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Barcellona, Luis Enrique: "Non cerco rinvincite, voglio solo la coppa"

Luis Enrique (ap)
Il tecnico dei catalani parla serenamente del suo passato italiano: "Fa parte del gioco, ma sono molto orgoglioso di quello che ho vissuto a Roma". A chi gli chiede di Messi: "Anche se è il miglior giocatore del mondo non bisogna parlare solo di lui, una partita simile la dobbiamo affrontare come collettivo"
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BERLINO  -  Luis Enrique, che messaggio invia a tutti i tifosi del Barça che non sono riusciti a trovare un biglietto per la finale di Berlino?
"Che abbiamo fiducia e giocheremo con la speranza di dar loro molta felicità, anche se ci seguiranno dalla tv".
E' possibile vedere in finale un Barcellona ancora migliore di quello visto fin qui?
"Speriamo di migliorare ancora, con il cammino normale e logico che ha avuto la nostra stagione fin qui. Come allenatore vedo che la squadra è al livello a cui volevamo che arrivasse, quindi contro la Juventus speriamo di ottenere quel titolo che lascerà una traccia nella storia del club. L'obiettivo è giocare bene e vincere".
Buffon e Allegri dicono che si deciderà tutto la battaglia sarà a centrocampo: è d'accordo?
"E' una della parti importanti del campo, dove si crea tutto il gioco, si spostano gli equilibri difensivi e offensivi. Per noi sa…
BERLINO  -  Luis Enrique, che messaggio invia a tutti i tifosi del Barça che non sono riusciti a trovare un biglietto per la finale di Berlino?
"Che abbiamo fiducia e giocheremo con la speranza di dar loro molta felicità, anche se ci seguiranno dalla tv".
E' possibile vedere in finale un Barcellona ancora migliore di quello visto fin qui?
"Speriamo di migliorare ancora, con il cammino normale e logico che ha avuto la nostra stagione fin qui. Come allenatore vedo che la squadra è al livello a cui volevamo che arrivasse, quindi contro la Juventus speriamo di ottenere quel titolo che lascerà una traccia nella storia del club. L'obiettivo è giocare bene e vincere".
Buffon e Allegri dicono che si deciderà tutto la battaglia sarà a centrocampo: è d'accordo?
"E' una della parti importanti del campo, dove si crea tutto il gioco, si spostano gli equilibri difensivi e offensivi. Per noi sarà importante tener palla e spostarla in avanti, per creare pericoli alla loro difesa, sfruttando tutte le occasioni che abbiamo".
C'è grande euforia nell'ambiente: forse troppa?
"E' l'euforia normale che ci deve essere intorno a una squadra che è arrivata fin qui, ne siamo contenti. Ma quello che noi vediamo come professionisti del Barça è che dobbiamo affrontare la partita con la massima serietà e serenità, è il nostro lavoro. Sarà decisiva l'interpretazione che daremo al gioco, sarà decisivo avere la giornata giusta. Insomma, spero di ripetere il rendimento di tutta la stagione".
Che partita ha immaginato, se di solito immagina le partite? E' uno scontro di stili?
"Più possesso palla per noi e più campo per noi, ma la Juve ha un livello alto e cercherà di metterci in difficoltà: in fondo ha uno stile simile al nostro, tiene palla e lavora bene in difesa. E anche loro sono vicini al triplete, quindi siamo in situazioni piuttosto simili".
Iniesta giocherà? Ci saranno molti gol?
"Le finali sono diverse dalle altre partite, c'è una componente di tensione diversa, quindi anche se tutti ci aspettiamo molti gol potrebbero anche essercene pochi, chissà. Iniesta sta bene, in perfetto stato, è tornato ad allenarsi".
Che Juventus vorrebbe incontrare? Che si difende o che attacca?
"Non parlo di preferenze perché non ha senso. Non posso decidere il loro gioco. Vedremo quanto riusciranno a tener palla, ma sarà in funzione delle nostre capacità. Non ho preferenze. Vedremo che partita verrà fuori e ci regoleremo".
Lei ha rivincite da prendersi, come ex giocatore o come allenatore?
"Non cerco vendette, né da giocatore né da allenatore. Neanche con l'Italia: sono molto orgoglioso di quello che ho vissuto a Roma, poi quella stagione è terminata e io ho ricominciato la mia carriera in Spagna. Le critiche fanno parte del nostro mestiere e in un grande club come questo sono normalissime, non ci penso, penso solo alla finale.".
Un commento sul lavoro di Allegri?
"Ha già vinto al Milan uno scudetto, ha vinto il quarto consecutivo alla Juventus. Gli faccio i complimenti per un lavoro spettacolare, ha portato il suo stile alla Juve e non era facile".
Si parla poco della difesa e del portiere del Barça.
"E' chiaro che i nostri tre attaccanti attirano l'attenzione del mondo, ma per arrivare fin qua servono blocchi che attacchino, che difendano, che tengano il pallone a metà campo. Sono tutti imprescindibili i giocatori, tutti necessari per questo lavoro, e sono stati tutti a disposizione per ottenere gli obiettivi. Essere arrivati fin qui è la dimostrazione. Siamo davanti a una generazione di giocatori unica per quello che è riuscita a vincere in questi anni. Spero che sia una grande finale, anche per il calcio".
Cos'ha il Barcellona che la Juve non ha?
"Non è il caso di confrontare le squadre in questo modo. Se siamo qui vuol dire che ce lo siamo meritato, entrambe. Ed è importante per il calcio avere una finale tra i campioni di Spagna e i campioni d'Italia".
Cosa si aspetta da Messi domani?
"Non sarebbe giusto per uno come lui parlare solo di lui, anche se è il miglior giocatore del mondo. Spero che tutti diano il massimo: una partita simile la dobbiamo affrontare come collettivo, e spero che ogni mio giocatore sia nelle migliori condizioni".
E' l'evento più importante della sua vita?
"No. Il prossimo deve ancora arrivare".

