TORINO - "La Juve? La vedo bene, può farcela. E a Berlino ci sarò anche io". Il grande ex, Alessandro Del Piero, aspetta la finale di Champions League dispensando ottimismo: "E' una partita secca, una storia a sé come tutte le finali. La Juve arriva bene all'appuntamento, così come il Barcellona, e ha tutte le qualità per farcela. Ma sono scaramantico, non fatemi dire di più se non che sarà una serata bella e emozionante per i bianconeri".
A Vinovo suona però l'allarme. Chiellini ha dovuto interrompere l'allenamento per colpa di un fastidio muscolare al polpaccio sinistro, zona quindi piuttosto delicata. Il guaio genera un po' di comprensibile apprensione tra i bianconeri, che monitoreranno attentamente le condizioni del difensore. Domani, a 48 ore dalla finalissima di Champions contro il Barcellona, è atteso il responso dei medici. Allegri incrocia le dita ma intanto può sorridere per il recupero-lampo di Barzagli. Oggi, appena nove giorni dopo la lesione di primo grado al retto femorale destro, il difensore di Fiesole è tornato ad allenarsi con il gruppo, prenotando un posto tra i convocati per l'Olympiastadion.
Per il resto a Vinovo è stato un giorno di visite. I delegati Uefa hanno sorteggiato dieci giocatori da sottoporre ai controlli antidoping, così come avevano fatto una settimana fa nel centro sportivo del Barcellona, mentre fuori dal quartier generale bianconero si è visto il tir a due piani rivestito con le grafiche juventine che porterà i Drughi bianconeri a Berlino.
Tornando a Del Piero, ieri l'ex capitano della Juventus si è ripreso il suo ultimo palcoscenico italiano, quello dello Stadium al solito "tutto esaurito", a tre anni di distanza dall'ultima recita in bianconero (13 maggio 2012, Juve-Atalanta 3-1). L'occasione è stata la Partita del Cuore, con incasso-record (circa 1,8 milioni, tra botteghino e Sms solidali al 45509) devoluto alla Fondazione Piemontese per la ricerca sul cancro e alla Fondazione Telethon per le malattie genetiche. Del Piero ha stravinto la gara dell'applausometro e ha fatto nuovamente esultare Andrea Agnelli e John Elkann (suoi compagni di squadra così come il tecnico Allegri) accompagnando due gol con un paio di legni. Chissà che i tempi non siano maturi per un riavvicinamento con il club bianconero, dopo la brusca separazione del 2012: "Se ho avuto modo di parlare con Agnelli del passato? No - ha risposto Pinturicchio -, ci siamo trovati per un evento particolare, la Partita del Cuore, che abbiamo vissuto molto bene, con soddisfazione per l'ottima risposta del pubblico torinese. Se potrà esserci un chiarimento in futuro? Può darsi".
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Durante il primo tempo della partita benefica c'è stato un fuori programma tra il rapper Moreno e Pavel Nedved. Il cantante dai piedi buoni, autore di due gol, si è concesso un tunnel a Pavel Nedved (lesa maestà?), impresa che gli è costato un sorprendente fallo di reazione del Pallone d'Oro 2003, oggi consigliere di amministrazione bianconero. Sull'onda emotiva Eros Ramazzotti, in prestito dalla Nazionale Cantanti agli avversari per questioni di appartenenza sentimentale bianconera, ha battibeccato con Luca Barbarossa, costringendo l'arbitro Rosetti a intervenire. Cose di campo? Calcio vero? Pure troppo, per una Partita del Cuore. Il rapper con trascorsi in Eccellenza ha stemperato il clima alla fine del primo tempo. Battuta e sorriso pronti, ha mostrato alle telecamere la gamba segnata dall'illustre pedata, ma anche la maglia bianconera indossata sotto quella della Nazionale Cantanti e tra l'altro autografata proprio da Nedved: "Gli ho chiesto la firma prima del via, speriamo che ora non venga a cancellarla - ha detto Moreno -. Tutto comunque risolto, nessun problema. E' giusto che Nedved sia concentrato sul campo, e voglio sperare che lo sia anche nei riguardi della nobile causa di questa partita".
A Enrico Ruggeri, interista, la reazione di Nedved invece non è andata proprio giù: "In campo, in una partita dedicata alla solidarietà, dovrebbe esserci un altro spirito. Non si capisce come un giocatore del suo calibro possa aver fatto una cosa così: se si è campioni, lo si è per sempre".
La partita si è trasferita sui social netowork, con toni decisamente accesi, a cominciare da quanto scritto da Eros Ramazzotti su Instagram, senza però esplicitare a chi si riferisse: "Quando una persona in un campo di calcio in una partita benefica ti dice: 'se mi ritocchi ti ammazzo qui davanti a tutti, tu che fai? Prendi e te ne vai!? Io - prosegue Ramazzotti- non ho fatto altro che andare di fronte a lui dicendogli di uccidermi, né più e né meno. Io sono buono ma le ingiustizie e le minacce non le accetto. La sua reazione poteva e doveva essere molto più pacata ed intelligente. Comunque la vita va avanti, ringrazio tutti quelli che ogni giorno fanno qualcosa per qualcuno che ne ha bisogno, senza fare i fenomeni, i giocolieri, i saltimbanchi o prendendo per il culo gli altri, ma impegnandosi veramente con il cuore".
