcellona e Chelsea, a un ritorno da profeta in patria preferirebbe un'avventura nella Liga spagnola con la maglia blaugrana, a partire dal 2016, anno in cui la Fifa sbloccherà il mercato dei catalani.
Tra Juve e Barça per adesso c'è soprattutto una Champions League da assegnare. Nei prossimi giorni lo staff medico bianconero valuterà le condizioni di Barzagli, costretto a uscire nell'intervallo di Juve-Napoli per un indurimento muscolare alla coscia. C'è il sospetto di uno stiramento che escluderebbe il difensore dalla finale di Champions. . La missione-Berlino, con capatina domenicale a Verona per l'ultima di campionato, comincerà di fatto mercoledì, quando la squadra riprenderà a lavorare a Vinovo dopo tre giorni di riposo-premio. Era dalle vacanze di Natale che Allegri non concedeva ai suoi un “rompete le righe” così lungo. “Dobbiamo staccare e recuperare energie fisiche e mentali”, ha detto il tecnico livornese, convinto che “il riposo, a volte, è importante quanto il lavoro”. Del resto, a proposito di situazioni inedite o quasi, nell'anticipo di sabato, ultima apparizione interna dei bianconeri, se ne sono viste parecchie: dal primo gol in bianconero di Sturaro al primo centro allo Stadium del Napoli, dal ritorno in campo di Asamoah a quasi sette mesi dalla sua ultima apparizione (Juve-Olympiacos 3-2, 4 novembre 2014) al ritorno al gol di Simone Pepe dopo 1137 giorni di astinenza (Juve-Lazio 2-1, 11 aprile 2012), fino alle sei parate di capitan Buffon, mai così tante in un incontro di questa Serie A. Sempre a proposito di prime volte, ieri nella tribuna dello Stadium c'erano due ospiti mai visti: il cestista Nba nonché tifoso milanista Danilo Gallinari (originario di Sant'Angelo Lodigiano, lo stesso paese di Matri) e soprattutto il grande regista Wim Wenders. Sì, proprio quello del cielo sopra Berlino...
Intanto prime parole bianconere di Dybala: “Ho scelto la Juventus perché è la squadra che mi ha voluto di più. Ha fatto un grande sforzo per prendermi e io l’ho apprezzato tantissimo. Sicuramente vado lì per vincere il quinto scudetto. La Juventus vuole vincere sempre e anche io gioco con questa mentalità. E’ impossibile dimenticare quello che ho vissuto oggi e in questi tre anni a Palermo. Sono stato benissimo, non potrò dimenticare la città, i compagni, i tifosi e la società”. Poi altre considerazioni sul suo futuro: “Penso di poter migliorare tantissimo. Per giocare nella Juventus dovrò fare di più, ma posso riuscirci. Tevez va via? Per me non è meglio, anzi preferirei che restasse per imparare più cose. Comunque posso giocare come prima o seconda punta, sono a disposizione dell’allenatore. Le voci di mercato sono sempre state uno stimolo per far bene, ho un gruppo di lavoro al mio fianco che mi aiuta tanto a star sereno. C’è chi dice che la Juventus ha speso troppo, ma dimostrerò che è un giusto investimento”.
Certo, i piani del Psg potrebbero cambiare se la Signora decidesse di mettere sul piatto della trattativa quel Pogba che Al-Khelaifi ha incontrato (e provato a sedurre) qualche mese fa a Montecarlo. “Abbiamo già una grande squadra con grandi giocatori, ma vogliamo continuare a lavorare per inseguire il nostro sogno europeo – ha aggiunto il patron del Psg -. Quanto a Pogba, ho già detto che non parlo di mercato con i media. Quando avremo l'accordo con un giocatore, lo saprete”. Ieri l'agente Raiola, presente allo Stadium, tra una battuta e l'altra ha detto di essere pronto a portare il suo celebre assistito “dove lo pagano di più”. In questo senso, il Psg avrebbe davvero pochissimi rivali. Ma il “Polpo”, sul quale ci sono anche gli occhi di City, Barcellona e Chelsea, a un ritorno da profeta in patria preferirebbe un'avventura nella Liga spagnola con la maglia blaugrana, a partire dal 2016, anno in cui la Fifa sbloccherà il mercato dei catalani.
Tra Juve e Barça per adesso c'è soprattutto una Champions League da assegnare. Nei prossimi giorni lo staff medico bianconero valuterà le condizioni di Barzagli, costretto a uscire nell'intervallo di Juve-Napoli per un indurimento muscolare alla coscia. C'è il sospetto di uno stiramento che escluderebbe il difensore dalla finale di Champions. . La missione-Berlino, con capatina domenicale a Verona per l'ultima di campionato, comincerà di fatto mercoledì, quando la squadra riprenderà a lavorare a Vinovo dopo tre giorni di riposo-premio. Era dalle vacanze di Natale che Allegri non concedeva ai suoi un “rompete le righe” così lungo. “Dobbiamo staccare e recuperare energie fisiche e mentali”, ha detto il tecnico livornese, convinto che “il riposo, a volte, è importante quanto il lavoro”. Del resto, a proposito di situazioni inedite o quasi, nell'anticipo di sabato, ultima apparizione interna dei bianconeri, se ne sono viste parecchie: dal primo gol in bianconero di Sturaro al primo centro allo Stadium del Napoli, dal ritorno in campo di Asamoah a quasi sette mesi dalla sua ultima apparizione (Juve-Olympiacos 3-2, 4 novembre 2014) al ritorno al gol di Simone Pepe dopo 1137 giorni di astinenza (Juve-Lazio 2-1, 11 aprile 2012), fino alle sei parate di capitan Buffon, mai così tante in un incontro di questa Serie A. Sempre a proposito di prime volte, ieri nella tribuna dello Stadium c'erano due ospiti mai visti: il cestista Nba nonché tifoso milanista Danilo Gallinari (originario di Sant'Angelo Lodigiano, lo stesso paese di Matri) e soprattutto il grande regista Wim Wenders. Sì, proprio quello del cielo sopra Berlino...