PIQUE E NEYMAR - In conferenza stampa anche Pique e Neymar. "Novanta minuti ci separano dalla perfezione -commenta il difensore- Noi avremo il possesso palla e loro saranno pericolosi in contropiede con Morata, Tevez. Hanno un centrocampo molto forte e il contrattacco è una insidia. Dobbiamo focalizzarci sul possesso palla per creare opportunità e segnare". Anche Pique sottolinea come si parla tanto del tridente offensivo, ma anche la fase difensiva blaugrana è di tutto rispetto:  "Quando si parla di difendere, molti pensano solo al portiere e ai difensori, invece è un discorso di squadra. Sono gli attaccanti i primi difensori, se loro non corrono e non pressano per noi diventa impossibile -sottolinea -. Quest'anno abbiamo anche i numeri a dimostrarlo. Abbiamo sempre difeso bene e questa è una delle chiavi; abbiamo vinto il campionato, la coppa e ora siamo in finale di Champions League".

Neymar dal canto suo rifiuta il ruolo di favorito: "E' difficile essere favorito in una finale di Champions League. Noi dobbiamo pensare a giocare al nostro meglio perchè vogliamo vincere. Penso che la Juventus sia una grandissima squadra, perchè non è arrivata alla finale per caso - ammette Neymar -. Sappiamo che sarà una gran partita, molto difficile", quindi su Gigi Buffon, aggiunge: "E' un grande portiere, è nella storia del calcio. Lo conoscevo da prima quando giocavo alla play station, ma sarei felice di fargli un gol" dice.
"Ho sognato tantissimo il moemnto di un gol in finale e spero di poterlo fare, ma per la mia squadra quello che è importante è che qualcuno faccia gol e saremo campioni". Neymar non è alla prima esperienza di match importanti: "Ho giocato tantissime finali, ma penso che questa sia la più importante, la più importante della mia vita e per questo farò di tutto per uscirne vincitore: è un sogno che ho da bambino e spero di godermelo fino alla fine".