A Vinovo suona però l'allarme. Chiellini ha dovuto interrompere l'allenamento per colpa di un fastidio muscolare al polpaccio sinistro, zona quindi piuttosto delicata. Il guaio genera un po' di comprensibile apprensione tra i bianconeri, che monitoreranno attentamente le condizioni del difensore. Domani, a 48 ore dalla finalissima di Champions contro il Barcellona, è atteso il responso dei medici. Allegri incrocia le dita ma intanto può sorridere per il recupero-lampo di Barzagli. Oggi, appena nove giorni dopo la lesione di primo grado al retto femorale destro, il difensore di Fiesole è tornato ad allenarsi con il gruppo, prenotando un posto tra i convocati per l'Olympiastadion.
Per il resto a Vinovo è stato un giorno di visite. I delegati Uefa hanno sorteggiato dieci giocatori da sottoporre ai controlli antidoping, così come avevano fatto una settimana fa nel centro sportivo del Barcellona, mentre fuori dal quartier generale bianconero si è visto il tir a due piani rivestito con le grafiche juventine che porterà i Drughi bianconeri a Berlino.
Tornando a Del Piero, ieri l'ex capitano della Juventus si è ripreso il suo ultimo palcoscenico italiano, quello dello Stadium al solito "tutto esaurito", a tre anni di distanza dall'ultima recita in bianconero (13 maggio 2012, Juve-Atalanta 3-1). L'occasione è stata la Partita del Cuore, con incasso-record (circa 1,8 milioni, tra botteghino e Sms solidali al 45509) devoluto alla Fondazione Piemontese per la ricerca sul cancro e alla Fondazione Telethon per le malattie genetiche. Del Piero ha stravinto la gara dell'applausometro e ha fatto nuovamente esultare Andrea Agnelli e John Elkann (suoi compagni di squadra così come il tecnico Allegri) accompagnando due gol con un paio di legni. Chissà che i tempi non siano maturi per un riavvicinamento con il club bianconero, dopo la brusca separazione del 2012: "Se ho avuto modo di parlare con Agnelli del passato? No - ha risposto Pinturicchio -, ci siamo trovati per un evento particolare, la Partita del Cuore, che abbiamo vissuto molto bene, con soddisfazione per l'ottima risposta del pubblico torinese. Se potrà esserci un chiarimento in futuro? Può darsi".
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Durante il primo tempo della partita benefica c'è stato un fuori programma tra il rapper Moreno e Pavel Nedved. Il cantante dai piedi buoni, autore di due gol, si è concesso un tunnel a Pavel Nedved (lesa maestà?), impresa che gli è costato un sorprendente fallo di reazione del Pallone d'Oro 2003, oggi consigliere di amministrazione bianconero. Sull'onda emotiva Eros Ramazzotti, in prestito dalla Nazionale Cantanti agli avversari per questioni di appartenenza sentimentale bianconera, ha battibeccato con Luca Barbarossa, costringendo l'arbitro Rosetti a intervenire. Cose di campo? Calcio vero? Pure troppo, per una Partita del Cuore. Il rapper con trascorsi in Eccellenza ha stemperato il clima alla fine del primo tempo. Battuta e sorriso pronti, ha mostrato alle telecamere la gamba segnata dall'illustre pedata, ma anche la maglia bianconera indossata sotto quella della Nazionale Cantanti e tra l'altro autografata proprio da Nedved: "Gli ho chiesto la firma prima del via, speriamo che ora non venga a cancellarla - ha detto Moreno -. Tutto comunque risolto, nessun problema. E' giusto che Nedved sia concentrato sul campo, e voglio sperare che lo sia anche nei riguardi della nobile causa di questa partita".
A Enrico Ruggeri, interista, la reazione di Nedved invece non è andata proprio giù: "In campo, in una partita dedicata alla solidarietà, dovrebbe esserci un altro spirito. Non si capisce come un giocatore del suo calibro possa aver fatto una cosa così: se si è campioni, lo si è per sempre".
La partita si è trasferita sui social netowork, con toni decisamente accesi, a cominciare da quanto scritto da Eros Ramazzotti su Instagram, senza però esplicitare a chi si riferisse: "Quando una persona in un campo di calcio in una partita benefica ti dice: 'se mi ritocchi ti ammazzo qui davanti a tutti, tu che fai? Prendi e te ne vai!? Io - prosegue Ramazzotti- non ho fatto altro che andare di fronte a lui dicendogli di uccidermi, né più e né meno. Io sono buono ma le ingiustizie e le minacce non le accetto. La sua reazione poteva e doveva essere molto più pacata ed intelligente. Comunque la vita va avanti, ringrazio tutti quelli che ogni giorno fanno qualcosa per qualcuno che ne ha bisogno, senza fare i fenomeni, i giocolieri, i saltimbanchi o prendendo per il culo gli altri, ma impegnandosi veramente con il cuore".