Champions, City-Real; Zidane: "Siamo al top". Pellegrini: "Nessuna vendetta"
dal nostro inviato ANDREA SORRENTINOIl francese sente l'atmosfera giusta per la semifinale d'andata: "Benzema e Ronaldo giocheranno". Il cileno affronta la sfida da ex senza rancore: "Non guardo mai indietro, godiamoci il momento provando a battere un avversario enorme"
MANCHESTER - Quanto conta l'esperienza in una semifinale di Champions League, e quanto invece l'entusiasmo dei neofiti? E pesa più il background dell'allenatore o del club, nell'indirizzare i destini? E' uno strano incrocio questo tra Manchester City e Real Madrid, entità del tutto incomparabili in campo internazionale, visto che gli inglesi sono alla prima semifinale di Champions nella loro storia e alla terza in assoluto in Europa (solo che l'ultima fu 45 anni fa, Coppa Coppe del 1971), mentre il Real Madrid che ha fatto la storia della competizione è addirittura alla sua semifinale numero 27, e sesta consecutiva. Messa così, e considerato che sul piano tecnico i pronostici sono favorevoli al Real, potrebbe non esserci storia. Ma poi guardiamo i due allenatori e lo spartito si rovescia, prospettando possibili sorprese, perché no: Manuel Pellegrini, cileno di 62 anni di origini italiane, detto "El Ingeniero" per la …
MANCHESTER - Quanto conta l'esperienza in una semifinale di Champions League, e quanto invece l'entusiasmo dei neofiti? E pesa più il background dell'allenatore o del club, nell'indirizzare i destini? E' uno strano incrocio questo tra Manchester City e Real Madrid, entità del tutto incomparabili in campo internazionale, visto che gli inglesi sono alla prima semifinale di Champions nella loro storia e alla terza in assoluto in Europa (solo che l'ultima fu 45 anni fa, Coppa Coppe del 1971), mentre il Real Madrid che ha fatto la storia della competizione è addirittura alla sua semifinale numero 27, e sesta consecutiva. Messa così, e considerato che sul piano tecnico i pronostici sono favorevoli al Real, potrebbe non esserci storia. Ma poi guardiamo i due allenatori e lo spartito si rovescia, prospettando possibili sorprese, perché no: Manuel Pellegrini, cileno di 62 anni di origini italiane, detto "El Ingeniero" per la sua laurea in ingegneria, fa l'allenatore da 28 anni, ha già portato in semifinale di Champions il piccolo Villarreal (2006) e ai quarti il piccolissimo Malaga (2009), poi ha allenato per un anno il Real (2009-2010), arrivò secondo con 92 punti dietro l'enorme Barça di Guardiola, infine lasciò il posto a Mourinho; Zinedine Zidane, che di presentazioni non ha granché bisogno per il suo passato da calciatore, fa invece l'allenatore in una squadra professionistica da tre mesi e mezzo, anche se è il grande Real Madrid, ma pur sempre poco più di 100 giorni sono, e a Manchester giocherà la sua più grande partita da tecnico, esattamente dieci anni dopo aver annunciato che "dopo il Mondiale in Germania" avrebbe smesso col calcio.
Nel calcio ad altissimo livello, quale è effettivamente una semifinale di Champions, l'apporto degli allenatori è decisivo almeno quando gli assi che vanno in campo. La capacità di capire al volo l'andamento della partita e intervenire, ma anche le strategie della vigilia, contano moltissimo, e in questo Manuel Pellegrini è senz'altro in vantaggio, perché è stratega raffinato (anche se a giugno lascerà il posto a Pep Guardiola) come ha già dimostrato nei quarti contro il Psg, che era più forte ma è stato piegato anche a livello tattico dalle mosse del tecnico cileno. Zidane è assai più inesperto e negli ottavi ha vacillato contro Spalletti e la sua Roma, nei quarti ha tremato dopo lo 0-2 di Wolfsburg poi Cristiano Ronaldo e qualche evento casuale hanno deciso il ritorno, ma nell'ambiente madrileno la partita contro il City è temutissima.
