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Atletico-Barcellona, Luis Enrique e l'amuleto Simeone: "Il Real Madrid è già dimenticato"

Dopo il ko nel Clasico, il tecnico blaugrana trova i colchoneros, sempre battuti (6 volte su 6) da quando guida i catalani. "Ma sarà dura, sono secondi in Liga e non esistono partite facili ai quarti di finale. La sconfitta di sabato non ha cambiato nulla"

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BARCELLONA - Arriva come favorito a questi quarti di finale di Champions il Barcellona di Luis Enrique, non fosse altro perché da quando il tecnico asturiano è alla guida dei Blaugrana, l'Atletico Madrid di Simeone ha sempre perso: 6 confronti e 6 sconfitte. Ma la sconfitta di sabato scorso è troppo recente per dimenticare che anche contro il Real Madrid la vittoria del Barça era data per scontata. Uno sprone o un campanello di allarme? "I miei giocatori sono abituati a essere competitivi sempre, - spiega in conferenza stampa Luis Enrique, - La sconfitta di sabato non ci serve per avere motivazioni in più per la Champions. Noi giocheremo come siamo abituati a fare sempre, giocheremo per vincere, non è cambiato nulla".

"SQUADRA DIFFICILE" - In fin dei conti Luis Enrique lo aveva già detto subito dopo la fine della partita contro il Real: "Questa sconfitta è già dimenticata, per me non esiste." Concetto che ha ribadito anche Gerard Piqué, giocatore scelto per parlare con i giornalisti in questa vigilia di Champions. Luis Enrique, a precisa domanda, è sceso in dettaglio sui prossimi avversari: "L'Atletico e un squadra dalla filosofia di gioco molto chiara, - ammette il tecnico dei catalani, - una squadra difficile sotto ogni aspetto e che spesso ci ha messo in difficoltà, indipendentemente dagli ultimi risultati o dall'ultima volta che l'abbiamo affrontato qui al Camp Nou. Se è la nostra diretta inseguitrice in Liga, e se per la terza volta consecutiva si trova a disputare i quarti di Champions significa che è una squadra forte. Per di più nessuno si aspetta un doppio confronto facile a questo punto della competizione".

SULLA BUONA STRADA - La sconfitta di sabato però torna più volte nelle domande che vengono rivolte all'allenatore dell'ultimo Triplete, che ribadisce di non essere rimasto deluso dai suoi, "Contro il Real abbiamo giocato una buonissima prima parte, dal momento in cui abbiamo subito il gol qualcosa è cambiato e sappiamo come è andata a finire, ma io non cambierei nulla della partita di sabato. Non dimentichiamoci che gli avversari hanno a disposizione giocatori forti quasi quanto i nostri e che il loro obiettivo a inizio stagione è identico al nostro. Non abbiamo ancora vinto nulla, - sottolinea Luis Enrique, - ma credo che nessuna squadra spagnola non vorrebbe essere al nostro posto. A differenza di voi giornalisti preferisco tirare le somme a fine stagione, non dopo una singola partita. Siamo sulla strada giusta per vincere Liga, Champions e Coppa del Re. Una sconfitta dopo 39 partite senza perdere non cambia il mio pensiero".

LA POSIZIONE DI MESSI - C'è chi gli fa notare che Leo Messi, nella partita contro il Real, partiva da una posizione centrale e che molte volte viene utilizzato partendo da destra. Un piazzamento che potrebbe essere la chiave per la partita contro l'Atletico? Luis Enrique risponde con il sorriso, a metà tra il serio e il faceto: "Mi piace la domanda, è molto centrata sulla tattica che è una cosa di cui mi fa piacere parlare, - dice con enfasi, per poi sussurrare, - Se non ci ascoltasse Simeone te lo potrei anche dire, però permettimi di non farlo". Tradotto: esiste la possibilità, ma lasciamo che sia "El Cholo" a preoccuparsene.

RITORNO AL CALDERON - Luis Enrique lo ha dimostrato più volte, non crede e non fa affidamento sulla cabala e sulle statistiche. Se le sei vittorie di fila contro Simeone domani non conteranno nulla, nemmeno l'ultima sfida di Champions tra le due squadre (quarti di finale dell'edizione 20013/14, con Tata Martino sulla panchina dei Blaugrana) persa dal Barcellona dopo aver giocato la partita di andata in casa fa testo: "Giocare il ritorno al Calderon? Per me fa lo stesso, - dice l'asturiano, - così è uscito dall'urna e così giocheremo. Se l'Atletico può eliminarci? Beh, domani potrebbe piovere o esserci il sole, - scherza nuovamente per poi tornare serio, - Non lo so, di sicuro è una buona squadra e ha le qualità per passare il turno, ma dovrà fare due grandi partite per buttarci fuori".

"FIDUCIA NEI MIEI GIOCATORI" - Come abbiamo già visto, Diego Simeone il Barcellona l'ho ha già "buttato fuori" da una Champions solo due anni fa, ma il tecnico argentino dell'Atletico che domani raggiungerà l'invidiabile traguardo di 250 panchine con la squadra del Manzanarre, sa bene che quella di martedì sarà tutta un'altra storia. "Ci conosciamo bene come avversari, questo senza dubbio, abbiamo giocato molte volte contro, ma domani in campo ci saranno due squadre diverse rispetto a quei quarti di finale, - ammette "El Cholo", che non crede in una possibile ripercussione psicologica da parte dei giocatori del Barça - La sconfitta contro il Real non cambia nulla, è una squadra fortissima, giocano in casa e daranno tutto per vincere con un buon margine. Sarà una partita difficile, ma ho fiducia nei miei giocatori". La stessa fiducia che Luis Enrique ha definito "cieca" parlando dei suoi.

"VALE SOLO LA VITTORIA" - "Domani non sarà una partita tra il miglior attacco del mondo e la miglior difesa del mondo, - spiega Simeone rispondendo alla domanda di un giornalista, - Semplicemente sarà una partita tra Barcellona e Atletico Madrid. Quale sarebbe per me un buon risultato? Domani non scenderemo in campo per il pareggio, - aggiunge il tecnico dei Colchoneros, - l'unico risultato che per noi andrebbe bene è la vittoria".
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