Alla vigilia Zizou è al solito molto sorridente e calmo, sembra divertirsi un mondo, sparge serenità: "Cristiano Ronaldo e Benzema stanno bene, giocheranno. Credo che il Real arrivi a questa partita nel momento migliore. Io sono tranquillo, sempre, alla vigilia; magari in partita sono più nervoso, ma prima e dopo nessun problema. Affronteremo un avversario temibile, cui non devi lasciare spazio, con giocatori bravissimi a giocare tra le linee, quindi ci attende una partita molto difficile. Ma se i miei giocatori daranno il 100% e non avranno cali di concentrazione possiamo farcela. Mi sembra di avvertire la stessa atmosfera di due anni fa, quando vincemmo la Decima". E la vinsero con Carlo Ancelotti in panchina, mentre nelle altre quattro semifinali giocate dal 2011 a oggi il Real è sempre stato eliminato, soprattutto quando ha giocato il ritorno in casa come gli capiterà anche stavolta. Manuel Pellegrini intanto prepara le sue trappole in silenzio, e fa un sacco di complimenti agli avversari: "Il Real è il club più importante del mondo. Per me è stato un onore allenarlo, ma nessun pensiero, nessun rimpianto, niente di niente. Non guardo mai indietro. Siamo in semifinale e vogliamo godercela, provando a battere un avversario enorme".
Il Manchester City recupera Vincent Kompany, uno che in questa stagione ha accusato quattro infortuni al polpaccio e 13 negli ultimi quattro anni, altro che il tallone di Achille, mentre è indisponibile il vecchio Yaya Tourè, ormai al lumicino delle forze. Nel City è pronto a dare battaglia il Kun Agüero, che in 12 partite giocate contro il Real non ha mai vinto. Nel Real l'uomo più in forma è Gareth Bale, l'acquisto più costoso nella storia del calcio (dal Tottenham al Real per 101 milioni nel 2013) che torna per la prima volta da avversario in Inghilterra: "Spero in una vittoria con parecchi gol di scarto", esagera. Manuel Pellegrini, dall'alto della sua scienza, avrà preparato trappole anche per lui.
Nel calcio ad altissimo livello, quale è effettivamente una semifinale di Champions, l'apporto degli allenatori è decisivo almeno quando gli assi che vanno in campo. La capacità di capire al volo l'andamento della partita e intervenire, ma anche le strategie della vigilia, contano moltissimo, e in questo Manuel Pellegrini è senz'altro in vantaggio, perché è stratega raffinato (anche se a giugno lascerà il posto a Pep Guardiola) come ha già dimostrato nei quarti contro il Psg, che era più forte ma è stato piegato anche a livello tattico dalle mosse del tecnico cileno. Zidane è assai più inesperto e negli ottavi ha vacillato contro Spalletti e la sua Roma, nei quarti ha tremato dopo lo 0-2 di Wolfsburg poi Cristiano Ronaldo e qualche evento casuale hanno deciso il ritorno, ma nell'ambiente madrileno la partita contro il City è temutissima.
Alla vigilia Zizou è al solito molto sorridente e calmo, sembra divertirsi un mondo, sparge serenità: "Cristiano Ronaldo e Benzema stanno bene, giocheranno. Credo che il Real arrivi a questa partita nel momento migliore. Io sono tranquillo, sempre, alla vigilia; magari in partita sono più nervoso, ma prima e dopo nessun problema. Affronteremo un avversario temibile, cui non devi lasciare spazio, con giocatori bravissimi a giocare tra le linee, quindi ci attende una partita molto difficile. Ma se i miei giocatori daranno il 100% e non avranno cali di concentrazione possiamo farcela. Mi sembra di avvertire la stessa atmosfera di due anni fa, quando vincemmo la Decima". E la vinsero con Carlo Ancelotti in panchina, mentre nelle altre quattro semifinali giocate dal 2011 a oggi il Real è sempre stato eliminato, soprattutto quando ha giocato il ritorno in casa come gli capiterà anche stavolta. Manuel Pellegrini intanto prepara le sue trappole in silenzio, e fa un sacco di complimenti agli avversari: "Il Real è il club più importante del mondo. Per me è stato un onore allenarlo, ma nessun pensiero, nessun rimpianto, niente di niente. Non guardo mai indietro. Siamo in semifinale e vogliamo godercela, provando a battere un avversario enorme".
Il Manchester City recupera Vincent Kompany, uno che in questa stagione ha accusato quattro infortuni al polpaccio e 13 negli ultimi quattro anni, altro che il tallone di Achille, mentre è indisponibile il vecchio Yaya Tourè, ormai al lumicino delle forze. Nel City è pronto a dare battaglia il Kun Agüero, che in 12 partite giocate contro il Real non ha mai vinto. Nel Real l'uomo più in forma è Gareth Bale, l'acquisto più costoso nella storia del calcio (dal Tottenham al Real per 101 milioni nel 2013) che torna per la prima volta da avversario in Inghilterra: "Spero in una vittoria con parecchi gol di scarto", esagera. Manuel Pellegrini, dall'alto della sua scienza, avrà preparato trappole anche per lui.